Katyn

15 maggio 2009 § 2 commenti

Sarà un caso, ma questo 2009 è all’insegna dell’Unione Sovietica e degli uomini che vissero quel tragico fatto storico: abbiamo sotto mano "Vita e Destino" di Grossman, "Il primo cerchio" di Solgenitsin, "Liberi" della Parravicini. Siamo anche riusciti a vedere "Katyn" che ‘stranamente’ è passato sotto silenzio nelle sale italiane. In un sussulto di ingenuità ci chiediamo chi possa voler tenere lontano un film in cui si mette in luce gli orrori del totalitalismo. Eppure è così. Coda di paglia? 

Tempo fa in una conversazione con alcuni buoni cristiani, che non credo siano mai stati comunisti, questi sostenevano che per avere un giudizio oggettivo del Comunismo bisognasse aspettare ancora qualche anno. Cosa c’è da aspettare nel condannare il Comunismo? Non si dovettero aspettare cinquant’anni per condannare il Nazismo. Ma tant’è. Parlar male del Comunismo è un po’ come parlar male della sua matrigna, la Rivoluzione Francese.

Andate a vedere "Katyn". Non soggiacete ai diktat, alla dittatura strisciante delle coscienze. Magari non ci dormirete una notte (come è successo a noi), ma almeno conoscerete un frammento di quella verità che non appare sui libri di storia.

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