Briciole

29 Maggio 2009 § 10 commenti

Domenica scorsa la piccola O., di origine senegalese, con una famiglia attenta, praticante, educante, ha fatto la prima Comunione. Clima di festa. A un certo punto, dopo aver ricevuto il Corpo di Cristo, O. è esplosa in lacrime. Di gioia. I compagnetti italiani erano esterefatti. Non capivano perché piangesse. Non si rendevano conto della gioia che O. provava né del perché.

È valsa per loro di più la testimonianza di O. in quel momento, che un anno di catechismo e una vita in famiglie semi-pagane.

1+1

28 Maggio 2009 § 8 commenti

Perché questa notizia non mi sorprende affatto?

«[…] i due storici Helmut Müller-Enbergs e Cornelia Jas hanno trovato, quasi per caso, un documento sorprendente negli archivi della Stasi, la polizia segreta della Germania dell’Est. Karl-Heinz Kurras, l’assassino di Ohnesorg [studente ucciso il 2 giugno 1967 durante una manifestazione, uccisione che diede il via alla "strategia della tensione" tedesca, ndr], ufficialmente dipendente della polizia della Germania Federale, era in realtà un agente segreto della Stasi. Lavorava insomma per la Germania comunista, alle dirette dipendenze di Markus Wolf, la più famosa spia della Ddr».

Delle memorie e delle digressioni del Cardinal Biffi/9

26 Maggio 2009 § 3 commenti

Spesso una parola di conforto aiuta…

«Un altro esempio di menzogna, che si sta diffondendo, è quello di chiamare cattolici "integralisti" coloro che coraggiosamente si pongono al servizio della verità e in tutti i modi si adoperano per la difesa della vita, proponendo iniziative che prevengano o distolgano dall’"abominevole delitto dell’aborto", per usare l’espressione del Concilio Vaticano II (Gaudium et spes, 51). A questi uomini va tutta la stima, la gratitudine, la solidarietà della Chiesa. A loro dico: Non preoccupatevi! In questo contesto, essere chiamati "integralisti" equivale a essere chiamati cristiani. Càpita anche a me di vedere qualificati come "duri" o "pesanti" i miei interventi, come se la durezza non fosse di chi sopprime e di chi favorisce la soppressione della vita umana innocente, ma di chi rifiuta semplicemente di ritenere moralmente lecita qualunque uccisione di una creatura incolpevole, e apertamente lo dice.
E non ci si vergogna neppure talvolta, in uno stato democratico, di deplorare come ingerenza indebita il diritto – che è di tutti i cittadini, e quindi anche dei vescovi – di dire liberamente e su tutto il proprio parere.»
[p. 381]
[9 – continua]

Una voce, due misure

25 Maggio 2009 § 3 commenti

Quando fa comodo, l’ingerenza non c’è.

Cronache da Marte

22 Maggio 2009 § 4 commenti

Le vere notizie, quelle che interessano, quelle non urlate, stanno sotto traccia. Non appaiono, non si vedono, non sono urlate. Così di fronte alle immagini continuamente mostrate in loop degli antiabortisti che protestavano fuori dell’università di Notre Dame contro il riconoscimento dato dall’Università cattolica dell’Indiana al Presidente degli Stati Uniti, in particolare di quelli arrestati perché troppo turbolenti, uno era spinto a pensare che i pro-life americani siano tutti invasati. Ma, c’è sempre un ma, non è così. La manifestazione dei pro-life ufficiale era quella svolta all’interno dell’Università, una manifestazione fatta di preghiera, testimonianze e la messa:

«È stata una delle cose più belle cui abbia partecipato. Nel piazzale sud dell’Università si erano radunate circa 2000 persone per assistere alla Messa, pregare, cantare, ascoltare discorsi e testimonianze, e applaudire, in un’atmosfera gioiosa, da festa. La stima è basata sul fatto che i preti che hanno celebrato la Messa mi hanno detto di aver distribuito 1700 ostie, e c’erano almeno un paio di centinaia di bambini che non hanno ricevuto la Comunione. Invece, The New York Times ha scritto che c’erano solo alcune centinaia di persone.
In base a tutto quanto ho letto sul movimento dei diritti civili, non posso fare a meno di chiedermi se questo non sia qualcosa di simile. […]
Tornato a casa, ho letto su Internet il discorso di Obama, che merita il massimo dei voti per oratoria e capacità di adattarsi alle circostanze e alla cultura locale. Il passaggio migliore è stato quello sulla necessità di evitare la demonizzazione dell’altro nei dibattiti, su cui posso concordare senza problemi, ma sulla qualità degli argomenti temo di non potergli dare la sufficienza.
La sera stessa, in un blog sul sito della rivista America, non certamente nemica di Obama, il suo discorso veniva definito un peana al relativismo: poiché non possiamo risolvere le nostre differenze, impariamo a discuterne. Questo è molto importante, certamente, ma Signor Presidente, lei dimentica un piccolo particolare: la giustizia. I leader dei grandi movimenti per la giustizia, Martin Luther King, Gandhi, Lincoln, le suffragette del diciannovesimo secolo, erano tolleranti e ragionevoli, ma non si fermavano alla semplice discussione delle differenze. Domandavano un cambiamento, la fine delle esclusioni ingiuste».
[Leggi tutto

Testimoni

19 Maggio 2009 § 9 commenti

Mentre quattro scemotti che dovrebbero essere presi a ceffoni ed essere mandati a calci in c**o a lavorare, ma a lavorare sul serio, giocano ancora ai piccoli rivoluzionari, degni allievi dei loro maestri, da queste parti anziché portare i ragazzi delle scuole a vedere Katyn (ci ricordiamo di quando c’erano le code di studenti per vedere Schindler’s list…), li si porta a vedere una mostra fotografica sul ’68 locale.

È vero che probabilmente i professori ci tengono a farsi vedere come erano giovani e "avanti" ai loro tempi, ci tengono ad elogiare i "loro" tempi, ma quale indicazione educativa ne può scaturire?

Sì o no?

16 Maggio 2009 Commenti disabilitati su Sì o no?

Leggiucchiando un po’ qui e un po’ là sui discorsi di Benedetto XVI in Terra Santa, abbiamo fermato l’attenzione qua, perché, 1. siamo nel mese di maggio, e a Nazaret non si può non parlare di Maria; 2. perché questo brano ci ricorda ancora cosa è la vera libertà, quella che nessuno ci può togliere e quella che il più delle volte non cerchiamo:

«Il racconto dell’Annunciazione illustra la straordinaria gentilezza di Dio (cfr Madre Julian di Norwich, Rivelazioni 77-79). Egli non impone se stesso, non predetermina semplicemente la parte che Maria avrà nel suo piano per la nostra salvezza, egli cerca innanzitutto il suo assenso.

Nella Creazione iniziale ovviamente non era questione che Dio chiedesse il consenso delle sue creature, ma in questa nuova Creazione egli lo chiede. Maria sta al posto di tutta l’umanità. Lei parla per tutti noi quando risponde all’invito dell’angelo. San Bernardo descrive come l’intera corte celeste stesse aspettando con ansiosa impazienza la sua parola di consenso grazie alla quale si compì l’unione nuziale tra Dio e l’umanità. L’attenzione di tutti i cori degli angeli s’era concentrata su questo momento, nel quale ebbe luogo un dialogo che avrebbe dato avvio ad un nuovo e definitivo capitolo della storia del mondo. Maria disse: "Avvenga di me secondo la tua parola". E la Parola di Dio divenne carne. Il riflettere su questo gioioso mistero ci dà speranza, la sicura speranza che Dio continuerà a condurre la nostra storia, ad agire con potere creativo per realizzare gli obiettivi che al calcolo umano sembrano impossibili. Questo ci sfida ad aprirci all’azione trasformatrice dello Spirito Creatore che ci fa nuovi, ci rende una cosa sola con Lui e ci riempie con la sua vita. Ci invita, con squisita gentilezza, a consentire che egli abiti in noi, ad accogliere la Parola di Dio nei nostri cuori, rendendoci capaci di rispondere a Lui con amore ed andare con amore l’uno verso l’altro».
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Dove sono?

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