Dubbio o forse no

28 aprile 2009 § 5 commenti

È l’arte ad aver abbandonato la Chiesa o la Chiesa ad aver abbandonato l’arte?

§ 5 risposte a Dubbio o forse no

  • OrsobrunoBlog scrive:

    Grande domanda, Quid!
    Propenderei per: l’arte da molto, molto tempo, soffre di salute malferma.
    In ogni caso, la maggioranza degli uomini di Chiesa conosce l’arte poco e male, e affida l’arte sacra, generalmente parlando, ad artisti mediocri.
    Tu hai suggerito il tag “architettura”, ma io scrivendo pensavo anche alla pittura, alla scultura e alla musica.
    Tra le poche e lodevoli eccezioni: CL.
    Ciao!

  • Pokankuni scrive:

    Quid, tocchi un argomento che mi sta terribilmente a cuore. E’ tanto tempo che ne voglio scrivere qualcosa anch’io, ma la tempesta emotiva che mi suscita in qualche modo me lo impedisce.

    La Chiesa come tale non ha mai “abbandonato” l’arte: al contrario la valorizza come forse nessun altro fa (basti pensare alla meravigliosa “Lettera agli artisti” di Giovanni Paolo II).

    L’arte invece, dal tardo Rinascimento in poi, si è allontanata progressivamente dal divino prima e poi dall’umano. (Spero di non scandalizzare nessuno risalendo fino al Rinascimento. Parto da un semplice dato empirico: davanti a una Madonna di Giotto o di Memling si può pregare, anzi si prega meglio; davanti a una di Raffaello o di Leonardo, anche se bellissima, no.) Tuttavia, ancora scaturiscono qua e là opere discrete, grandi o splendide, in ogni campo, per la sete di armonia, verità e bellezza che nel cuore umano è insopprimibile.

    Mostruosità architettoniche come quella visibile nella foto non hanno nulla a che fare nè con l’arte nè con la fede. La loro unica ragion d’essere si chiama denaro. Progetti come questo fanno fruttare somme enormi ai progettisti, che vengono ingenuamente ingaggiati da esponenti di curia convinti in buona fede che quanto più altisonanti sono le quotazioni di un architetto, tanto maggior gloria sarà data a Dio. Una logica forse funzionante quando gli architetti erano gente come Michelangelo, uomo di gigantesca vita interiore oltre che artista geniale. Ora che le due cose sono più raramente connesse, il rischio d’incorrere in tali costosissimi disastri è assai alto.

    Come se ne esce? Questa generazione è ormai perduta. Secondo me bisognerebbe ricominciare a scuola, facendo incontrare l’arte ai ragazzi; formando in loro la sensibilità estetica, fin da piccoli, con estrema attenzione e delicatezza (non è poi così difficile!); creando in loro la gioia del bello, l’esigenza profonda del bello; coltivando con amore i talenti che emergono. Se si farà tutto questo i frutti arriveranno, a Dio piacendo, e anche nell’arte potrà esserci una nuova primavera.

  • utente anonimo scrive:

    Nella mia ignoranza mi viene da dire che quando gli uomini edificavano Chiese per la gloria di Dio venivano fuori capolavori sotto gli occhi di tutti e che rendevano evidente a tutti la loro ragione di esistere. Da quando si fanno fare le chiese agli architetti che tengono solo conto di criteri tecnici nascono “cose” che sicuramente mai standone fuori e solo raramente entrandovi rendono manifesto allo sprovveduto avventore il loro essere luoghi di preghiera… Ergo l’arte ha abbandonato la Chiesa, ma, mi pare non solo quella.

  • quidestveritas scrive:

    Vi ringrazio per i vostri commenti ben argomentati. Se posso dire la mia, è vero, come dice Pokankuni che tutto ha inizio dal Rinascimento (non mi scandalizzi affatto, l’uomo da allora ha rivolto il suo sguardo su se stesso e non più all’infinito), ma nel XX secolo la Chiesa, che fino ad allora aveva “tenuto”, ha lasciato lei per prima il timone. E se la Chiesa abbandona l’arte, non si può che verificare la mostruosità di Foligno, la cui bruttura è senz’altro responsabilità dell’archistar cementificatore, ma ancor più del committente, che dovrebbe ricercare verità e bellezza.

  • nihilalieno scrive:

    Come si chiama l’architetto? Kubrik?
    Chissà quanto tempo ha speso a farsi venire quest’idea, e soprattutto a disegnarla!

Che cos'è?

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