Belli e brutti

13 febbraio 2009 § 4 commenti

Nelle ore di agonia di E.E. e nei giorni successivi, fino a ieri sera, ad Anno Zero, si sono raccontati particolari raccappriccianti sulle condizioni di salute della povera giovane donna di Lecco. Pare che nel voler descrivere un fisico deturpato, ammalato, deforme e inguardabile (che però differisce dal racconto delle suore misericordine) possa in tal modo giusitificarsi un atto feroce e inumano (ché lo rimane, nonostante sia dipinto come "atto d’amore", "pietà", "carità" e quant’altro, non potendo utilizzare altre parole se non quelle nate col Cristianesimo e insite del Cristianesimo, ma stravolte nel loro significato, sfacciatamente false).

Dicevamo, queste descrizioni tolgono qualcosa al valore della vita umana? Ci rammentiamo di un episodio della vita di San Francesco:

«Poi, come vero amante della umiltà perfetta, il Santo si reca tra i lebbrosi e vive con essi, per servirli in ogni necessità per amor di Dio. Lava i loro corpi in decomposizione e ne cura le piaghe virulente, come egli stesso dice nel suo Testamento: ‘Quando era ancora nei peccati, mi pareva troppo amaro vedere i lebbrosi, e il Signore mi condusse tra loro e con essi usai misericordia’. La vista dei lebbrosi infatti, come egli attesta, gli era prima così insopportabile, che non appena scorgeva a due miglia di distanza i loro ricoveri, si turava il naso con le mani. Ma ecco quanto avvenne: nel tempo in cui aveva già cominciato, per grazia e virtù dell’Altissimo, ad avere pensieri santi e salutari, mentre viveva ancora nel mondo, un giorno gli si parò innanzi un lebbroso: fece violenza a se stesso, gli si avvicinò e lo baciò».
Tommaso da Celano, Vita prima di San Francesco d’Assisi

I lebbrosi erano orrendi a vedersi, cadevano letteralmente a pezzi. Ma Francesco, sforzandosi e superando il ribrezzo, ne baciò uno. Non è l’azione misericordiosa delle suore paragonabile a quel bacio (fossero vere quest’ultime testimonianze)?
Ma abbiamo un ardire ancora maggiore. Nel soffermarci all’aspetto della persona umana non ne comprendiamo la sua intrinseca portata:

Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
[…]
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
Isaia 53, 3, 7-8

§ 4 risposte a Belli e brutti

  • utente anonimo ha detto:

    Da fonti che trovo attendibili, pare che i racconti di taluni (in primis la giornalista (?) del TG3) differiscano molto anche dalle risultanze dell’esame autoptico.
    Che scrive che la donna pesasse circa 53 kg e avesse la pessa pulita e senza alcuna piaga…
    W l’informazione corretta!!!

    Se poi anche gli ultimi giorni l’avessero devastata (perfino il padre è uscito dalla cella mortuaria dicendosi scosso da quello che aveva visto), il ribrezzo non sta nel corpo che si guarda ma nel modo con il quale lo si guarda.

    Povera ragazza! L’unica certezza che vorrei poter avere è che non potuto percepire nulla. Ma ne dubito perchè l’amore si percepisce “oltre” le funzioni cerebrali…

    Buongiorno (comunque) da Kaishe

  • utente anonimo ha detto:

    Condivido quanto scritto. Ma resta vero che la bellezza salverà il mondo. Una bellezza evidente, affascinante, coinvolgente. Penso che dobbiamo fuggire da un cristianesimo dolorifico che si ferma al Cristo crocifisso e lo dimentica risorto. L’insistenza del Santo Padre sul tema della gioia in questo senso mi sembra davvero illuminante ed illuminato: il mondo di oggi mi sembra un adolescente che ha bisogno di essere sostenuto ed incoraggiato, compreso e perdonato. Abbiamo da dire, e molto, su come vivere la sofferenza, ma altrettanto abbiamo da dire sul come trovare la gioia. Abbiamo visto un sepolcro vuoto!

    Grazie per questo spazio.

    don luca

  • quidestveritas ha detto:

    Ok, don Luca, ma perdonami, il senso del post e il motivo per cui l’ho concepito così era un altro.

  • utente anonimo ha detto:

    non abbattiamoci difronte alla iniquità, alla certezza di taluni che sono convinti delle loro ragioni; da parte mia vedo Eluana come un angelo forse il disegno era questo;
    accettiamo il mistero altro non possiamo fare.Sai mi piacerebbe molto andare a trovare le suore di Lecco si potrà fare? Come vorrei dire loro la mia gratitudine di averci fatto conoscere una verità diversa. ciao lucia

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