Ai posteri

10 febbraio 2009 § 12 commenti

Mangiaostie a tradimento

Langone e i cattodisidratatori che hanno abbandonato Cristo per adorare la Costituzione

Scrivo spossato dagli antibiotici e dalla grande apostasìa che vedo manifestarsi in questi giorni in Italia. Non mi riferisco quindi al tandem Napolitano-Fini (il patto Molotov-Ribbentrop come lo chiama il mio amico avvocato Formicola): i due stanno anzi ritornando alle origini, alle ideologie di quando erano giovani, al comunismo e al fascismo che contemplavano l’assassinio politico e la violenza come levatrice della storia. Gli omicidi di Giacomo Matteotti, Lev Trotsky ed Eluana Englaro si assomigliano nella lunga premeditazione e nell’esemplarità: l’obiettivo è forzare la legislazione, imporre nuovi costumi, spegnere la libertà di espressione (i carabinieri che indagano sugli autori delle scritte “Peppino boia” mi ricordano la censura fascista che si scatenò subito dopo il delitto Matteotti, quando non si poteva più parlare di suicidi, omicidi, niente, e sui giornali ogni morte doveva risultare naturale).

Mi riferisco invece ai mangiaostie a tradimento, ai cattodisidratatori, agli uomini che hanno platealmente abbandonato Cristo per mettersi ad adorare la Costituzione (neanche un vitello d’oro, un vecchio pezzo di carta) organizzando in suo onore un bel sacrificio umano. Ciampi e Scalfaro, i due emeriti che per riflesso castale hanno subito solidarizzato con Napolitano, sono i farisei a cui si rivolge Gesù sul lago di Tiberiade: “Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti!”. Sembra che ogni domenica gli emeriti, cattolici praticantissimi, sporgano la linguetta per ricevervi l’ostia consacrata ma devo avvisarli che da oggi la linguetta dovranno tenerla riposta.

Penseranno mica che gli unici esclusi dalla comunione siano i divorziati risposati? Forse Scalfaro sì, penserà così, per il suo cattolicesimo tutto moralismo e nessuna sostanza che lo portò, un giorno lontano, a inveire contro una donna colpevole di scollatura eccessiva. Si ripassi il catechismo: “L’omicida e coloro che volontariamente cooperano all’uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo”. Inoltre: “Preoccupazioni eugenetiche o di igiene pubblica non possono giustificare nessuna uccisione, fosse anche comandata dai pubblici poteri”. Ancora: “La legge morale vieta di rifiutare l’assistenza a una persona in pericolo”. Risultato: per Ciampi e Scalfaro niente comunione fino a data da destinarsi, per le signore scollate e scollatissime sì.

Il terzo emerito, nel senso di vescovo, è monsignor Giuseppe Casale, il Williamson di Puglia, un altro che fa danni ogni volta che apre bocca. Noi di Trani lo conosciamo bene: è il classico vescovo democristiano, corrente morotea, lo ascoltavi e ti veniva voglia di diventare missino, brigatista, buddista, tutto meno che democratico e cristiano. Ha convertito all’ateismo migliaia di foggiani. “Neanche io vorrei vivere attaccato alle macchine come Eluana, anche per me chiederei di staccare la spina”. Di che macchine parla? Non sa niente (la ragazza non viveva attaccata alle macchine!) però parla. Ha un bel dire il cardinal Ruini che “la chiesa non può consentire – tanto più quando un caso ha rilevanza pubblica – che si rivendichi nello stesso tempo l’appartenenza al cattolicesimo e l’autonomia nel decidere sulla propria vita”. Qui bisogna passare al fare: degradare i prelati che seminano scandalo e zizzania. Gesù per gente simile parla di una macina al collo e un tuffo dove l’acqua è più blu, ma anche Pio XI ebbe un’idea non male: convocò il riottoso cardinale Billot che entrò nello studio papale con zucchetto, anello e croce pettorale e ne uscì senza: semplice prete. C’è bisogno di umili lavoratori nella vigna del Signore. Riccardo Muti, vincitore del Premio internazionale medaglia d’oro al merito della cultura cattolica, si candida a nostro piccolissimo Karajan. Il direttore austriaco faceva le cose più in grande, nel ’55 gli ebrei lo accolsero alla Carnegie Hall gridando: “Ha aiutato Hitler a sterminare milioni di persone”. Muti, avendo al San Carlo abbracciato Napolitano e inneggiato alla Costituzione che uccide, eventualmente lo si potrà accusare di complicità morale nella morte di una disabile sola. Un dilettante.

All’interno del Pd (Partito democratico o Protocollo di disidratazione) alcuni cattolici dopo lunga riflessione hanno elaborato la seguente linea: “Meglio far morire Eluana che dar ragione anche solo per una volta a Berlusconi”. Livia Turco ci tiene che Crono mangi sua figlia, diamine, ha pure l’autorizzazione della magistratura. Altri determinati all’assetamento si chiamano Dario Franceschini, Ignazio Marino e Roberta Pinotti, quest’ultima per ragioni di bon ton: “Sono cattolica ma voto no e giudico una caduta di stile quella della Chiesa”. Gesù sul calvario le sta chiedendo di dargli da bere e lei risponde che la domanda è malposta. Che impressione, che paura, vedere quante persone lasciano la parrocchia per convertirsi a una specie di religione azteca.
Camillo Langone
Il Foglio, 10 febbraio 2009

§ 12 risposte a Ai posteri

  • Asmenos ha detto:

    davvero un bell’astio cristiano….

  • utente anonimo ha detto:

    Ragazzi, se a voi cristiani insegnano questo, l’unica verità dalla vostra, l’intolleranza rabbiosa verso chi non la pensa come voi, continua a scagliare le tue pietre…deve darti una grande serenità tutto questo…

    9maggio Spirito libero

  • quidestveritas ha detto:

    Chiariamo una cosa. Un cristiano è come tutti gli altri, pecca, sbaglia, s’incazza.
    Poi, magari si accorge di avere esagerato e chiede perdono a Chi sa lui. Non ha la protervia di pensare di essersi comportato sempre in modo perfetto, come pensa qualcun’altro.
    Astio cristiano? Non saprei. Di certo Pietro ai suoi conterranei ebrei dice:
    «quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste»(At 1, 23). Era astio cristiano? No, semplicemente la verità.
    Caro Spirito libero, non ti conosco, non credo che tu sia passato mai di qua. Ripassa, sarai più fortunato.

  • Asmenos ha detto:

    Un conto è raccontare i fatti. Magari dando la propria interpretazione. Un altro è fare la stessa cosa con astio.
    In quelle parole leggo molto astio.

  • quidestveritas ha detto:

    Non capisco che fastidio ti diano le invettive di Langone, visto che non sei una persona particolarmente sensibile, dal momento che non hai dubbi o remore sull’eliminazione fisica di disabili gravi. Cosa vuoi che sia qualche parola fustigatrice a confronto della tua smania di siringare malati terminali?

  • Asmenos ha detto:

    Come al solito il tuo livore astioso ti fa fare affermazioni false.
    Io non voglio siringare nessuno.
    Ma voglio che sia rispettata la volontà di una persona di poter scegliere LIBERAMENTE di morire. Anche con un’iniezione se così quella persona vuole.
    Non mi pare sia prova di insensibilità. Anzi.

    E comunque non toglie il fatto che le parole di Langone sia dichiarate con ferocia. Non vedo pietà, carità, compassione…vedo solo astio.

  • utente anonimo ha detto:

    Ma perché i personaggi citati negli articoli, personaggi che si dicono cristiani, perlomeno alcuni, hanno avuto pietà, carità, compassione di una vita umana lasciata morire per inedia?
    Per quanto mi riguarda invece non mi pare di aver detto nulla di falso. Scripta manent. I lettori possono leggere più in basso ciò che hai scritto.
    Quid

  • Asmenos ha detto:

    Invocavo il diritto ad ottenerla. Scripta manent.

  • quidestveritas ha detto:

    Laudato si, mi signore, per sora nostra morte corporale,
    da la quale nullu homo vivente po’ skappare

    Soprattutto per chi è raggiunto da chi con siringa i mano grida: “Iniezione! Iniezione”.
    guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
    Ecco, finalmente un barlume di speranza e di Giustizia.
    Ma costui non doveva esiliare a Parigi? Ancora qui sta?

  • Asmenos ha detto:

    Sei accecata dal tuo astio. Proprio non riesci a liberartene eh?

  • quidestveritas ha detto:

    Guarda Asmenos, del tuo giudizio e di ciò che leggi nelle mie righe me ne importa fino a lì e di certo non mi devo giustificare con te. Se vedessi oltre il tuo naso magari potresti leggervi amarezza e non astio. Ma purtroppo abbiamo una visione diametralmente opposta di tante cose. Quindi me farò una ragione di ciò che vi vedi tu, sapendo bene cosa provo io.

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