A domanda, risposta

30 gennaio 2009 Commenti disabilitati su A domanda, risposta

È bello sentire che si ha conquistato l’affetto di qualcuno. Senza obblighi e senza interessi, ma lasciando liberi di arrivare a quel giudizio basandosi sui fatti. Colui sul quale si sofferma lo sguardo d’amore – e sovente anche rimproveri – riesce a percepire l’affetto e ricambia, gratuitamente.
M., per esempio.
Lo sgridiamo più spesso dei genitori, lo rimproveriamo e non gli diamo tregua.
Eppure ricambia lo sguardo, perché coglie in quegli atteggiamenti una paterna, anzi, materna, guida, un prenderlo per mano e guidarlo. Non lo sa, non glielo diciamo esplicitamente, ma lo giudica dai fatti, come viviamo con lui quando siamo con lui, come cerchiamo di rispondere alle sue chiamate, correre alle sue giuste richieste, desideri (non vizi).

E di questo chi gioisce?
Entrambi.

Dell'aderire e dell'applicare

29 gennaio 2009 § 3 commenti

«Se nella vita interviene il fattore "applicare" è finita. Qui nasce la crisi della Chiesa, e dipende da questo la sua rinascita: eliminare la separazione che si genera tra l’Origine e l”applicare’. Ma voi pensate che quando Andrea e Giovanni hanno incontrato Gesù, si sono posti poi il problema di "applicare" ciò che avevano sentito? No, lo ascoltavano, lo guardavano parlare… Se nella vita interviene il fattore "applicare" è finita».

Parole dure, udite qualche giorno fa. Ma che ribaltano la prospettiva verso cui si guarda spesso la fede e la proposta di vita del Cristianesimo. Difficile questo "non-applicare", ma "aderire", «come un’osmosi» a ciò che Lui dice«Il “seguire” diviene dunque indispensabile, diviene il metodo per essere in simbiosi con Cristo». 

Il Sol dell'Avvenire

27 gennaio 2009 § 3 commenti

Osanna, Osanna, arriva Obama. Atteso come il Messia, invocato quanto il Redentor, diviene ben presto come Erode che, saputo di un bambino chiamato Re dai Magi provenienti dall’Oriente, ordina la strage degli infanti, di tutti i bambini sotto i due anni per paura di essere deposto. Ma c’è molto più di Erode qui, visto che il suo potere non è minacciato da alcun infante. Epperò che ti fa il novello Erode? Ripristina i fondi pubblici a favore delle organizzazioni che promuovono aborti nei Paesi in via di sviluppo, cioè anziché portare loro il pane, portano loro un bel kit per aspirare feti (=bambini), e a favore delle ricerche sulle staminali embrionali (che non sono vietate in America, necessitavano solamente di fondi privati).

E costui dovrebbe essere portatore di Speranza?
Andiambene…

La Speranza nella Tragedia

26 gennaio 2009 Commenti disabilitati su La Speranza nella Tragedia

C’è in questi giorni al cinema un film che non ha avuto un grande battage pubblicitario, nonostante esca nei giorni in cui si celebra la "Giornata della memoria". E probabilmente se l’attore principale non fosse Daniel Craig avrebbe avuto ancora meno spazio. Invece è un film che vale la pena di vedere, non solo per ricordare della tragedia del popolo ebreo durante la II Guerra Mondiale, ma anche come "movimento" presente all’interno del film, nella trama, nei personaggi. "Defiance – I giorni del coraggio" è sì una testimonianza degli orrori dell’antisemitismo nazista (e poi sovietico), ma è soprattutto un elogio alla vita, a quale senso dare alla vita, a quale gusto, pur nella tragedia e nel terrore. Molti i temi sollevati:

– La vendetta: risana il male ricevuto? O genera altro male, altra sofferenza?
– Come affrontare la realtà: con spirito di rivalsa, ribellione, violenza o agendo per il bene comune, trovando una soluzione ai problemi?
– Fede in Dio: il male spinge lontano da Dio? O permette di avvicinarsi?
– Comunità: anche quella che nasce dalle migliori intenzioni, non è immune dal male;
– Speranza: da ricercare anche nelle situazioni peggiori;
– Vita: come porsi di fronte al male, ad una situazione insostenibile?

 

Ancora sul latinorum…

22 gennaio 2009 § 19 commenti

Domenica scorsa messa in latino in un gioiello barocco della città. Mi dicono che si voleva distribuire la comunione invitando i fedeli a disporsi in fila indiana come è d’uso ormai da quarant’anni, ma al momento stabilito i fedeli avanzano spontaneamente e spontaneamente si inginocchiano alla balaustra, ardenti di dare anche con la postura del corpo la lode alla Presenza Reale nel Pane eucaristico.

Oggi leggo che il Papa toglierà la scomunica accordata ai quattro vescovi ordinati da Lefebvre. Questo non vuol dire che tutti i problemi tra Chiesa e Fraternità di San Pio X siano stati appianati, ma certamente nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, è auspicabile che si cerchi il dialogo e atti per avvicinare costoro alla comunione ecclesiale, e non soltanto con chiese cristiane ‘lontane’ (con il grande dispiaciere di certuni).

Vive la France, ne pas la Revolution…

20 gennaio 2009 § 20 commenti

"La Rivoluzione Francese come non ce l’hanno mai raccontata a scuola". Bastano queste poche parole per andare a cercare a quale santo, cioè, a quale libro bisogna votarsi. E per ora bisogna aspettare, perché il libro in questione è ancora in francese e chissà se le poco illuminate case editrici italiane avranno voglia di mettere un po’ in discussione questo avvenimento storico tutt’altro che ben raccontato e ben compreso dalla vulgata. Anche in Francia però non è che stiano meglio, visto che si è aspettato che il libro, pubblicato dalla casa editrice domenicana, zitto zitto, senza tanta pubblicità, scalasse le classifiche dei libri più venduti per vedere qualche commento, recensione, presa di posizione, ecc.

Insomma il libro è "Le livre noir de la Révolution Française", curato da Renaud Escande, ed il titolo dice molto, ma non tutto. Ci affidiamo alla recensione di Massimo Introvigne, apparsa su Il Domenicale di sabato 10 gennaio 2009, di cui trascriviamo alcune righe.

«Non potendo citare tutti i capitoli, mi limito a segnalare alcuni temi centrali. Uno riguarda l’azione e la morte di Luigi XVI (1754-1793) e della sua famiglia. L’ultimo re di Francia appare – anche prima del martirio, sopportato con esemplare e cristiana fermezza – come un uomo profondamente buono, pio e sinceramente preoccupato del bene comune del suo popolo, il cui regno non è affatto una sequela di fallimenti né in politica estera né in politica interna. Un uomo, però, tradito dalla sua stessa bontà che lo porta a chiedere di fronte alla Rivoluzione – senza mai smentirsi – che neppure una goccia di sangue francese sia versata dalle sue guardie, nemmeno per salvare la sua persona.

[…] Il cuore del Livre noir è rappresentato dai due capitoli di Jean de Viguerie sulla persecuzione antireligiosa e di Reynald Secher sul genocidio vandeano. […] E tuttavia costituisce un merito l’essere riusciti a sintetizzare in due articoli brevi l’essenziale della violenza anticristiana della Rivoluzione francese, che colpisce anche gl’insorti vandeani con una furia genocida che richiede spiegazioni teologiche e non solo politiche».

Attendiamo con speranza l’arrivo del testo in Italia e l’adozione di esso per i corsi di storia alle Superiori e all’Università. 

Ancora attesa

19 gennaio 2009 § 2 commenti

Non avrei mai pensato che avrei tratto molta gioia e felicità nell’andare all’asilo a prendere un bambino che sai che ti aspetta e che conta i minuti da quando ha finito di mangiare insieme a tutti gli altri bambini, e che comincia ad innervosirsi se vede che viene condotto nella stanza dei lettini.

Si prova vera gioia nel rispondere ad un’attesa.
Si prova gioia nel vedere come un’attesa ha un volto preciso.
Si prova gioia nel ricevere un abbraccio per un’azione che si crede di compiere per dovere ed invece è una grazia, un dono.

Dall’imagine tesa
Vigilo l’istante
Con imminenza di attesa –
E non aspetto nessuno:
Nell’ombra accesa
Spio il campanello
Che impercettibile spande
Un polline di suono –
E non aspetto nessuno:
Fra quattro mura
Stupefatte di spazio
Più che un deserto
Non aspetto nessuno:
Ma deve venire,
Verrà, se resisto
A sbocciare non visto,
Verrà d’improvviso,
Quando meno l’avverto:
Verrà quasi perdono
Di quanto fa morire,
Verrà a farmi certo
Del suo e mio tesoro,
Verrà come ristoro
Delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
Il suo bisbiglio
Clemente Rebora (1920)

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