I punti della riforma

30 ottobre 2008 § 6 commenti

da Tempi 
In grassetto i miei commenti.

1. MAESTRO UNICO: Il decreto Gelmini prevede il ritorno al maestro unico o prevalente dal prossimo anno scolastico, a partire dalle prime elementari. Il maestro unico o prevalente sarà affiancato dai docenti di religione e di inglese.
Sacrosanto

2. VOTO IN CONDOTTA: La valutazione della condotta degli studenti farà media ai fini del giudizio finale. Si verrà bocciati con il 5 in condotta.
Preferivo che si bocciasse con il 7 in condotta.

3. VOTI IN DECIMI: Tornano i voti in decimi anche alle medie e alle elementari (dove saranno accompagnate dai giudizi)
Era ora.

4. TEMPO PIENO: La previsione del governo è che il tempo pieno aumenti del 50%. A garantirlo la maggiore disponibilità di insegnanti in seguito all’ìintroduzione del maestro unico.
Ahssi? Ma la Cigggielle m’ha deto che ‘r tempo ppieno nun ci zarà…

5. I TAGLI: La riforma non prevede licenziamenti perchè nel pubblico impiego non è possibile. Oggi gli occupati nella scuola sono un milione e 300mila, gli interventi del governo eviteranno che si passi a un milione e 400mila.
Praticamente viene fermata la macchina di fabbrica-precari. Sacrosanto.

6. GLI STIPENDI: Parte dei soldi risparmiati verranno investiti in premi in denaro per i professori. Nel 2012 il bonus, fra i 5 e i 7mila euro, è previsto per 257mila insegnanti.
Giusto.

7. LE ORE: Alle superiori le ore di lezione saranno circa 3 o 4 in meno alla settimana
Se viene tolta l’ora di educazione alla pace e/o l’ora interdisciplinare giusto.

8. EDUCAZIONE CIVICA: L’educazione civica viene reintrodotta come materia obbligatoria. Il nome della nuova materia sarà "Cittadinanza e Costituzione"
Inutile. Fai studiare a memoria la Divina Commedia, ca**o.

9. LIBRI DI TESTO: Per contenere i costi i libri di testo dovranno durare almeno 5 anni
Grandissimi!! Fanc**o le Case editrici.

10. EDILIZIA: Vengono destinati 20 milioni di euro all’edilizia scolastica
Ottimo, direi.

Devozioni e supponenza

29 ottobre 2008 Commenti disabilitati su Devozioni e supponenza

Padre Thomas Rosica a Zenit:

«Ho qualcosa da confessare: nel mondo accademico, nei laboratori di teologia e di studi scritturali, non solo abbiamo spesso scartato, screditato e sminuito la pietà e le devozioni nella Chiesa, ma abbiamo anche fallito nel vedere queste attività come opportunità d’oro per insegnare la Parola di Dio.

Ricordo il mio primo incarico pastorale 23 anni fa. Le comunità etniche in quella parrocchia erano etichettate, si diceva che usavano devozioni datate e abbracciavano forme di pietà “senza senso”, soprattutto perché molti membri di queste comunità si rifiutavano semplicemente di frequentare le “classi di studio biblico” per gli “illuminati” che erano state regolarmente programmate. Andando controcorrente, ho deciso di lavorare con i gruppi etnici, francese e inglese, e “respirare” le Scritture nelle loro devozioni e nella loro pietà. I risultati sono stati più che sorprendenti. Non solo moltissime persone hanno aumentato la pietà e le pratiche devozionali, ma è nata anche una “fame” della Parola di Dio. Allora abbiamo formato dei gruppi di studio biblico per loro!

La cultura scritturale porta frutto a tutta la Chiesa quando suscita studi e scoperte seri, riflessione profonda, “Lectio divina”, conversioni personali, pietà autentica e devozioni ricche e basate sulla Bibbia per il Popolo di Dio. Non siamo gente del libro, ma popolo della Parola Vivente di Dio che ci presenta a una persona, Cristo.

Questo Sinodo ci ha aiutati a guardare onestamente al “golfo” che si è ampliato negli ultimi anni quando gli studi sulla Scrittura sono diventati pura critica letteraria separata dalla comunità vivente della Chiesa. Molti dei delegati fraterni e degli osservatori presenti (di altre comunità cristiane ed ecclesiali) hanno lamentato il danno arrecato agli studi sulla Scrittura da parte di gruppi come il “Jesus Seminar”, così come il fatto che molti ragazzi e ragazze che si preparano al ministero nelle varie Chiese siano rimasti insoddisfatti dei moderni metodi scritturali che non fanno riferimento alla teologia della vita della Chiesa, per non parlare del dubbio che si è seminato tra i fedeli.

Soddisfazioni

27 ottobre 2008 § 2 commenti

Grandi acquisti ieri. Su un mercatino dell’usato si possono trovare libri a 2 euro che in realtà hanno un grande valore culturale ed economico. Proprio oggi leggevo questo articolo pubblicato su Avvenire e mentre leggevo condividevo tutto. Da queste parti fino a qualche anno fa c’erano solo due librerie e due cartolibrerie. Poi sono arrivate la Mondadori e la Feltrinelli. Ma di librerie vere e proprie ne sono rimaste solo due e sempre le stesse di prima. Quando si vuole prendere un libro che si sa non abbia una gran tiratura non si va di certo in Mondadori o in Feltrinelli, si va nella vecchia libreria dove il libraio è sempre lo stesso da trent’anni, dove fanno lo sconto del 10% senza che si abbia la tessera, dove hanno libri in catalogo, ma soprattutto fuori catalogo. Dove sì si trovano le schifezze da best seller, tipo "I numeri primi" o qualcosa del genere, di un tal Giordano, ma si trovano soprattutto i libri che desideri leggere anche se sono del 1976 o del 1956 o del 1946, non i best seller, ma i long seller.

Ma torniamo al mercatino dell’usato. Abbiamo portato a casa una vecchia edizione del Decameron (che va a sostituire un’edizione della Newton da 2milalire – quelle verdi con carta che invecchia a vista d’occhio – ma alla quale siamo affezionati visto che ci abbiamo fatto un esame), per la precisione del 1956. Bellissima. Un’edizione sempre degli anni Cinquanta di Kim del grande Kipling, che spero di leggere presto a M. (sempre lui, sempre il nipote di 4 anni) prima che venga plagiato dalle versioni politicamente corrette della Disney; e dulcis in fundo "Il primo cerchio" di Aleksandr Solženicyn, edizioni Mondadori, 1974, fuori catalogo da troppo tempo (chissà se ora che è morto Solženicyn la casa editrice ripubblicherà l’opera omnia). Se non lo avessimo comprato ieri, per trovarlo avremmo potuto rivolgerci a Ebay, ma non ad una libreria Mondadori o a una libreria – men che meno – Feltrinelli. Totale speso: 10 euro.

Zucca, zuccotti e zucconi

25 ottobre 2008 § 4 commenti

Sabato scorso abbiamo fatto cinquanta chilometri per andare a comprare il pane di zucca. È una ricetta tradizionale di queste zone, che però sta perdendo anno dopo anno le sue caratteristiche e il suo sapore. Nelle panetterie fanno ormai un surrogato di pane di zucca, utilizzando farina di zucca e non zucca (quella vera, quella arancione, quella difficile da pulire – sempre che la si acquisti ancora con una parvenza di forma originale). Poi ci spargono sopra i chicchi di zucchero per dare un minimo di sapore. Il risultato è un brioscione giallo, più spesso un besciolino sbiadito, e piuttosto insapore. Intinto nel latte fa sempre la sua figura, ma altra cosa è riscoprire il sapore autentico del pane di zucca. L’impasto è più arancione che giallo, la sua consistenza è più da pane che da bioche, la sua fragranza inimitabile.

Ma perché parlo del pane di zucca?
Perché infondo, andare alla ricerca di un sapore antico, di un sapore d’infanzia, è andare alla ricerca di una cosa più vera di un surrogato propinato e facilmente acquistabile. Non mi dite che fare la pasta fresca e comprare i ravioli Rana è la stessa cosa. Un sapore in realtà è più vero dell’altro.

L'ora di religione

22 ottobre 2008 § 2 commenti

Pensate alle ore di religione cui assistevate (o assistete se siete più giovani di me) alle superiori. Difficilmente si sono incontrati sacerdoti (o laici) che ci hanno cambiato il modo di vedere il Cristianesimo. Anzi, purtroppo, il più delle volte ci può esser capitato qualcuno che ci ha fatto passar la voglia di andare in chiesa. A me è capitato in prima superiore. Non ricordo una lezione del don in questione che mi abbia scosso ed anche ora, quando lo vedo impegnato come sacerdote, parto da quel pregiudizio, che non sapesse insegnare e dunque dubito anche delle sue capacità ‘ecclesiali’. Pensate che ci valutò alla fine del primo quadrimestre mediante bigliettini in cui dovevamo indicare chi era il migliore e il peggiore della classe sul piano disciplinare (vi lascio immaginare chi fosse indicato come peggiore ). Incredibile. Al momento dell’iscrizione al secondo anno ho insistito per non fare l’ora di religione con la paura di averlo ancora, richiesta non accettata dall’alto consiglio familiare (e li ringrazio). Per fortuna era stato nominato sacerdote in una parrocchia importante e quindi smise di insegnare.

Passammo i successivi tre anni in mano al mitico insegnante di religione "amico degli studenti", uno che non vestiva il clergyman ma si presentava in maglione; uno che ci provocava sui temi attuali, ecc. Forse un ex-sessantottino come generazione, non ricordo. Ovviamente ci siamo divertiti, ma non ricordo che abbia mai fatto scattare una scintilla particolare. Non vorrei esagerare, ma dubito che abbia mai parlato di Cristo con quell’entusiasmo che può provocare un’adolescente. Tant’è che ho dovuto aspettare l’ultimo anno per farmi domande sulla fede grazie alla lettura di un libro di Messori.

Ma perché racconto tutto questo? Perché la prima volta che ho sentito parlare Ester Capucciati, nel giugno scorso, ho pensato: "Forte questa". Mi colpiva l’autorevolezza con la quale parlava e argomentava le proprie ragioni. Mi era sembrato di capire che insegnasse. La settimana dopo le ho chiesto cosa insegnasse (mi ero fatta l’idea di matematica, o forse di letteratura, ma il piglio era di un’insegnante di matematica): «religione!». SBAM. Religione? Una donna sui 45 anni sposata con figli che insegna religione?!?! Ce ne sono, lo so, ma questa cosa mi ha sorpreso. Quest’estate ho saputo che ha scritto un libro, "Un varco nel muro – Lettere, e-mail, sms. I ragazzi scrivono alla prof. di religione". Il libro è stato presentato al Meeting di Rimini.

L’ho acquistato domenica e l’ho letto tutto d’un fiato. Non che sia particolarmente impegnativo, anzi, ma è incredibile e invidiabile come Ester abbia, anzi, sappia instaurare un rapporto del genere con i suoi studenti. Direi di più: è meraviglioso. E qui torniamo al preambolo di questo post. Invidio letteralmente i ragazzi che oggi possono trovarsi di fronte una tale insegnante, che battaglia con loro per offrire un metodo per capire la propria esistenza: «Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità». Fantastico.

Per concludere ecco un piccolo brano preso dal libro: «Ricordo un’ora "di fuoco" in una classe quinta, quasi totalmente composta da maschi. Dovevo spiegare che cos’è l’aborto e perché la Chiesa difende la vita fin dal momento del concepimento. Il suono della campanella dell’ultima ora ebbe lo stesso effetto di una scossa sismica: tutti i ragazzi si catapultarono verso la porta per correre a prendere il tram, metrò, motorini… Io mi fermai a compilare il registro ma, con la coda dell’occhio vidi un ragazzo che si attardava in classe. Alzai lo sguardo e lui cominciò, dicendo: «Senta Prof., lei oggi mi ha creato un problema. Io non sapevo le cose così, come ce le ha spiegate lei e avevo una mia opinione sull’aborto, ma adesso, se tenessi conto di quello che ha detto, dovrei cambiare idea, ma io non voglio!». Lo guardai meravigliata e risposi: «Hai saputo una cosa che non conoscevi, non sarà mai più come prima! Potresti ingannare te stesso e far finta di niente, ma ti conviene?».

"Va tutto bene"

21 ottobre 2008 § 10 commenti

Ho assistito qualche giorno fa ad un incontro con Marina Salomon, fondatrice di Altana S.p.A., una delle principali aziende d’abbigliamento in europa. Pensavo di andare ad un incontro noioso, sebbene l’argomento "Etica nell’impresa" poteva in teoria interessare. È stato invece sorprendente scoprire una persona aperta, libera e coraggiosa. Che non si vergogna di dire che sta per partire per un pellegrinaggio a Medjugorie ad un direttore di banca che le risponde: «Medjugorie? In Polinesia?», «No, in Bosnia», «ma almeno ci va in aereo?», «No, in pulmino».

È emozionata quando racconta di come una ragazza che ha in affido, marocchina, si sta convertendo e chiederà il battesimo, dopo un’esperienza vissuta proprio a Medjugorie. Fa spalancare gli occhi quando con una naturalezza incredibile racconta di come nella sua vita non ha mai incontrato nessuno che ad una grande intelligenza abbia anche unita anche una grande dolcezza se non negli uomini di Chiesa e cita Ratzinger (che ha conosciuto quando era ancora Cardinale), Fisichella, Ravasi, Bertone.

Mi colpisce di come apprezzi tutto della Chiesa, manda i figli nelle scuole dell’Opus Dei, suscitando lo stupore dei suoi colleghi e della sua famiglia, mentre collabora con don Ciotti: «È giusto. Va tutto bene».

Quel "va tutto bene" me lo sto portando scolpito in testa da quel giorno.

Lo splendore della Verità

16 ottobre 2008 § 1 Commento

400.000 conversioni al cattolicesimo all’anno solo negli Stati Uniti. Di questi alcuni non sono battezzati e provengono da altre religioni, una parte proviene dalle chiese protestanti. Tra questi ultimi vi è Richard Neuhaus, che prima di diventare cattolico e dirigere una delle più prestigiose riviste americane (cattolica), First Things, era un padre protestante, luterano. Per raccontare la sua storia personale, ed in particolare la decisione di entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica, ha scritto "Lo Splendore della Verità – Perché sono diventato cattolico (e sono felice di esserlo)".

Il libro in sé è di semplice lettura, scritto in stile giornalistico, ironico. La lettura è rivolta più che altro al popolo americano, suddiviso in centinaia di chiese, ma per l’europeo, ed in particolare per gli italiani, che conoscono marginalmente il fenomeno protestante, è utile per comprendere meglio le dinamiche della Chiesa lontano da Roma.

Interessante il fatto che Neuhaus ritiene che il grande numero di convertiti al cattolicesimo sia dato grazie alla diffusione del Rite of Christian Initiation of Adults (RCIA), programma di evangelizzazione e istruzione iniziato dopo il Concilio Vaticano II, il quale però subisce gli attacchi di certe idee eterodosse:
«Sento con una certa regolarità lamentele di persone che chiedono come diventare cattolici e vengono scoraggiate o allontanate da sacerdoti che dicono loro che la conversione è una cosa superata in "quest’epoca ecumenica". […] Un medico un tempo metodista iscrittosi all’RCIA mi ha raccontato: «La sorella che teneva le riunioni era così atrocemente ecumenica che passavamo più tempo sulle altre religioni e sulle denominazioni cristiane che sull’insegnamento cattolico. Alla fine, in molti dovemmo dirle che eravamo lì per diventare cattolici. Per quanto fossero meravigliose le altre comunità, eravamo lì e volevamo convertirci».».

Bellissimo il percorso che l’ha portato a divenire cattolico:

«A lungo avevo sperato che il luteranesimo […] fosse risparmiato [dall’agonia del protestantesimo liberale]. […] Risparmiato per adempiere all’intento della Riforma, quello di essere un movimento di riforma della dottrina all’interno della Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. A lungo mi sono adoperato per la realizzazione di questo intento. […] Per molto tempo parve possibile un cammino, anche se tremendamente lento, verso quella meta. […] Ma quello che avvenne all’interno del luteranesimo, in America così come in altri paesi, non fu affatto tenero verso questa speranza. L’ELCA, una fusione di tre comunità di luterani evangelici, stava entrando in piena comunione con le chiese protestanti liberali che su questioni cruciali come la «Presenza Reale» rifiutavano l’«assolutezza cattolica» alla quale era invece presumibilmente votata la tradizione luterana. Il luteranesimo esistente, reale e diverso dal luteranesimo in quanto idea teologica, si era decisamente rivoltato contro l’aempimento della sua vocazione di movimento di riforma in seno all’unica Chiesa. La mia riluttante, dolorosa conclusione fu che si era adattato a essere permanentemente una denominazione protestante separata o, forse, molte denominazioni fra altrettante denominazioni separate protestanti».

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per ottobre, 2008 su Quid est Veritas?.