Aslan

28 agosto 2008 § 1 Commento

Dov’è finito Aslan?
Perché per 2000 anni non si è fatto vedere?
E perché ha lasciato che il suo popolo fosse relegato nella foresta?

I personaggi più importanti del nuovo capitolo di Narnia non sono il principe Caspian o il re Peter, piuttosto la piccola Lucy e il nano Trumpkin. La prima è la più piccola, e non è un caso, dei fratelli Pevensie, l’unica che cerca Aslan, l’unica che desidera vederlo. Il nano Trumpkin è invece simbolo di una Narnia indebolita, sfiduciata, che non crede più in Aslan. La fede e il dubbio, la certezza – quasi ingenuità – e il vano. I due però diventano grandi amici e Lucy porterà Aslan dal piccolo Trumpkin, il quale sarà "benedetto" da Aslan.

Aslan non era morto, non era scomparso, era lì, in fondo alla foresta dove chiunque poteva raggiungerlo.

Delle memorie e delle digressioni del Cardinal Biffi/6

24 agosto 2008 Commenti disabilitati su Delle memorie e delle digressioni del Cardinal Biffi/6

Per chi segue questo blog, sa che in passato ho già avuto modo di parlare di San Francesco e del travisamento che oggi viene fatto della sua figura: San Francesco pacifista, San Francesco nemico della Chiesa ricca, San Francesco animalista ed ecologista, insomma un San Francesco a immagine e somiglianza del politicamente corretto, cosa che non potrebbe essere più lontana dalla sua reale figura. Riprendiamo la lettura di mons. Biffi trascrivendo proprio ciò che egli scrive di San Francesco. Salutare.

«In occasione della festa di san Francesco, patrono della nostra nazione, le regioni d’Italia a turno offrono l’olio per la lampada votiva che arde nel santuario di Assisi. Nel 1984 era la volta dell’Emilia-Romagna, e toccò a me presiedere le due solenni celebrazioni. […] Nella prima omelia ho cercato di delineare la figura autentica del Poverello, di là da tutti i travisamenti che oggi imperversano. Nella seconda omelia ho richiamato i suoi insegnamenti fondamentali: la contemplazione del Signore Crocifisso, la fattiva adesione al suo Vangelo, il grande amore alla Chiesa, sua Sposa. E ho aggiunto poi questi suoi ammonimenti ai fedeli, ai sacerdoti, agli uomini politici:
A tutti i fedeli egli raccomanda soprattutto l’osservanza dei comandamenti di Dio e la preoccupazione di non morire in peccato mortale, lascinado situazioni di obiettiva ingiustizia. Con tutta la sua dolcezza, egli arriva a dire con la forza degli antichi profeti: "Coloro che non vogliono gustare quanto sia soave il Signore e preferiscono le tenebre alla luce, non volendo osservare i comandamenti di Dio, sono maledetti".
Ai sacerdoti ricorda più di ogni altra cosa il loro dovere di trattare con riverenza il "santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo". Egli si rammarica perché "il corpo del Signore è lasciato in luoghi indegni,è portato via in modo lacrimevole, è ricevuto senza le dovute disposizioni e amministrato senza riverenza". […]
Agli uomini politici dice testualmente […]: "Ricordate e pensate che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico allora, con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore, presi come siete dalle cure e dalle preoccupazioni del mondo. Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che dimenticano il Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno dmenticati da lui. E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di avere saranno loro tolte. E quanto più saranno sapienti e potenti in questo mondo, tanto più dovranno patire le pene dell’inferno. Perciò vi consiglio, signori miei, di mettere da parte ogni cura e preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gsù Cristo in sua santa memoria".

Qualcuno mi ha poi informato che gli interessati si sono stupiti per questa mia ruvida franchezza. La franchezza però non era affatto mia; e la meraviglia è fuori luogo: chi va a trovare san Francesco, è naturale che gli càpiti di dover ascoltare il pensiero del padrone di casa» [che appunto non è poi così tenero e buonista come la vulgata politicamente corretta vorrebbe farci credere, ndr].
[pp. 295-296]
[6 – continua]
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Se gli uomini sapessero…

21 agosto 2008 Commenti disabilitati su Se gli uomini sapessero…

Sabato sarà Santa Rosa da Lima, prima santa canonizzata del continente americano. L’ha ricordata il papa nella catechesi di ieri ed ha ricordato questa sua frase:

"Se gli uomini sapessero che cos’è vivere in grazia, non si spaventerebbero di nessuna sofferenza e patirebbero volentieri qualunque pena, perché la grazia è frutto della pazienza".

Letture estive/2

19 agosto 2008 § 4 commenti

Cercavate l’anti "Il codice Da Vinci"?
Eccolo, un romanzo complottista ma questa volta a rovescio (infatti il battage pubblicitario non ci si è messo d’impegno); qui ad essere i cattivoni non sono i preti e i ‘seguaci’ dell’Opus Dei, ma gli anticlericali, quelli che pompano qualsiasi notizia basta che sia contro la Chiesa e contro il Cristianesimo. Insomma un libro che si avvicina di più alla realtà rispetto al ciarpame di Dan Brown.

Non lo consiglio dopo la sua lettura, ma certo mi bastano queste poche noticine per apprezzare lo sforzo dell’autore che prende per il c***o Brown e soci. Bravo.

14 agosto 2008 Commenti disabilitati su

Buona Festa dell’Assunta

Agosto…

13 agosto 2008 § 3 commenti

Poca voglia di scrivere sul blog, poca attenzione ai fatti che accadono al di là del proprio naso, si pensa solo ai giri da fare, si studiano gli itinerari, si guardano le carte, i ristoranti tipici. Quindi perché non procedere con un bel Copia-Incolla di qialcosa d’interessante? Tempi me ne dà l’opportunità:

«Nel tempo in cui i Nobel si danno «a un preconcetto latrare e lottare di cani contro la Chiesa cattolica» (definizione data dal Wall Street Journal per la premiata opera di Dario Fo), non sorprende che la morte di Aleksandr Solzenicyn sia filata via liscia nel generale coccodrillume retoricista. Che sì, certo, ha reso onore a «colui che svelò l’orrore dei Gulag». Ma non ne ha discusso – né oggi, né mai – la lezione civile e storica. Solzenicyn fu Nobel per la letteratura nel 1970 e venne espulso dall’Urss nel 1974. Fino alla caduta del Muro di Berlino visse in splendida solitudine nei boschi del Vermont. Vagabondo di lager in lager, fu tra i pochi di cui si conosca il nome dei milioni di perseguitati dal regime comunista. Ma neppure questo è rilevante, allorché nessuno è mai stato comunista. E se dice di esserlo ancora, bè non parliamone, perché Liberazione, l’Unità, il Manifesto… sono stati, sono e saranno di un altro comunismo possibile (possibilmente pagato con i sussidi statali per l’editoria). Insomma, anche qui l’Italia si segnala per la sua sciagurata anomalia. Il nostro milieu politico resistenziale degli anni Settanta liquidò il grande russo come «fascista», quello successivo («antifascista sempre») come «passatista». Così, mentre nel resto d’Europa fu la lettura di Arcipelago Gulag a seppellire i vari sessantottismi ed eurocomunismi, noi abbiamo avuto l’onore di conservare intere generazioni di liceali nell’ignoranza pressoché assoluta di cosa siano stati un samizdat, un Salamov, una Kolyma. E pensate che qualcheduno come Epifani o Scalfari abbia mai letto un libro come Divisione Cancro? Se è successo, non ve n’è traccia nella loro educazione civica. Tanto che si potrebbe ancora indirizzare loro l’invito che Solzenicyn rivolse ai suoi concittadini (nonché ai massimi funzionari sovietici) di «vivere senza menzogna».

Vox popoli

8 agosto 2008 Commenti disabilitati su Vox popoli

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con due giovani suore albanesi che presto prenderanno i voti perpetui. Nel raccontarmi di come la fede sopravvivesse anche sotto il terribile regime comunista, soprattutto a Scutari, mi hanno parlato della devozione dei cristiani albanesi per la Madonna del Buon Consiglio di Scutari, una storia che ricorda in qualche modo il miracolo di Loreto (il trasporto della Santa Casa di Nazaret a Loreto), e stranamente legata al paese di Genazzano, nei pressi di Roma.

Ecco qui cosa riporta il sito www.mariadinazareth.it

«Tutto cominciò nel lontano 1467. A Scutari, piazzaforte albanese tenuta dai Veneziani ma ormai prossima a cadere in mano dei Turchi, un affresco raffigurante la "Madonna del Buon Consiglio" si staccò dalla parete e, si dice, venne portato dagli Angeli in volo fino a Genazzano, la cittadina laziale distante 48 km da Roma, fermandosi il pomeriggio del 25 aprile 1467 su di una parete della Chiesa di Santa Maria. All’indomani, il popolo fece gran festa all’immagine; e da allora ogni anno il 26 Aprile rimane consacrato alla "Madonna del Buon Consiglio", la cui devozione andò rapidamente estendendosi in tutta la Cristianità. […] Papa Giovanni Paolo II, nel benedire la prima pietra del nuovo Santuario, il 25 Aprile 1993, fece dono ai fedeli albanesi dell’immagine, copia perfetta della "Madonna del Buon Consiglio" di Genazzano, da collocarsi nell’erigendo Santuario, proclamandola Protettrice dell’Albania e del suo popolo».

È incredibile scoprire come gli albanesi, considerati a torto un popolo lontano, siano in realtà legati a noi in modo così stretto, tanto da avere devozioni in comune e fuori dal comune. È la bellezza del cristianesimo che lega popoli apparentemente diversi e a volte pregiudizialmente ostili.

Affresco raffigurante l’Apparizione dell’immagine
della "Madonna del Buon Consiglio" di Scutari,
portata dagli Angeli a Genazzano [Roma] il 25 Aprile 1467

Dove sono?

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