Grazie!

31 dicembre 2007 § 2 commenti

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *

tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *

incessábili voce proclamant:

 

Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *

Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.

Te gloriósus * Apostolórum chorus,

te prophetárum * laudábilis númerus,

te mártyrum candidátus * laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;

venerándum tuum verum * et únicum Fílium;

Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.

 

Tu rex glóriæ, * Christe.

Tu Patris * sempitérnus es Filius.

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *

non horruísti Virginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *

aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.

Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *

quos pretióso sánguine redemísti.
ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
 

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *

et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *

et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *

sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *

quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *

non confúndar in ætérnum.

Tempi moderni

22 dicembre 2007 § 5 commenti

La maestra dell’asilo nido di mio nipote, a dispetto delle direttive comunali – il sindaco è un ‘"cattolico adulto" – direttive che vietano di nominare Gesù ed hanno vietato l’esposizione del crocifisso, ha insegnato ai bambini una canzoncina di Natale in cui si pronuncia il nome di Gesù. Sarebbe vietato, ma lei l’ha fatto lo stesso.

La vita è una cosa meravigliosa/2

20 dicembre 2007 § 4 commenti

Ma poi, anche se fosse melenso, cha male ci sarebbe nell’esserlo? Che male c’è nel far vedere un personaggio positivo che non si dispiace di far del bene? Che male c’è nel far vedere un uomo che sposa la donna di cui è innamorato dai tempi del liceo e ha addirittura dei figli? Addirittura quattro!
Mi rendo conto che oggi non vada più di moda, nelle fiction non c’è coppia che non scoppi, per non parlare di tradimenti, cornutaggini, gay (che ovviamente corrispondono sempre a personaggio positivi), madri e padri negativi, figli ribelli, come se tutto ciò fosse la rappresentazione della realtà tout court.
Per fortuna c’è anche un mondo lontano da questa immagine stereotipata che vede la famiglia solo come fonte di guai, regno della tristezza e che allontana dalla vera libertà. La vita è meravigliosa è un film straordinario oggi più di ieri. È innocente nell’animo e tanti sono gli spunti utili. Ne scelgo uno (attenzione, spoiler):

È la Vigilia di Natale, George, disperato, va a chiedere aiuto a Potter, Henry Potter, il personaggio più ricco e meschino della città, che in più occasioni ha cercato di far fallire la società di George, il quale deve recuperare ottomila dollari che suo zio ha perso. È un’occasione per Potter di redimersi, compiere quel gesto di bontà che restituirebbe il sorriso a George, anzi, un gesto di giustizia, visto che i soldi che lo zio di George ha perso sono proprio finiti nelle mani di Potter, che sa da dove provengano. Ma Potter rifiuta l’aiuto, rifiuta il bene. È un no deciso alla domanda che ti piomba in casa alla Vigilia di Natale. Gli amici di George diranno e salveranno George. Sta tutto lì, in quella domanda: sì o no?

La vita è una cosa meravigliosa

18 dicembre 2007 § 3 commenti

«La vita di un uomo è legata a tante altre vite.
E quando questo uomo non esiste lascia un vuoto»
 
Spesso viene deriso perché sdolcinato, melenso, patinato… In realtà “La vita è meravigliosa” di Frank Capra è un film drammatico e duro. Le scelte di George Bailey sono scelte difficili, che lo portano a rinunciare sempre a se stesso. Non vince la sua esuberanza e il suo carattere allegro e spensierato, vince il senso di responsabilità e il sacrificio. Ma non viene meno la felicità, anzi…

Evangelizzazione

14 dicembre 2007 Commenti disabilitati su Evangelizzazione

Mons. Amato, segretario della ‘Congregatio pro Doctrina Fidei’ parla della «Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione». Prima che ci strappi le vesti e si urli alla ‘violenza’, la si legga tutta, in particolare la parte IV*, anche se di certo a certi preti e missionari e laici non farà che bene tale strigliata…

Spesso e a torto, si ritiene che l’evangelizzazione sia un limite posto alla libertà altrui. Sarebbe sufficiente esporre le proprie idee senza l’invito alla conversione a Cristo e senza il battesimo. In concreto quindi si disattende l’evangelizzazione per impegnarsi nella sola promozione umana e in concreto nell’apostolato per la giustizia, la pace, la solidarietà. Anzi, si arriva anche a sostenere che non si dovrebbe annunciare Cristo a chi non lo conosce né favorire l’adesione alla Chiesa con il battesimo, poiché la salvezza sarebbe disponibile nella stessa misura anche fuori della Chiesa, nelle varie religioni del mondo. Quindi niente annuncio di Cristo, niente invito alla conversione, niente battesimo, niente Chiesa. Solo impegno nel sociale.
Mons. Amato
[Leggi tutto]

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*[…] L’evangelizzazione può progredire con il dialogo e non con il proselitismo. Con i cristiani non cattolici, i cattolici devono intrattenere un rispettoso dialogo di carità e verità, un dialogo che non sia soltanto uno scambio di idee, ma anche uno scambio di doni, così che la pienezza dei mezzi salvifici sia offerta ai propri compagni nel dialogo. In tal modo viene incoraggiata una loro più profonda conversione a Cristo.

Scemenze

13 dicembre 2007 § 4 commenti

Cosa succederebbe se una maestra dicesse a una mamma di un bambino mussulmano di una scuola primaria pubblica che è una “scemenza” disegnare qualcosa inerente all’Islam?
Proviamo a indovinare: servizi al Tg, accuse di xenofobia, magari ci scappa la testimonianza, raccolta naturalmente solo da Repubblica, di chi dice che la maestra è una fervente cattolica, che è catechista e che legge in chiesa durante la Messa; Fioroni annuncia che invierà gli ispettori, sospende immediatamente la maestra e inizia la gogna televisiva dell’imprudente maestra; i sindacati con i rappresentanti delle associazioni cattoliche adulte e alcuni politici OMISSIS organizzano una fiaccolata e portano proni le loro scuse alla comunità islamica del posto, alla quale viene promesso al più presto la costruzione di una moschea, naturalmente su suolo pubblico e il Comune si impegna anche a pagare le tasse dell’immobile per i successivi vent’anni.
 
Naturalmente il ‘casus belli’ non si verificherà.
 
Poi nella realtà succede che la “scemenza” sia disegnare Gesù perché un bambino, ahilui, piccolo integralista e sciocco cristiano, ha osato pensare che a Natale si festeggi Gesù. Reazioni? E che sarà mai… I cristiani (politicamente corretti) non devono perdonare e porgere l’altra guancia? Stiano zitti, e ringrazino che si possa ancora portare al collo una croce…

UPDATE –  Marina Corradi ne parla su Avvenire: «[…] Piccolo, togli quella sciocca stella e l’asino e il bue. Cancella. Il mix di politically correct e di un acido neo oscurantismo dei lumi si vanta di non tollerare censure, ma con un’eccezione. Quel Bambino in una culla di paglia non lo vuole vedere. Che resti pure il contorno della festa, le luminarie e le cornamuse e l’abbacchio. Ma, quel nucleo, quell’oscuro centro di gravità di duemila anni di storia, quello no.

Bambini, da bravi, disegnate le renne».

Parlar chiaro?

11 dicembre 2007 Commenti disabilitati su Parlar chiaro?

5. Pertanto, chi anche inconsapevolmente osteggia l’istituto familiare rende fragile la pace nell’intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale « agenzia » di pace. È questo un punto meritevole di speciale riflessione: tutto ciò che contribuisce a indebolire la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, ciò che direttamente o indirettamente ne frena la disponibilità all’accoglienza responsabile di una nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima responsabile dell’educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sulla via della pace. La famiglia ha bisogno della casa, del lavoro o del giusto riconoscimento dell’attività domestica dei genitori, della scuola per i figli, dell’assistenza sanitaria di base per tutti. Quando la società e la politica non si impegnano ad aiutare la famiglia in questi campi, si privano di un’essenziale risorsa a servizio della pace. In particolare, i mezzi della comunicazione sociale, per le potenzialità educative di cui dispongono, hanno una speciale responsabilità nel promuovere il rispetto per la famiglia, nell’illustrarne le attese e i diritti, nel metterne in evidenza la bellezza.
Benedetto XVI, in «Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace», 1° gennaio 2008

Dove sono?

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