Muri

22 novembre 2007 § 2 commenti

Il problema non è solo nella liturgia, ma anche nella rappresentazione del visibile…

Mentre i muri delle città vengono imbrattati di brutture e per così dire di ‘affreschi’ probativi solo del disordine mentale della società e stipati da vetrine che mostrano nudità in ogni dove come se la peste fosse sanità, in paradossale contrappunto i muri liturgici si svuotano di significato, si sbiancano in un nulla semantico alla Corot che garantirebbe, nella generale logofagia, che anche la Chiesa non avrebbe più idee, specie soprannaturali, né segni con cui manifestarle, per non offendere chi ha quelle false, naturalistiche, semiariane e semiislamiche.

Esemplare il caso della vetrata della cattedrale di Colonia, dove Gerhard Richter ha «appositamente lasciato che la disposizione dei cristalli fosse determinata dal caso, intervenendo a cambiare solo quando i diversi colori formavano per sbaglio un’immagine riconoscibile», mettendosi così in tale opposizione con la grande tradizione cattolica che persino un cardinale, il cardinale Meisner, la dichiarò degna di una moschea e certo non di una chiesa: la Curia di Colonia approvò di innalzare un’opera in evidente opposizione al Logos proprio perché non vuole dire, mentre il Logos vuole, essendo Parola e Immagine (= Teatro di quella Parola).
Enrico Maria Radaelli
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§ 2 risposte a Muri

  • berlic scrive:

    Il guaio è che troppi considerano il cristianesimo una costruzione mentale e non una concretezza fatta dell’impasto di uomini e di Dio.
    Ma chi morirebbe per una costruzione mentale?

  • Asmenos scrive:

    Chi morirebbe per una costruzione mentale?

    Chiunque l’abbracci.

    Vedi le ideologie del ‘900.

Che cos'è?

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