Separazioni

23 ottobre 2007 § 8 commenti

In Europa ogni 30 secondi c’è un divorzio, mentre in Italia, ogni giorno, ci sono 200 separazioni e 100 divorzi. Che cosa sta succedendo? E’ un sintomo di decadenza morale o è il matrimonio a non essere più adeguato ai tempi?

Cantelmi*: Il problema non è il matrimonio o la moralità, ma il fatto che l’unica soluzione prospettata di fronte ad una forte conflittualità, oggi, sia la fuga. Ogni situazione va analizzata nello specifico e sarebbe sciocco fare di ogni erba un fascio, ma ciò che appare evidente oggi è che al momento della fatica, dello scontro e dell’incomprensione l’unica strada percorribile è scappare l’uno dall’altro.

Normalmente, se due persone litigano la soluzione più semplice che viene loro proposta è: “Se litigate vuol dire che non state bene assieme”. E anche nel mio ambito di lavoro, spesso si consiglia immediatamente la fine del rapporto, la separazione.

Ma, possibile che non vi sia un altro modo di affrontare il conflitto, possibile che siamo incapaci di gestirlo e superarlo? […]

Perché oggi sembra così difficile, se non a volte impossibile, costruire relazioni affettive stabili e durature?

Cantelmi: C’è una grande illusione oggi, che viene fortemente alimentata dai mass media: quella di trovare vie brevi per la felicità, ricette fai-da-te per la realizzazione individuale. Questa ricerca può ingannare profondamente, perché le vie brevi sono molto semplici e immediate, ma un progetto d’amore richiede del tempo. Tutti cerchiamo l’emozione immediata, costruiamo dei rapporti affettivi basati quasi esclusivamente sulla ricerca dell’emozione, e siamo portati a lasciar perdere tutto, quando non proviamo più nulla. Costruire sull’emozione significa però rinunciare completamente alla progettualità, alla capacità di gestire un rapporto nel tempo.
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*Tonino Cantelmi è Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, Direttore dell’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di Roma, professore di Psichiatria presso l’Università Gregoriana di Roma e Direttore del Servizio Ospedaliero di Psichiatria di Consultazione dell’IFO di Roma.

§ 8 risposte a Separazioni

  • Faber18 scrive:

    Non c’è più il coraggio di fare cose “a lungo termine”. Neanche il male, perchè ci vuole coraggio e abnegazione anche per fare del male vero. E’ il trionfo della vita usa e getta.

  • Psicovirginio scrive:

    Cantelmi è uno studioso serio e intelligente. Attenti però a non strumentalizzare le sue parole per liquidare moralisticamente la sofferenza di chi vive sulla sua pelle una separazione. Non è sempre voglia di fuggire, spesso dietro c’è la superficialità con cui si è fatta la scelta del matrimonio.

  • quidestveritas scrive:

    Vero Psico. Oltre alla superficialità aggiungo l’ignoranza di cosa sia e di cosa comporti la scelta del matrimonio.

  • Asmenos scrive:

    Tuttavia se non funziona….beh..perchè accanirsi? Una seconda possibilità a volte fa ricominciare una vita…

  • quidestveritas scrive:

    Ci si riferisce al matrimonio cristiano che si suppone venga scelto da cristiani, quindi consapevolmente (?) ‘matrimonio indissolubile’ (e molto di più).

    Poi il divorzio garantisce, nell’ordine:
    – succosi guadagni agli avvocati (la casta che più ha fortemente voluto il divorzio e più ci ha guadagnato e ci guadagna);
    – un costo elevato alla società (la sofferenza genera malattie fisiche e morali);
    – disgregazione della società con perdita di importanza della figura del padre;
    – sofferenze ai figli;
    – infine, infondo e per ultimo, ma molto distaccata, la possibilità di rifarsi una vita, e non è detto sia migliore della prima.

  • DiabolicaMente scrive:

    L’amore è cieco e ogni tanto va a sbattere.

  • quidestveritas scrive:

    Colto e raffinato.

Che cos'è?

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