Dittature

1 ottobre 2007 § 24 commenti

Di Massimo Introvigne

Diceva Napoleone che ci vuole coraggio per chiamare gatto un gatto e sconfitta una sconfitta. Oggi ci vuole ancora più coraggio per chiamare comunista un comunista. La parola, giustamente, fa paura. Il maggiore specialista accademico mondiale del comunismo, Robert Service, nel suo recente Compagni! lo ha definito il peggiore cancro che abbia attaccato nella storia l’organismo umanità, esibendo come prova un costo umano certamente superiore ai cento milioni di morti. Perfino in Cina e in Vietnam si dibatte se il termine «comunista» designi ancora adeguatamente l’attuale regime misto di autoritarismo e mercato. Sono rimasti tre i Paesi in cui partiti che si definiscono orgogliosamente comunisti tengono in piedi i governi: Cuba, la Corea del Nord e l’Italia.

L’anomalia italiana, unica in Occidente, spiega un curioso atteggiamento dei media e in particolare della televisione e della radio di Stato a proposito di quanto sta accadendo in Birmania (ribattezzata dal regime Myanmar). Mentre in America o in Francia si parla tranquillamente delle origini comuniste del regime di Rangoon, il telespettatore italiano che ignori tutto della Birmania ha scoperto negli ultimi giorni che è governata da una «dittatura», così da essere autorizzato a pensare che nel lontano Paese asiatico siano al potere i nipotini di Pinochet. Continua…

§ 24 risposte a Dittature

  • PattiChiari scrive:

    Tutti i blog di splinder solidali con la protesta della popolazione e dei monaci birmani sono invitati a lasciare un commento in calce al post che ne tratta su Amicizia&Vangelo autolinkando i propri post sull’argomento.

  • Asmenos scrive:

    “Dittatura” come termine esiste già nel Manifesto del ’48. Di conseguenza il marxismo contiene in sè il germe del totalitarismo. Non capisco quindi come sia possibile scandalizzarsi se si definisce dittatura il regime birmano.

    C’è poi da dire che “comunista” assume significati diversi e rappresenta storie diverse a seconda dei paesi in cui la parola viene pronunciata. Di comunismi ce ne sono stati tanti….tutti (in parte o in tutto) fallimentari…ma al solito…è pericoloso fare di tutta l’erba un fascio….le uguaglianze forzate, il gulag ricorda, sono una pessima idea!

  • quidestveritas scrive:

    Mi sa tanto di sofismo tutto questo tuo argomentare.
    Torniamo alla realtà.
    Come mai in Italia non si parla di “Dittatura e/o regime comunista”?

    Gli aggettivi qualificativi sono fatti apposta per essere usati. Poi gli storici e gli analisti ci diranno se si tratta di un comunismo di stampo maoista, marxista, leninista, castrista o chavezista…

  • Asmenos scrive:

    Perchè il comunismo è morto. Se in Birmania ne permangono i simboli questo è un altro fatto. Quel che conta è che c’è una dittatura, ovvero non c’è libertà politica nè di pensiero.

    Che poi certi giornali italiani abbiano la cosa di paglia beh….fatti loro. Mi pare sia più importante sperare e lavorare perchè il regime si apra a direttive democratiche che fare questioni di lana caprina sulla natura del regime….o no?

  • quidestveritas scrive:

    Guarda che il comunismo non è morto. Purtroppo.

    Che si lavori, certo, che si aiuti la Birmania, ma chiamiamo anche le cose con il loro nome.

  • DiabolicaMente scrive:

    A me pare più una dittatura militare di stampo tradizionale, cioè di tipo africano con venature socialiste. Mi accontento anche della definizione “fascist-socialista”.

  • quidestveritas scrive:

    Pur di non identificarlo come COMUNISTA va bene qualsiasi etichetta.

    Comunque poco importa. Segnalo gli articoli di Asianews per gli approfondimenti. A partire da questo:
    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10418&geo=&theme=&size=A

  • DiabolicaMente scrive:

    Alla CIA come etichetta preferiscomo “military junta“.

  • quidestveritas scrive:

    I media americani però la chiamano Birmania, anzichè Myanmar. E chi era che nel passato cambiava il nome a San Pietroburgo per chiamarla Stalingrado? Verrebbe da dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio…
    E poi che vuol dire. Anche Castro si veste/vestiva sempre da militare.

  • DiabolicaMente scrive:

    Ho tirato in ballo la CIA perchè di comunismo un po’ se ne intende. Anche i media italiani la chiamano Birmania, sulla home page de l’Unità campeggia una maglietta rossa con la scritta Birmania. Cuba secondo la Cia è “Communist state”, giustamente, ma quella è un’altra storia. I cristiani nel 300 hanno ribattezzato, Lutezia in Parigi ma non per questo possiamo dire che erano comunisti.
    Insomma, Introvigne scrive favole per bambini.

  • quidestveritas scrive:

    Allora, facciamo un passo indietro. Che sia una dittatura militare, mi pare che nessuno l’abbia negato. Che tale regime militare sia ispirato da una ideologia marxisteggiante mi pare fuori discussione, almeno fuori dall’Italia.
    Negare questo è negare l’evidenzia e fare filosofia sulla pelle degli altri.

  • DiabolicaMente scrive:

    Non mi pare che nessuno lo neghi e non se ne capirebbe il motivo. Altra cosa che fa sorridere è paragonare l’Italia, che è una democrazia pluripartitica (pure troppi ne abbiamo di partiti), a Cuba e Corea del Nord che di partiti ne hanno uno solo. Già questo basterebbe a smascherare un articolo che non fa informazione, propone affermazioni inesatte, senza riscontro, è parziale e caricato ideologicamente. Pazienza per la parzialità, ma almeno che l’informazione, nello stretto senso della parola, sia corretta.

    “Seguite la mia via e vi troverete la Verità”, diceva un tizio a voi cristiani tanto caro. Introvigne va contromano (e a fari spenti di notte).

  • quidestveritas scrive:

    Insomma, dai addosso a Introvigne e poi gli dai ragione sul fatto che in Birmania c’è un regime di ispirazione comunista? Ma allora di cosa stiamo parlando?

    Ora cambi obiettivo. Il problema è avvicinare l’Italia a Cuba e Corea. Rileggi con attenzione l’articolo, perchè mi sa che non hai colto bene cosa vuole dire Introvigne. Non è che dica che l’Italia è come Cuba, dice che in Italia, unico paese occidentale, c’è un partito che si dichiara orgogliosamente comunista, e questo è lo scandalo, e sorregge il governo. Mi pare che ciò corrisponda alla realtà, o sbaglio?
    Può darsi che Introvigne sia di parte, ci mancherebbe, ma queste due informazioni che dà sono corrette, quindi non vedo dove sia il problema.

    P.s. visto che mi citi virgolettata quella frase sulla Verità, mi potresti dare indicazione precisa del versetto? Perché non la trovo…

  • DiabolicaMente scrive:

    Come dice Asmenos nel #2, non ci sono attualmente paesi dove il comunismo abbia lo stesso significato. Essere orgogliosamente comunisti in Italia significa affermare idee molto diverse da quelle di un regime come la Corea del Nord. Ce lo vedi Diliberto abbandonare i panni del pacifista per indossare una divisa militare ed imbracciare un mitragliatore? Ciò non toglie che le idee portate avanti dai comunisti in materia di economia lasciano molto a desiderare. Tutto l’articolo di Introvigne è teso a dimostrare che il partito Comunista ha un’influenza così grande sulla Rai da poter decidere cosa si può dire e cosa no. Nessuno nega che la Birmania ha avuto un passato comunista, la realtà attuale è quella di una dittatura che ha impedito la nascita di uno stato democratico per mezzo delle armi e che ha mantenuto in buona parte l’impostazione dell’economia come preesisteva. Che poi i generali facessero parte della vecchia guardia c’entra poco, è come dire che la Russia è ancora comunista perchè tanti membri del parlamento facevano parte del partito e del Kgb.

    PS. Ecco qui un tipico quotidiano di informazione comunista che fa largo uso di termini come “Myanmar” e “giunta militare”.

    Sul versetto, andando a memorio ho accorpato: “Così conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi” + “Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

  • quidestveritas scrive:

    Essere orgogliosamente comunisti in Italia significa legittimare qualsiasi regime comunista passato, presente e futuro. Se non è così, che si scelgano un altro nome allora e dichiarino apertamente che il comunismo, in qualsiasi forma, marxista, leninista, maoista, castrista, ecc. ha creato vittime, se non genocidi. Invece non mi pare che i nipotini di Togliatti (bello quello…) l’abbiano mai fatto, visto che portano ancora orgogliosamente le insegne della falce e martello nel proprio stemma.

    No. Non dice che il partito comunista ha un’influenza sulla Rai. Dice che l’informazione italiana è tendenziosa. E non mi pare un’eresia.

    DM, non so se ti rendi conto, ma citandomi il Sole non fai altro che avallare l’articolo di Introvigne. Sul giornale libero, indipendente, ecc. degli industriali non si ha il coraggio di chiamare Birmania, Birmania, ma si usa quell’insulso nome…
    Ma non perché hanno paura di Rifondazione, ma perché in Italia non si vola alto. L’informazione non c’è, c’è solo bieca cronaca…

  • DiabolicaMente scrive:

    Ecco su quest’ultimo ragionamento son già più d’accordo. Non credo che oggi le ideologie marxiste possano rappresentare gli ideali dei comunisti italiani, se non di qualche nostalgico che non ha ancora capito perchè è caduto il muro di berlino. Per il simbolo potrebbero aggiornarlo con una mietitrebbia e un trapano elettrico.
    Ho detto Rai perchè così dice Introvigne che calca la mano sull’informazione “di Stato”. Il Sole 24 Ore non credo sia in malafede, probabilmente l’autore ha preso la prima cartina geografica che ha trovato o ha riportato fedelmente, la traduzione di un testo di una agenzia, senza connotare politicamente la cosa.

  • Asmenos scrive:

    Per quanto possa spiacerci il PCI (non il PCUS nè Castro nè altri) era tra i banchi del parlamento a gettare le basi della nostra costituzione repubblicana assieme ai Popolari (Cattolici), al Partito d’Azione, a quello Socialista e altri….

    QUESTA E’ STORIA. Il famoso fattore K. Se non si conosce la storia si può sostenere tutto. La caccia al comunista di McCartiana memoria non produce nulla di buono.
    Certo, l’ideologia comunista ortodossa contiene il germe del totalitarismo (come fa notare il buon Russell) ma in Italia ci sono state persone come Amendola, Gramsci, Berlinguer che pur nei loro errori e limiti (nessuno li nega) sono stati autenticamente democratici.

    Nota. Io non sono comunista nè lo sono stato. Ma la storia è storia e cambiarla a proprio piacimento, questo sì, è un atteggiamento sovietico.

  • quidestveritas scrive:

    E chi nega il contrario. Questa è la storia, purtroppo. Il paese occidentale con il più forte partito comunista. E i risultati si sono visti e si vedono anche oggi.

    Sono denunciabile per lesa maestà se penso che senza di loro la Costituzione sarebbe stata migliore?
    Magari gli americani ci avessero dato una costituzione come l’hanno data al Giappone…

  • Asmenos scrive:

    Gli americani avrebbero voluto Mussolini da mettere su un governo “fantoccio”.
    Anche questi sono fatti documentati.

    L’Italia è stata vittima del cattocomunismo e non solo del comunismo. La solidarietà si è fatta assistenzialismo ed ecco i risultati….due chiese, diverse, ma chiese.

  • quidestveritas scrive:

    Guarda, americani o non americani, a me basta leggere il primo articolo della Costituzione per avere dei conati di vomito. Quello è un articolo sovietico.
    Poi, sul cattocomunismo sono d’accordo. Comunque stiamo scivolando OT.

  • Asmenos scrive:

    Articolo Sovietico mi pare eccessivo.
    Tu che avresti scritto?

  • quidestveritas scrive:

    Niente di trascendentale, qualcosa che poi c’è, ovvero una libera interpretazione del primo emendamento della Costituzione americana:

    Libertà di culto, parola e stampa; il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti.

    La libertà prima di tutto.

  • Asmenos scrive:

    Bella quella americana. Libertà di fare che?

  • quidestveritas scrive:

    Asmenos, si parlava di Birmania. Torniamo in topic…

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