Verità!

31 ottobre 2007 § 41 commenti

Ancora Pier Giorgio Frassati, bandiera di un certo cattolicesimo progressista… A torto.

«Ogni giorno di più comprendo quale grazia sia l’essere cattolici. Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere ma vivacchiare… Anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordare che siamo gli unici che possediamo la verità».

Buona festa di  Ognissanti!

Sola

30 ottobre 2007 Commenti disabilitati su Sola

Al Museo diocesano di Milano si può vedere "L’Annunciata" di Antonello da Messina. Che avrà colto quel gruppo di bambini di 10 anni nel laboratorio a loro dedicato? Forse quello che hanno detto nei secoli: la bellezza del volto «di tipo schiettamente siciliano», quel gesto delle mani, una a trattenere il mantello e il segreto annunciato, l’altra «la più bella mano che io conosca nell’arte», a offrircelo. Di certo hanno colto quell’attimo. «Mamma, quella è l’Annunciazione. Vedi cosa manca? Manca l’Angelo, ma non del tutto, vedi il libro, se n’è appena andato e il fruscio delle ali ha mosso la pagina». Quell’attimo nelle parole di don Luigi Giussani: «A me piace immedesimarmi con quel momento lì, quando non c’era più né l’Angelo né nient’altro, e la Madonna era lì, ragazza quindicenne, da sola, da sola con quell’Avvenimento, che ancora non sentiva, non poteva sentire dentro di sé, ma che capiva, aveva capito che era accaduto e si sarebbe sviluppato. Sola, sola, non c’era più niente cui appoggiarsi. In quel momento ha toccato il culmine di quella che si chiama "fede": la fede» (in Tracce, maggio 2007).
Annalena Valenti

 

Da qualche parte, qui vicino…

27 ottobre 2007 § 5 commenti

Biffi Forever

26 ottobre 2007 § 1 Commento

Appunti dall’ultima fatica del Cardinal Biffi, via Magister…

[…] La ragione sorgiva e sintetica di questi indirizzi era il proposito dichiarato di mirare a un “Concilio pastorale”. Tutti, dentro e fuori l’aula vaticana, si mostravano contenti e compiaciuti di tale qualifica.
Io però, nel mio angolino periferico, sentivo nascere in me, mio malgrado, qualche difficoltà. Il concetto mi pareva ambiguo, e un po’ sospetta l’enfasi con cui la “pastoralità” era attribuita al Concilio in atto: si voleva forse dire implicitamente che i precedenti Concili non intendevano essere “pastorali” o non lo erano stati abbastanza?
Non aveva rilevanza pastorale il mettere in chiaro che Gesù di Nazaret era Dio e consostanziale al Padre, come si era definito a Nicea? Non aveva rilevanza pastorale precisare il realismo della presenza eucaristica e la natura sacrificale della messa, come era avvenuto a Trento? Non aveva rilevanza pastorale presentare in tutto il suo valore e in tutte le sue implicanze il primato di Pietro, come aveva insegnato il Concilio Vaticano I?

[…] "4. Infine vorrei segnalare al nuovo papa la vicenda incredibile della ‘Dominus Iesus’: un documento esplicitamente condiviso e pubblicamente approvato da Giovanni Paolo II; un documento per il quale mi piace esprimere al cardinal Ratzinger la mia vibrante gratitudine. Che Gesù sia l’unico necessario Salvatore di tutti è una verità che in venti secoli – a partire dal discorso di Pietro dopo Pentecoste – non si era mai sentito la necessità di richiamare. Questa verità è, per così dire, il grado minimo della fede; è la certezza primordiale, è tra i credenti il dato semplice e più essenziale. In duemila anni non è stata mai posta in dubbio, neppure durante la crisi ariana e neppure in occasione del deragliamento della Riforma protestante. L’averla dovuta ricordare ai nostri giorni ci dà la misura della gravità della situazione odierna [nella Chiesa Cattolica e tra i cattolici, n.d.r]. Eppure questo documento, che richiama la certezza primordiale, più semplice, più essenziale, è stato contestato. È stato contestato a tutti i livelli: a tutti i livelli dell’azione pastorale, dell’insegnamento teologico, della gerarchia.
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Pier Giorgio Frassati

24 ottobre 2007 § 2 commenti

Appunti sul Beato Pier Giorgio Frassati, un moderno, modernissimo, contemporaneo, laico-cristiano.

«I nostri giovani hanno bisogno di una speciale istruzione adatta alle loro forze e di una solida base apologetica per far fronte ai continui pericoli, ai quali sono esposti frequentando le scuole pubbliche purtroppo molto corrotte… Noi che per grazia di Dio siamo cattolici non dobbiamo sciupare le nostre vite… Noi dobbiamo temprarci per essere pronti a sostenere le lotte che dovremo certamente combattere per il compimento del nostro programma.» 

 […]Sul finire di quello stesso anno la FUCI espose nella sua bacheca al Politecnico l’avviso per una adorazione notturna all’Eucarestia. Evidentemente l’avviso ” sporgeva ” tra i mille avvisi multicolori che, nelle altre bacheche, parlavano di danze, veglioni e divertimenti, e così gli anticlericali decisero democraticamente di andare a strapparlo, e la voce si sparse.

Racconta un amico: «Ricordo Pier Giorgio, ritto davanti alla bacheca con un bastone in mano, e attorno una canea urlante ai cento studenti. Insulti, minacce, percosse non valsero a smuoverlo. Il numero ebbe però il sopravvento. La bacheca andò in pezzi e l’avviso fu bruciato. Comunque la distruzione delle bacheche e degli avvisi era divenuta un vizio, dato che se ne incaricavano puntualmente gli anticlericali del circolo Giordano Bruno. Più di un ” fucino “, gia allora, parlava della necessità di mantenere buoni rapporti e di intavolare trattative [ah, il dddialogo!!, n.d.r.]. Frassati non ammetteva mezzi termini: ” Io farei a pugni. Abbiamo o no il diritto di difendere la nostra bacheca, o soltanto loro hanno il diritto di romperla? Gli altri sostenevano che non era comunque possibile star li a far continuamente la guardia, ma Pier Giorgio era sbrigativo: «Io dico che bisogna dare una lezione ».
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Separazioni

23 ottobre 2007 § 8 commenti

In Europa ogni 30 secondi c’è un divorzio, mentre in Italia, ogni giorno, ci sono 200 separazioni e 100 divorzi. Che cosa sta succedendo? E’ un sintomo di decadenza morale o è il matrimonio a non essere più adeguato ai tempi?

Cantelmi*: Il problema non è il matrimonio o la moralità, ma il fatto che l’unica soluzione prospettata di fronte ad una forte conflittualità, oggi, sia la fuga. Ogni situazione va analizzata nello specifico e sarebbe sciocco fare di ogni erba un fascio, ma ciò che appare evidente oggi è che al momento della fatica, dello scontro e dell’incomprensione l’unica strada percorribile è scappare l’uno dall’altro.

Normalmente, se due persone litigano la soluzione più semplice che viene loro proposta è: “Se litigate vuol dire che non state bene assieme”. E anche nel mio ambito di lavoro, spesso si consiglia immediatamente la fine del rapporto, la separazione.

Ma, possibile che non vi sia un altro modo di affrontare il conflitto, possibile che siamo incapaci di gestirlo e superarlo? […]

Perché oggi sembra così difficile, se non a volte impossibile, costruire relazioni affettive stabili e durature?

Cantelmi: C’è una grande illusione oggi, che viene fortemente alimentata dai mass media: quella di trovare vie brevi per la felicità, ricette fai-da-te per la realizzazione individuale. Questa ricerca può ingannare profondamente, perché le vie brevi sono molto semplici e immediate, ma un progetto d’amore richiede del tempo. Tutti cerchiamo l’emozione immediata, costruiamo dei rapporti affettivi basati quasi esclusivamente sulla ricerca dell’emozione, e siamo portati a lasciar perdere tutto, quando non proviamo più nulla. Costruire sull’emozione significa però rinunciare completamente alla progettualità, alla capacità di gestire un rapporto nel tempo.
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*Tonino Cantelmi è Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, Direttore dell’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di Roma, professore di Psichiatria presso l’Università Gregoriana di Roma e Direttore del Servizio Ospedaliero di Psichiatria di Consultazione dell’IFO di Roma.

Quel treno per Yuma

22 ottobre 2007 § 3 commenti

Un western, sì, ma carico di dialoghi non banali, dove si toccano argomenti come la giustizia, la famiglia, il rapporto tra padre e figlio, l’educazione, l’esempio da dare, la responsabilità, la missione. La dignità di un lavoro, seppur umile. Il bene e il male. Il sacrificio. La redenzione.

Dove sono?

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