Ironia della sorte

19 aprile 2007 § 23 commenti

L’ideologia più forte della realtà – Si recano sull’Antardite per dimostrare gli effetti del riscaldamento globale ma ritornano con dita congelate a rischio amputazione.

§ 23 risposte a Ironia della sorte

  • Asmenos scrive:

    E allora? Il riscaldamento globale è un problema serio…

  • Cuoredipizza scrive:

    Insomma: un gran sberla di realtà.
    Succede, a volte…😉

    Buona giornata e buona settimana.
    Cuoredipizza
    __________

    La vita è saporita…
    ad Jesum per Mariam

  • Asmenos scrive:

    Ma insomma. Mi pare un’osservazione poco significativa.

    Continuiamo ad inquinare come ci pare….

  • Faber18 scrive:

    Scusa, ma chi ha detto questo?

  • utente anonimo scrive:

    L’isola che non c’era adesso c’è
    emersa dai ghiacci in Groenlandia

    POTREBBE diventare il vero simbolo dei cambiamenti climatici che stanno modificando l’aspetto del nostro pianeta. Dennis Schmitt, l’esploratore americano che l’ha scoperta, l’ha battezzata in lingua esquimese Uunartoq Qeqertoq, the Warming Island: sarà un nome che sentiremo spesso. La nuova isola è apparsa in seguito allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia, il fenomeno che preoccupa di più gli ambientalisti di tutto il globo.

    Fino ad oggi si credeva che quel lembo di terra, dalla forma di una mano con tre dita, fosse una penisola coperta dal ghiaccio che si allungava nella parte orientale della costa. Il rapido liquefarsi del ghiacciaio, però, ha mostrato chiaramente che si tratta in realtà di un fazzoletto di terra circondato dall’acqua.
    Le fotografie catturate dal satellite fin dagli anni Ottanta mostrano l’evoluzione dello scioglimento del ghiacciaio e, al tempo stesso, svelano ciò che il Professor Schmitt per primo ha capito. Nelle foto risalenti al 1985 questa zona appariva come facente parte integrante della costa della Groenlandia. Già nel 2002 solo un sottile ponte di ghiaccio sembrava collegare le due terre. Oggi le due coste sono del tutto separate a causa di una trasformazione tanto rapida quanto sorprendente.

    Ed è proprio la velocità con cui il fenomeno si sta sviluppando che inquieta il mondo scientifico: gli studiosi hanno calcolato che se nel 1996 il ghiacciaio si era sciolto di 50 chilometri cubici, nel 2005 ben 150 chilometri cubici di ghiaccio sono stati depositati nell’acqua. Solo fino a tre anni fa si credeva che ci sarebbero voluti 1000 anni prima che la coltre bianca della Groenlandia si spaccasse per sciogliersi nel mare, ma dal 2004 i dati parlano chiaro: il processo di disintegrazione si sta accelerando e avanza a una velocità tre volte maggiore rispetto a quella degli anni Novanta.

    I numeri sono demoralizzanti: secondo modelli elaborati al computer, se davvero il secondo blocco di ghiaccio del globo dovesse veder fondere i suoi 2.5 milioni cubici di chilometri di ghiaccio, il livello del mare del pianeta si innalzerebbe di oltre 7 metri. Intere città ne resterebbero sommerse. Londra e le Maldive sarebbero inghiottite dalle acque. Dati che allarmano i ricercatori in quanto un fenomeno che avesse solo un decimo della portata di quello appena descritto avrebbe già conseguenze devastanti.

    Altre isole, intanto, potrebbero emergere dai bianchi blocchi della Groenlandia, svelandosi improvvisamente a chi saprà riconoscerle: geografi ed esploratori di tutto il mondo si sono messi alla caccia della loro personale Atlantide.

    [posted by Hans]

  • utente anonimo scrive:

    Forse Pratesi è un po’ estremo ma la direzione da lui scelta è l’unica giusta e, di qui a poco, diverrà probabilmente obbligatoria per tutti. Dunque sarebbe bene cominciare ad abituarsi per tempo.

    Hans

    Niente docce e biancheria usata, la mia giornata anti sprechi

    di FULCO PRATESI (presidente WWF Italia)

    Di tutti gli abitanti dell’ Europa, l’ italiano è quello che consuma più acqua. Più acqua per irrigare i campi, più acqua per le industrie, più acqua minerale (di questa deteniamo il record mondiale), più acqua per lavarsi: 800 litri pro capite al giorno di splendida acqua potabile che finiscono, caldi, schiumosi e inquinati, nelle fogne. Eppure, di fronte alla sempre maggior richiesta idrica, qualcosa è possibile fare. Ad iniziare da ciascuno di noi. Da anni sono impegnato in un’ azione contro tutti gli sprechi: di energia, di cibo, di tempo, di suolo, di acqua. Per quanto riguarda quest’ ultimo elemento i miei comportamenti personali sono i seguenti. Ore 7.30 Esco dal letto e vado in bagno. A seconda della produzione, aziono lo scarico del water, che è regolato all’ uopo, con un tasto per dare più acqua e uno per darne meno. Di doccia giornaliera (50 litri x 7 = 350 litri a settimana), abitudine pare molto diffusa, non se ne parla. Un solo bagno (100 litri) il sabato mattina consente di risparmiare molta acqua, senza pregiudicare l’ olfatto dei vicini. Naturalmente, chi è sottoposto a lavori gravosi o fa dello sport (soprattutto d’ estate) può concedersi qualche lavacro in più. Per farsi la barba basta mezzo lavandino, tenendo presente che quella è la quantità d’ acqua di cui un bambino palestinese può disporre per tutto il giorno. Lavarsi i denti appena alzati non serve a niente. È importante usare lo spazzolino (col rubinetto chiuso dopo averlo inumidito) solo dopo i tre pasti. Un rapido esame della biancheria consente di giudicare quale capo debba essere cambiato. Le camicie, meglio se non bianche e non strette da cravatte, mi possono durare dai due ai tre giorni. Le mutande qualcosa in più, mentre la canottiera resiste da un sabato all’ altro. D’ inverno i calzini possono aspettare tre giorni, d’ estate meno, soprattutto se si calzano le scarpe di gomma. Forse le mie camicie sono meno candide ma le preferisco ai cumuli candidi di schiuma che intasano canali e fiumi, a causa di saponi e detersivi. Ore 8 Prima di uscire, annaffio le piante del terrazzino. Ma, per non infastidire chi abita sotto di me e consumare poca acqua, ne verso pochissima nei sottovasi (comportamento non amato da chi odia le zanzare tigre, ma ottimo per la salute di azalee e gardenie, ortensie ed eriche). Ore 13 Se sono solo, dopo pranzo e cena non aziono la lavastoviglie. Un rapido passaggio sotto il rubinetto dell’ unico piatto adoperato (il metodo della «scarpetta» consente di usarlo per la pasta, il secondo, il contorno e la frutta) e l’ aiuto di una spugnetta mi permettono di eliminare detersivi e ridurre al minimo l’ acqua usata. Naturalmente, quando c’ è mia moglie (che mi considera, forse a ragione, uomo di poca igiene) le cose cambiano, e si usa la lavastoviglie solo a pieno carico. Ma penso che un minimo residuo di cibo eventualmente rimasto sul piatto sia più sano delle tracce di prodotti chimici, che oltretutto finiscono nei fiumi e in mare. Ore 22 La sera, prima di andare a letto, il lavaggio serale: il viso, le mani, le ascelle, i piedi e le cosiddette «parti basse». Il consumo di acqua per queste abluzioni è davvero minimo. D’ altra parte un individuo sano, che non mangi troppo aglio e che non sudi in maniera eccessiva, può benissimo avere una vita di relazione senza lavarsi troppo e senza usare gli orrendi deodoranti, oltretutto dannosi alla pelle e alla salute. La delicata patina idrolipidica che riveste la nostra epidermide è più che sufficiente a tener lontani aggressioni batteriche, che sono spesso favorite proprio da un uso eccessivo di detergenti. Già prevedo le obiezioni: «Provi ad andare in metro o in autobus la mattina!». «Gli italiani già si lavano molto poco!» (e, come abbiamo visto, non è vero). «Si occupi di cose più importanti!». Tutte cose giuste. Però, se non si comincia dal comportamento di ciascuno di noi, sarà difficile, con le siccità alle porte, garantire un uso sostenibile di questo sempre più prezioso liquido.

    (dal Corriere della Sera del 24/4/2007)

  • quidestveritas scrive:

    Pratesi è stato condannato per la gestione del Parco degli Abruzzi. Per quanto mi riguarda è un completo incompetente.

  • utente anonimo scrive:

    Anche se Pratesi fosse stato condannato, ciò non toglie che il suo articolo dica cose sacrosante.
    E comunque non è stato condannato bensì completamente prosciolto in appello nel gennaio 2006 (dunque, adesso, immagino che dovrai considerarlo competente).
    Ti metti pure tu a fare la forcaiola, Quid?

    Hans

    A seguito della sentenza parziale n. 1/2006/A della Sezione Iª Centrale della Corte dei Conti, l’Ente Parco ha attivato le procedure esecutive per il recupero delle somme addebitate all’ex direttore Franco Tassi per responsabilità erariale.

    Occorre precisare che la sentenza di I° grado n. 14 del 7 gennaio 2004 della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Abruzzo, sul giudizio di responsabilità erariale aveva condannato Franco Tassi al pagamento della somma complessiva di Euro 914.000,00 in favore dell’Ente Parco, e Fulco Pratesi, ex Presidente, al pagamento della somma complessiva di Euro 88.000,00.

    Nella sentenza di Appello, pubblicata il 3 gennaio 2006, la Sezione Iª Centrale della Corte dei Conti, ha completamente prosciolto Fulco Pratesi da ogni responsabilità erariale, ha parzialmente riformato la sentenza di I° grado su alcuni addebiti a Franco Tassi ed ha rinviato ad ulteriore seduta il giudizio sui rimanenti addebiti a quest’ultimo.

    In particolare, il Giudice di Appello, ravvisando “responsabilità concorrenti non perseguite”, ha ridotto l’entità delle somme da pagare, condannando l’ex direttore al pagamento in favore dell’Ente Parco di Euro 91.083,85 per finanziamento illegittimo a Enti Privati: Comitato Parchi e Centro Parchi; Euro 17.352, 95 per utilizzazione impropria di appartamento di proprietà dell’Ente Parco; Euro 13.545, 31 per spese sostenute a favore di componenti della Comunità del Parco per missioni all’estero. L’addebito in I° grado relativo all’affidamento di mansioni superiori dirigenziali ad una dipendente, è stato riformato per motivi di prescrizione.

    Il Giudice di Appello ha deciso la prosecuzione del giudizio per quanto riguarda la detenzione di beni in uso privato, l’acquisto e l’affidamento esclusivo di una vettura a favore di una dipendente, spese per missioni all’estero e in Italia, utilizzazione impropria di carte di credito. Restano, quindi, da giudicare i suddetti rimanenti addebiti per un danno all’Ente Parco stimato in complessivi Euro 389.000,00, previsti nella sentenza di I° grado.

    UFFICIO STAMPA

    Pescasseroli, 17 marzo 2006

  • quidestveritas scrive:

    Ah, il buon vecchio google funziona sempre, eh?😉

    Guarda, per me Pratesi è un emerito…incompetente e mi fermo qua. Finchè si darà ascolto a lui e come ministro dell’ambiente ci sarà Pecoraro (nomen omen) saremo a posto.

    Per quanto riguarda il clima già ti dissi cosa ne penso e già ti feci leggere ciò che io penso. Aggiungo solo che con gli ideologi non si fa scienza e non si fa progresso.

  • utente anonimo scrive:

    >Guarda, per me Pratesi è un
    >emerito…incompetente e mi fermo qua.

    Ma il motivo qual è? Non è abbastanza cattolico? E’ troppo di sinistra? Di fronte al pregiudizio sono costretto ad alzare le mani (nel senso della resa). E comunque cerca di risparmiare l’acqua, se già non lo fai.

    Hans

  • quidestveritas scrive:

    Non è un pregiudizio. Solo che per me non è uno scienziato. È uno che fa folklore.

    Mi spieghi come mai oggi c’è carenza d’acqua e se piovesse per una settimana intera io, perchè sai dove vivo, sarei a rischio alluvione?

  • utente anonimo scrive:

    Mi sembra che l’alternanza tra lunghi periodi di siccità e fasi circoscritte di piogge intense sia proprio uno dei principali segni dei mutamenti climatici in atto. Non dico che tutto dipenda dall’azione umana (non sono uno scienziato, appunto) ma riscontro quotidianemente che piove meno e fa più caldo di un tempo.
    Di sicuro c’è anche un grosso problema di reti idriche (vedi questo post

    http://anticameracervello.splinder.com/post/10844462/i+barbari#comment-32220882

    inviato da Psicovirginio) ma il risparmio dell’acqua è, da anni, qualcosa cui gli italiani dovrebbero dedicare grande attenzione, e invece non lo fanno. Se Pratesi segue uno stile di vita che tiene nella dovuta considerazione il valore dell’acqua, e suggerisce anche ai suoi lettori di adottarlo, a me fa piacere e lo approvo, pure se lui non è uno scienziato. E lo approverei, per capirci, anche se lui fosse ciellino e forzista.

    Hans

  • quidestveritas scrive:

    Hans, tu lo metti sul piano politico. Io non l’ho fatto.

    Comunque quello di risparmiare l’acqua aprendo meno i rubinetti è il minimo che si possa fare, ma anche il rimedio più inutile per non sprecarla. Anche perchè il problema più grave per l’Italia sarà energetico. E come mai sarà energetico? Chiedilo a quei geni dei verdi-ecologisti e C.
    Rischio alluvione. Non è che forse la politica messa in atto da vent’anni a questa parte nella gestione della rete idrica ha strizzato l’occhio ai rimedi ambientalisti che hanno prodotto solo danni?
    Il Po, e ci sono passata vicino ieri sera, è in una condizione pietosa, sia perchè manca l’acqua, ma soprattutto perchè saranno vent’anni che nessuno lo pulisce, rendendolo così a rischio alluvione appena viene una pioggia un po’ più forte. Nel 2000 dissero che era una perturbazione straodinaria…aveva piovuto per dieci giorni, mica era venuto l’uragano katrina…E questo dovrebbe dirti molto sull’affidabilità di certa gente…

  • DiabolicaMente scrive:

    L’articolo citato citato nel post è il classico esempio di stupida controinformazione riguardo al problema dei mutamenti climatici. Questo tipo di informazione faziosa che tende a gettare nel ridicolo ogni tesi opposta è molto efficacemente descritta anche nel film di Al Gore http://filmup.leonardo.it/sc_aninconvenienttruth.htm

  • quidestveritas scrive:

    Ah wow, il film di al gore mi mancava.
    Come se per dimostrare la forza di gravità mi citassi topolino…ma andiamo…

  • utente anonimo scrive:

    E poi informati meglio. “Il tipo di informazione faziosa che tende a gettare nel ridicolo ogni tesi opposta” è una tecnica leninista. Dovresti saperlo.
    Quid

  • DiabolicaMente scrive:

    E’ anche una tecnica di lobbysti e multinazionali, probabilmente sono andati a scuola da Lenin in persona. Riguardati “The Insider” e “Thank you for smoking”.

    Al Gore si è impegnato nelle divulgazione del problema. Topolino cosa abbia fatto per la legge di gravità non lo ricordo esattamente, forse ti confondi con Pippo.

  • quidestveritas scrive:

    Al Gore mi sembra che sia già stato sputtanato abbastanza con il suo film. Non mi sembra credibile come fonte.

  • DiabolicaMente scrive:

    Sputtanato da chi? Lui non è una fonte è un divulgatore di dati presi da fonti attendibili.

  • quidestveritas scrive:

    Al Gore è come Moore che ormai hauna considerazione pari allo 0.

    Comunque al Gore era vicepresidente degli Stati Uniti con Clinton, il luminare dell’Ulivo mondiale che non firmò Kyoto. Perché Kyoto l’ha rifiutato Clinton, non Bush.

  • DiabolicaMente scrive:

    In principio, il presidente Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George W. Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l’adesione inizialmente sottoscritta dagli USA.

    Su Moore:

    Nel documentario del 2002, Bowling a Columbine (Bowling for Columbine) ha preso di mira le lobby statunitensi delle armi dirigendo una pellicola che, pur essendo un documentario, ha la stessa tensione di un potente film d’azione. Il film ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica, vincendo un premio al Festival di Cannes e meritandosi un Premio Oscar come miglior documentario. Celebre è rimasto il suo discorso contro il presidente Bush durante la cerimonia di consegna di quest’ultima onorificenza.

    Nel 2004 ha presentato Fahrenheit 9/11 ove pone al centro dell’attenzione la guerra in Iraq scatenata da George W. Bush dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Il film, che doveva essere inizialmente distribuito dalla Disney che poi ha preferito abbandonare il progetto, ha riscosso un grandissimo successo di pubblico in America e scatentato notevoli polemiche. La pellicola è risultata vincitrice della Palma d’Oro al Festival di Cannes sotto la giuria guidata da Quentin Tarantino.

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