Strasburgo

30 aprile 2007 § 10 commenti

In questo paese civile e di diritto, dove ex terroristi hanno il posto assicurato in Parlamento, dove i carnefici o i loro maestri diventano sottosegretari, ministri o deputati, mentre le vittime giacciono dimenticate e i loro parenti tirano a campare tra schiaffi politici e violenze verbali, ecco che la libertà di espressione diviene sempre meno diritto. E subito a fare la gara a esprimere solidarietà, a indignarsi, a vergognarsi…almeno a parole. Poi, quando c’è da reagire in sede politica, le parole ipocrite di taluni diventano palesi, ammesso che il giornalismo-tappettino italiano faccia il suo dovere, ma così non è.

Scopriamo che a Strasburgo i prodi margheritini hanno votato insieme a Verdi e Rifondaroli contro Bagnasco (anche se si è evitato, nonostante il voto dei margheritini,  che il suo nome apparisse chiaramente nel testo), aumentando il clima d’odio che sta crescendo in Italia. E tra questi prodi margheritini chi ha votato insieme a Verdi e Rifondaroli? Vittorio Prodi, fratello del nostro Romano. Per carità, liberissimi di votare a favore di estremisti e ideologici anticattolici, ma che non ci vengano più a raccontare la rava e la fava del "cattolicesimo adulto" e del cattolicesimo che fermenta la sinistra.

Preghiera

27 aprile 2007 § 1 Commento

L’ho già postata una volta, ma ogni tanto è bene rispolverare vecchi post, soprattutto se ne sentiamo il bisogno…

SIGNORE ASPETTAMI!

Signore, aspettami!
Non andare così in fretta…
Io non posso seguirti.
Tu vai troppo forte per me.
Aspettami, lasciati raggiungere.
Signore, però non devi fermarti,
né rallentare il tuo passo.

Signore, voglio percorrere
la strada verso la tua casa.
Signore, non preoccuparti
di venire verso di me.
Io mi affretto verso di te.
Potremo parlarci lungo la strada,
fare una sosta.
Signore, non sono degno
di accoglierti sotto il mio tetto!
Però tu hai già aperto la porta
e varcato la soglia: Signore,
non ho nulla di pronto,
non ho preparato niente per riceverti!
Ma già l’Amore senza limiti
è entrato nella mia stanza e mi dice:
«Mettiti a tavola, voglio cenare con te».
Un monaco della Chiesa d’Oriente

Suor Cristiana Dobner

23 aprile 2007 § 1 Commento

Da non perdere –  Colloquio con Suor Cristiana Dobner, carmelitana. “Una durezza non proprio disorientante, ma ri-orientante. Avevo studiato anche in Spagna e avevo letto molto san Giovanni della Croce e santa Teresa d’Avila e quindi in parte sapevo a cosa andavo incontro; però l’impatto fu comunque spiazzante, perché i miei interessi culturali dovettero subire un riorientamento nel senso di un ‘congelamento’ e il riferimento alla Parola acquisì una dimensione monastica non più laica. Da quel momento la Parola di Dio è stata sempre al centro della mia vita e della mia vita culturale e tutto ripassa sempre da lì. Questo ho trovato al Carmelo. Non avevo più quindi un rapporto diretto con la cultura dominante ma tutto venne e veniva e viene riassorbito attraverso la Parola. Un versetto biblico esprime meglio quello che voglio dire: Giosuè 1, 8 che dice il centro della regola del Carmelo: ‘Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, perché perché tu cerchi di agire secondo quanto vi è scritto’. L’originale ebraico per ‘meditare’ fa riferimento al tubare della colomba. Io, in quanto carmelitana, medito, tubo con la Bellezza della Parola, e con la Bellezza delle parole del mondo, siano esse musica, letteratura, poesia, pittura… (ricordo quando andavo in tutti i musei di tutte le città che ho visitato, consumando tutto il fondo dei jeans, sedendomi per terra per la stanchezza e per assaporare a lungo qualche opera più significativa). La Bellezza è la parola di Dio, bello è la persona che vive la Parola”.
La ragione in clausura, Il Foglio, sabato 21 aprile 2007

Ironia della sorte

19 aprile 2007 § 23 commenti

L’ideologia più forte della realtà – Si recano sull’Antardite per dimostrare gli effetti del riscaldamento globale ma ritornano con dita congelate a rischio amputazione.

Notizie di secondo piano

18 aprile 2007 Commenti disabilitati su Notizie di secondo piano

In Turchia – «Tre persone sono state uccise a Malatya, nelle regioni orientali della Turchia, in un assalto armato a una casa editrice che stampava libri sul cristianesimo. Tre delle quattro vittime sono state «legate, bendate e sgozzate con coltelli», mentre un’altra persona creduta morta dopo essere caduta da una finestra è in fin di vita e un’altra è grave dopo essere stata anch’essa accoltellata alla gola».

Eliot

17 aprile 2007 Commenti disabilitati su Eliot

“Perché gli uomini dovrebbero amare la Chiesa? Perché dovrebbero amare le sue leggi?
Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare.
È gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri.
Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli.
Essi cercano sempre d’evadere
dal buio esterno e interiore
sognando sistemi talmente perfetti
che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono”
(Eliot, Cori da “La Rocca”).

Trascrizione

13 aprile 2007 Commenti disabilitati su Trascrizione

Un brano dal libro citato nel post precedente

Erano partiti con pane e acqua per un giorno. Ma il secondo giorno avevano viaggiato fin dall’alba in un deserto di cactus e avevano cominciato a provare scoramento quando, verso il tramonto, avevano individuato in lontananza tra grandi pioppi bianchi, molto alti, nella luce calante. Si erano mossi di corsa in quella direzione. Nell’avvicinarsi agli alberi, che erano grandi, verdi e spargevano una miriade di batuffoli di semi, notarono un asino legato a un tronco avvizzito che spuntava dalla sabbia. Vagando alla ricerca del proprietario d’asino, si imbatterono in una casetta messicana con un forno accanto alla porta e file di peperoncini rossi appese al muro. Quando chiamarono ad alta voce, un venerando messicano, vestito di pelli di pecora, uscì e li salutò con gentilezza, chiedendo loro di fermarsi per la notte. Entrando in casa con lui, essi notarono che tutto era pulito e ordinato, e che la moglie, una giovane donna di bell’aspetto, stava mescolando polenta d’avena sul fuoco. Il suo bambino, poco più di un neonato e con nessun altro indumento all’infuori di una camiciola, era accanto a lei sul pavimento, e giocava con un agnellino. 
Trovarono queste persone gentili, devoti e capaci di esprimersi con proprietà di linguaggio. Il marito disse che erano pastori. I preti si sedettero a tavola e divisero con loro la cena, poi lessero le preghiere della sera. […]
Nell’udire questo racconto, i frati del monastero rimasero stupiti, dichiarando che c’erano davvero tre pioppi bianchi che crescevano vicini nel deserto, un punto di riferimento ben noto; ma se lì si era insediato qualcuno, doveva essere arrivato molto di recente. E così padre Junipero e padre Andrea, suo compagno, con alcuni dei frati e il mulattiere beffardo, tornarono nel deserto per verificare la questione. Trovarono i tre alberi alti, che perdevano batuffoli di semi, e trovarono anche il tronco avvizzito al quale c’era stato legato l’asino. Ma l’asino non c’era, né c’erano case, né forni accanto alla porta. Allora i due preti caddero in ginocchio in quel luogo benedetto e baciarono la terra, perché capirono quale famiglia li aveva ospitati.
Padre Junipero confessò ai fratelli di come, dal primo momento in cui era entrato in casa, si fosse sentito stranamente attratto dal bambino, e avesse desiderato prenderlo in braccio, ma questi era rimasto vicino a sua madre. Mentre il prete leggeva i vespri, il bambino era rimasto a sedere sul pavimento appoggiato al ginocchio materno, con l’agnellino in grembo, e il prete aveva trovato assai difficile riuscire a tenere gli occhi sul suo breviario. Dopo le preghiere, quando aveva dato la buonanotte ai padroni di casa, si era infine chinato sul bambino per dargli la benedizione: allora il bimbo gli aveva sollevato la mano e con il suo dito minuscolo aveva fatto il segno della croce sulla fronte di padre Junipero.
Willa Cather, La morte viene per l’arcivescovo

Dove sono?

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