31 gennaio 2007 Commenti disabilitati su

Oggi è San Giovanni Bosco. Mi piace ricordare in questo giorno la recita svolta a Natale proprio sul santo torinese. Nonostante gli arricciamenti di nasi e alcuni giudizi frettolosi sul testo da mettere in scena, per qualcuno forse troppo “cristiano”, per via di quel bambino vestito da prete, di quei consigli non solo buonisti, di quelle preghiere esibite davanti a tutti, da quell’affidamento cieco all’aiuto di Maria Ausiliatrice, i piccoli attori si sono impegnati a fondo, senza mai brontolare del testo, anzi cogliendone il significato più di quanto ci si attendesse.
 

Il risultato più bello, a parte la buona riuscita dell’allestimento, è stato l’abbraccio datomi da C., qualche giorno dopo. Uno slancio di affetto che dimostra che ha colto il vero in quello che ha fatto, che l’ha fatto con gioia e soprattutto con fede.

31 gennaio 2007 § 2 commenti

Dopo la laurea "honoris causa" a Prodi da parte dell’Università Cattolica di Milano, ora un’altra Università Cattolica, quella di Lovanio, in Belgio, ne conferisce una a Roberto Benigni.

Ci sarà un’Università Cattolica che la dia anche ad un cattolico?

29 gennaio 2007 § 2 commenti

Per approfondire le problematiche sull’origine del Cristianesimo, si raccomanda la lettura di quest’articolo.

26 gennaio 2007 Commenti disabilitati su

Benedetto XVI ha ricevuto in dono uno dei papiri più antichi dei Vangeli: il Bodmer 14-15, datato tra il 175 e il 225 d.C. Il prezioso reperto è stato consegnato dal donatore, lo statunitense Frank J. Hanna, al cardinale Jean-Louis Tauran, archivista e bibliotecario vaticano. Il papiro contiene circa metà dei Vangeli di Luca e di Giovanni, è stato scritto in Egitto e forse è stato usato come libro liturgico: il manufatto infatti era quasi sicuramente destinato a una piccola parrocchia egiziana di lingua greca. Fino a ieri il papiro, denominato P75, apparteneva alla Fondazione Bodmer di Cologny, presso Ginevra, mentre ora sarà custodito nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Tra l’altro il suo testo corrisponde a quello del Codex Vaticanus del IV secolo, una delle edizioni della Bibbia più antiche: una dimostrazione che la lezione dei Vangeli fu fissata già in epoca molto antica.

UPDATE: Non c’è stacco tra Gesù «della storia» e «della fede», bensì il contrario. Arriva in Italia l’opera monumentale dello studioso delle origini cristiane James Dunn. Ce ne parla Raniero Cantalamessa

25 gennaio 2007 Commenti disabilitati su

 25 gennaio – Conversione di San Paolo

Ti sono apparso per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora. Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce (Is 42, 7. 16) e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l’eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me.
[At 26, 16b-18]


 

24 gennaio 2007 § 1 Commento

«…Noi eravamo fieramente anticomunisti, ma non eravamo per la globalizzazione capitalista. Amavamo la "vecchia Inghilterra". Anche Chesterton e Belloc ne tessono le lodi, così mi feci convincere a prendere in mano i loro libri. E mi ritrovai coinvolto in una lotta senza quartiere, con la testa e con il cuore. Perché quando cominciai a leggere Chesterton mi sentii mancare la terra sotto i piedi: aveva ragione, tutte le mie letture – pubblicazioni razziste, antisemite, anticattoliche – non mi aiutavano a trovare un punto debole nelle sue argomentazioni. Se la testa era vinta, però, il cuore non voleva cedere: era amaro, pieno d’odio, non poteva piegarsi a quel nuovo mondo. Poi, un giorno, un compagno di cella mi diede un rosario. Sapevo che era "la roba dei cattolici", ma a parte quello non sapevo nulla, né l’Ave Maria, né il Padre nostro. In quelle condizioni non era facile usarlo… Mi inventai quella che chiamai "preghiera disarticolata": facevo passare i grani del rosario e mi rivolgevo a Dio come potevo. Cominciai a cambiare, le risposte a cui Chesterton mi aveva introdotto non si fermavano più alla testa, scendevano al cuore.
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22 gennaio 2007 § 7 commenti

Per il terzo anno consecutivo la diocesi alla quale appartengo organizza gli esercizi spirituali a Bose, nell’ormai famoso monastero di padre Enzo Bianchi, editorialista di Repubblica, se non sbaglio, uno di quelli che dicono “evangelo” anziché Vangelo, che predicano la pace e non la Pace, che parla – ovviamente – di spirito di Concilio come fosse l’unico spirito di cui disponiamo, ma che tuttavia con quella sua barba lunga e curata (troppo curata!) fa una certa impressione.
 
Certo, è una meta interessante, dove si può fare un’esperienza di vita comuitaria, di preghiera con i monaci, di silenzio durante la cena. Feci anch’io anni fa quest’esperienza e sul momento mi piacque. Poi col tempo compresi meglio alcune cose che ora mi lasciano piuttosto refrattaria a tornarci.
Una in particolare: la Messa celebrata solamente la domenica.
 
Durante l’incontro con un monaco della comunità chiedemmo perché la Messa non fosse anche feriale e lui ci rispose che era per non mettere a disagio i “fratelli separati” (ce n’erano 4-5 che vivevano nel monastero “ecumenico”). Celebrarla tutti i giorni voleva dire “svalutarne” l’importanza (ricordo che tempo fa dissi la stessa cosa a un sacerdote e lui mi diede un’occhiataccia da farmi drizzare i peli e disse: “Non reciti «Dacci oggi il nostro pane quotidiano?»…”).
Sul momento comunque non raccolsi la banalità della risposta del monaco, che ora mi si presenta in tutta la sua evidenza. Come fa un monaco, che sceglie di dedicare la propria vita a Dio, privarsi dell’Eucaristia quotidiana?
Questo mi dà l’idea di un monastero a metà, tanto è vero che accoglie troppa simpatia nel mondo liberal.

 

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