15 dicembre 2006 § 1 Commento

Qualche giorno fa tutti i telegiornali e i giornali hanno diffuso la notizia secondo la quale nel solo 2006 i viaggi all’estero per avere un figlio tramite procreazione assistita si sarebbero quadruplicati dopo l’entrata in vigore della Legge 40. Ma le cifre paiono sospette: se all’estero si sono recate 4.173 coppie nel solo 2006, come mai nel 2004 (quando la Legge 40 non era ancora entrata in vigore e i viaggi erano una piccola percentuale) i bambini nati erano “solo” 3.676, mentre nel 2005 con Legge 40 funzionante (e senza le coppie che si sono recate all’estero) i bambini nati da Fiv sono stati 3.705?

Qualcosa non torna. Che quei dati siano fasulli? Non lo possiamo dimostrare, anche se il presidente del Cecos (Centro studi e conservazione seme) e dell’Osservatorio sul turismo procreativo (fonte dei dati sui viaggi), Andrea Borini, è anche direttore sanitario della Tecnobios, importante centro di fecondazione assistita di Bologna, e dunque con qualche interesse in ballo.

È più probabile che la cifra di 4.173 si riferisca ai viaggi all’estero negli ultimi tre anni: si arriverebbe così ad avere 1.391 viaggi all’anno, di poco superiore ai 1.066 viaggi pre-Legge 40. Insomma, non ci vuole poi molto a gabbare la stampa italiana, no?

14 dicembre 2006 § 1 Commento

Ho fatto il Presepe. Intorno al Bambino, stanno angeli, pecore, piante, fiori: tutta la creazione celeste e terrestre: manca solo l’uomo.
L’uomo per cui Egli è disceso, è l’assente. Ecco lo sfondo tragico del nostro Natale. Colui che Gesù è venuto a cercare, non è presente, non capisce. L’uomo non capisce oggi, cone non capiva tanti anni fa, quando, a Betlemme, gli ha chiuso la porta in faccia, mentre le bestie l’hanno ospitato, cedendogli stalla e mangiatoia. "Gesù è con le bestie prima di essere con noi. E come potrebbe essere altrimenti?" (Dostoevskij).
La creazione è umiltà e carità, e poichè gli uomini mancano di queste due virtù fondamentali sono degli assenti.

Per essere presenti nel presepio non è necessario essere senza peccato. Anche la nostra miseria è uno stimolo all’amore di Dio. Occorre riconoscersi peccatori. Chi non sente la propria sconfinata miseria non può capire il mistero del Natale; nè può capire la gioia d’essere un redento chi nulla ha da farsi perdonare da Gesù.
Poi ci vuole un po’ d’amore nel cuore. "Chi vede il fratello vede Gesù". "Io avevo fame e tu non mi hai dato da mangiare: ero ignudo e non mi hai vestito…."
Per questo Gesù che nasce è ancora solo.
Ma perchè togliergli perfino la compagnia di Maria, Giuseppe, Pastori e Magi?
Chi possiamo mettere al posto della Madonna, se tante nostre donne non sentono più la grandezza della maternità? Se hanno paura del "bambino" come di chi viene a guastare la loro piccola felicità?
Quali custodi al posto di Giuseppe, se i papà si scordano che i figli hanno l’anima oltre che lo stomaco? Se hanno case spalancate per tutto il male che c’è nel mondo?
E i Pastori… Anche noi poveri abbiamo dimenticato di guardare in alto, verso le notti stellate; non intendiamo più che il linguaggio del denaro…
E i Magi… Quelli che studiano hanno così rimpicciolito il mistero, hanno reso così brutto l’infinito, così pratico il sapere da farlo diventare un profitto più che una guida. Che può mai trovare tra le stelle chi non sa neppur leggere nei libri?
Gesù è ancora solo.
Venga presto il Natale dell’umanità, quando tutti gli uomini riprenderanno il loro posto presso la culla di Gesù: madonne, guardiani, pastori, magi di un avvento che sarà la festa del mondo.
don Primo Mazzolari (1958)

12 dicembre 2006 § 7 commenti

Sulla bacheca di una parrocchia cittadina è appesa, in bella evidenza, una locandina che pubblicizza un ciclo di conferenze su Sigmund Freud e la psicanalisi. Avvicinandoci a leggere, ci accorgiamo che non è un’iniziativa organizzata da un movimento o un’associazione cattolica, ma da una casa editrice laica e piuttosto ideologica. Naturalmente non siamo qui a discutere di quello che può o non può fare una casa editrice, piuttosto siamo esterefatti di come i parroci e i fedeli, che presumibilmente fanno richiesta di affissione di tali locandine, siano completamente allo sbando e non sanno più cosa dice la Chiesa, o, peggio ancora, soprassedono sul suo sempre valido giudizio. In questo caso vi è l’aggravante di un parroco che consiglia ai fedeli un evento in cui non è prevista una discussione critica di un argomento tanto controverso.

Ricordiamo che la psicanalisi freudiana è anticristiana, come lo stesso Freud lo enuncia in una sua lezione: «In un’epoca in cui grandi nazioni annunciano di aspettarsi la salvezza dal mantenimento della devozione cristiana, la rivoluzione russa — malgrado un buon numero di particolari sgradevoli — appare dopo tutto un messaggio per un futuro migliore"».

12 dicembre 2006 Commenti disabilitati su

«Non è laicità escludere i simboli religiosi». Così ha detto ieri il Papa. Ma è stato fin troppo mite e ottimista.

Non si tratta solo dell’ «esclusione della religione dai vari ambiti della società» e del «suo confino nell’ambito della coscienza individuale». Non si nega solo il diritto della Chiesa di «intervenire su tematiche relative alla vita e al comportamento dei cittadini», non si tenta solo «l’esclusione dei simboli religiosi da uffici, scuole, tribunali, ospedali, carceri, ecc». Si è andati ben oltre. Si arriva ormai alla pretesa di cancellazione dei segni cristiani pure dalla vita privata delle persone: memorabile il caso di Nadia Eweida, la hostess della British Airways a cui un mese fa la compagnia di bandiera inglese ha imposto di togliere o nascondere il crocifisso che porta al collo. La "guerra culturale" al cristianesimo in Olanda è arrivata all’epurazione ortografica: le autorità competenti (si fa per dire) hanno decretato che dall’agosto 2006 "Cristo" si dovrà scrivere con la "c" minuscola. Ecco il titolo uscito sulla prima pagina della Repubblica di ieri: "Londra, il politically correct fa ‘scomparire’ il Natale". Occhiello: "Niente simboli religiosi per non offendere i non cristiani". In sostanza si arriva a questo assurdo: scuole, uffici e fabbriche attorno al 25 dicembre fanno una serie di giorni di festa, ma senza dire perché. Niente più "Christmas parties" nelle aziende, né francobolli della Royal Mail con riferimenti natalizi, niente recite o decorazioni natalizie a scuola per timore di «essere citate in tribunale per discriminazione religiosa». In compenso, l’emittente Channel Four il 25 dicembre farà trasmettere gli auguri di Happy Christmas da un’annunciatrice araba con il volto coperta dal niqab. A Cuba Fidel Castro abolì il Natale per l’ideologia comunista del regime. In Europa si riesce ad abolire il Natale (e il buon senso) per la sottile imposizione dell’ideologia "luogocomunista", quella che in nome del "dialogo" e del "rispetto" ti strappa l’anima. È chiaro che si usa l’argomento dei musulmani per cercare una vendetta sulla Chiesa che, per la nostra Sinistra, ha la colpa di essere sopravvissuta al comunismo. Emblematico è il caso della moschea di Colle Val d’Elsa, alla quale giustamente Oriana Fallaci attribuiva un valore simbolico e politico fortissimo. Pur avversato dalla popolazione, il progetto della moschea è voluto dal potere rosso della zona. Perché? Magdi Allam nel libro "Io amo l’Italia" scrive: «Non si comprende la vera ragione per cui il sindaco si ostina a voler costruire un centro culturale islamico su un’area complessiva di 3.200 metri quadrati, con una superficie coperta pari a 576 metri quadrati (il progetto originario era ancora più maestoso), comprensiva della moschea con cupola e minareto stilizzati in cristallo, quando l’attuale sala di preghiera è più che sufficiente per le poche decine di fedeli praticanti che neppure il venerdì riescono a riempirla». In Toscana il potere rosso ha sempre manifestato la sua ideologica avversità alla religiosità, alla storia cristiana di quella terra e alla presenza cattolica. Perché mai d’improvviso i comunisti toscani (ex o post) sono stati tarantolati dal bisogno di far pregare gli islamici locali in una monumentale moschea ? Perché imporre quel colossale simbolo sulla terra di Santa Caterina, di Dante e di Giotto ha il sapore dell’agognata vendetta, della cancellazione di un’identità. Dell’identità italiana e di quella cristiana che in Toscana si mostrano inestricabili (lo gridano le pietre). Con un colpo solo si pensa così di cancellare un’anima bimillenaria. E i margheriti toscani? I cattolici eredi della Dc che in Toscana fanno da stampella al potere rosso? E i cattolici toscani? Non se ne sente la voce. Tanto meno si sente quella dei vescovi toscani impegnati perlopiù a imporre il biglietto a pagamento per entrare in cattedrali e basiliche. Sì, malgrado il divieto arrivato dal Vaticano la trasformazione in "musei" della più belle cattedrali toscane è ormai cosa fatta. E qui scopriamo che il problema non è solo l’attuale ventata di anticattolicesimo militante, ma anche e forse soprattutto il cattolicesimo che si dissolve, il sale evangelico che diventa scipito. Ieri il Papa ha giustamente denunciato «l’ostilità alla presenza di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche», ma è ancor più drammatico che i più splendidi "simboli religiosi" della nostra terra, le nostre cattedrali, vengano trasformati dalle autorità ecclesiastiche in musei o, in altre parti d’Italia come Milano, in sale da conferenza laica, in "cattedre dei non credenti", in spazi per discutibili manifesti pubblicitari. Ieri il Papa ha giustamente criticato chi nega «ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione». Ma in fondo i laicisti fanno il loro mestiere. Forse il problema sono i cattolici impegnati in politica e nella cultura che si annacquano nell’ideologia altrui e non hanno alcuna rilevanza politica o culturale. Ieri l’Unità titolava trionfante la prima pagina: "Pacs e diritti, Unione non ti fermare". Che ne è dei cattolici dell’Unione? La Rosa nel Pugno di Pannella fa il suo mestiere, ma la Rosy Bindi nel pugno di Prodi? Il premier, sebbene classificato come cattolico, dà la sensazione di essere disposto a svendere tutto per mantenere la poltrona. Al referendum sulle legge 40 disse di sentirsi «cattolico adulto» per accodarsi alla Sinistra. Il grande Tommaso Moro che era cancelliere (più o meno come Prodi), per non svendere la sua coscienza si fece ammazzare dal re (oggi è santo patrono dei politici). Memorabile la sua battuta: «È già un pessimo affare perdere la propria anima per il mondo intero, figuriamoci per la Cornovaglia…». Giustamente il Papa afferma che «la Chiesa ha il dovere di proclamare con fermezza la verità sull’uomo e sul suo destino». Aggiunge accoratamente: «Sta a noi cristiani mostrare che Dio è amore e vuole il bene e la felicità di tutti gli uomini… Si tratta di mostrare che senza Dio l’uomo è perduto e che l’esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, mina le basi stesse della convivenza umana». Poi però uno scorre il "Discorso alla città" del cardinale Tettamanzi per la festa di S. Ambrogio e si chiede dove sia Gesù Cristo. La chiesa e l’arcivescovo di Milano, per secoli, sono stati fra i più importanti della cristianità. Quindi hanno un valore simbolico. Già è rimasto memorabile il tradizionale "Discorso alla città" del 2004, dove Tettamanzi in 26 pagine aveva usato 60 volte la parola "solidarietà" e mai il nome di Gesù (che compariva solo nella preghiera finale). Quest’anno il vescovo si è dedicato al tema delle periferie, ovviamente con richiami politically correct all’emarginazione e alla necessità del "dialogo". Nel suo discorso compare per 32 volte la parola "periferie", ma una sola – di sfuggita – il nome di Gesù Cristo. Eppure la fame di conoscere Gesù è grande. La gente va a cercarne notizia perfino in libri come quelli di Dan Brown. E per questo Ratzinger ha voluto dare alle stampe lui stesso un suo libro su Gesù. Ma i vescovi non hanno tempo per Gesù. Parlano delle periferie e dei problemi della città come fossero assessori. Del resto – è notizia dei giorni scorsi – proprio i grandi magazzini della città di Tettamanzi hanno annunciato che quest’anno non venderanno più presepi (nonos
tante sia cresciuta la domanda). Niente più presepi per favorire il "dialogo". Il cardinale sarà contento.
ANTONIO SOCCI

4 dicembre 2006 § 15 commenti

È un film da non perdere Nativity. Non presenta un cast eccezionale, non è un kolossal dai grandi finanziamenti, ma la storia della natività viene ripresa dai Vangeli in modo fedele e questo non è poco in un’epoca in cui si cerca sempre l’apocrifo e la leggenda.
Vi sono alcune imprecisioni ed anche alcune “spiritosaggini” di troppo, come quelle che vedono per protagonisti i re Magi, ma si possono sopportare facilmente; la regista infatti riesce a rendere concreto, visibile, l’Incarnazione di Dio nel grembo di Maria, ed era questa la sfida più difficile.
Non mancano i momenti “forti”, commoventi, come le due annunciazioni, quella a Zaccaria del concepimento di Giovanni nel grembo di Elisabetta; e quella a Maria, immaginata in un uliveto, quasi a voler ricordare allo spettatore quale sarà il futuro del bimbo, e quasi a voler legare indissolubilmente anche in questi piccoli episodi la vita di Maria e quella di Gesù.
Altre scene ci ricordano passi della vita di Gesù, come la lavanda dei piedi che Maria fa a Giuseppe, il sacrificio di Giuseppe che dona il suo pasto all’asino per renderlo più forte nel cammino, il passaggio dei due sposi a Gerusalemme, con i mercanti del Tempio fin troppo invadenti.
Il finale poi ci regala la sensazione viva, concreta, di avere di fronte a noi, in quel bambino, Gesù, adorato dai pastori e dai Magi. Ottimo l’inserimento della spiegazione dei doni, oro (al Re dei re), incenso (a Dio) e mirra (al sacrificio).

1 dicembre 2006 Commenti disabilitati su

[1]«Dio dei padri e Signore di misericordia,
che tutto hai creato con la tua parola,
[2]che con la tua sapienza hai formato l’uomo,
perché domini sulle creature fatte da te,
[3]e governi il mondo con santità e giustizia
e pronunzi giudizi con animo retto,
[4]dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te
e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,
[5]perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella,
uomo debole e di vita breve,
incapace di comprendere la giustizia e le leggi.
[6]Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini,
mancandogli la tua sapienza, sarebbe stimato un nulla.
[7]Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo
e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie;
[8]mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte,
un altare nella città della tua dimora,
un’imitazione della tenda santa
che ti eri preparata fin da principio.
[9]Con te è la sapienza che conosce le tue opere,
che era presente quando creavi il mondo;
essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi
e ciò che è conforme ai tuoi decreti.
[10]Inviala dai cieli santi,
mandala dal tuo trono glorioso,
perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica
e io sappia ciò che ti è gradito.
[11]Essa infatti tutto conosce e tutto comprende,
e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni
e mi proteggerà con la sua gloria.
[12]Così le mie opere ti saranno gradite;
io giudicherò con equità il tuo popolo
e sarò degno del trono di mio padre.
[13]Quale uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
[14]I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
[15]perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla grava la mente dai molti pensieri.
[16]A stento ci raffiguriamo le cose terrestri,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi può rintracciare le cose del cielo?
[17]Chi ha conosciuto il tuo pensiero,
se tu non gli hai concesso la sapienza
e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall’alto?
[18]Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito;
essi furono salvati per mezzo della sapienza».
[Libro della Sapienza, Cap. 9]

1 dicembre 2006 § 3 commenti

"L’Europa apre alla sperimentazione sugli embrioni. Bruxelles approva definitivamente il Settimo programma quadro sulla ricerca. […]  Nel programma quadro infatti si specifica che «la commissione non finanzierà progetti che includono attività di ricerca che distruggano embrioni umani, anche per la produzione di cellule staminali». Ma, precisa il documento, «l’esclusione del finanziamento di questo passaggio non impedisce alla Ue di finanziare le fasi successive che comportano l’uso di cellule staminali embrionali umane».
In sostanza non si finanzieranno progetti che prevedono la creazione di embrioni esclusivamente a fini di ricerca ma invece quelli che ne prevedono semplicemente l’uso. «Ma nessun team di ricerca presenta un progetto con la richiesta di “produrre” embrioni dunque si tratta soltanto di ipocrisia», sostiene Mauro. Gravissimo poi il fatto che non sia stata fissata una data limite oltre la quale vietare la derivazione di nuove linee cellulari staminali da embrioni umani. Non è stato detto insomma che si potevano usare soltanto gli embrioni già congelati al momento dell’approvazione del programma."

Un plauso a chi si è fidato ingenuamente di gente come Mussi e Prodi. Un plauso alla Binetti e compagnia cantanti, che per la ragion di Stato, hanno abbozzato una piccola ribellione per poi tornare nei ranghi, sull’attenti. Un plauso infine a chi – stracciandosi le vesti per la presunta immoralità del governo precedente – ha dato fiducia a gente di tal risma, che – togliendo la pregiudiziale etica che escludeva le staminali embrionali dalla ricerca (pregiudiziale inserita dal vituperato governo Berlusconi, insieme a Germania, Slovenia, Polonia, Austria e Malta)  – ha consegnato gli embrioni umani alla dea scienza.

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per dicembre, 2006 su Quid est Veritas?.