19 dicembre 2006 Commenti disabilitati su

Per la prima volta in vita mia ho incontrato un convertito. Non un semplice cristiano che piano piano si è riavvicinato alla fede, ma un vero convertito, di quelli che non riescono a parlare d’altro se non di Dio, di quelli che ti salutano con un "Dio ti benedica"; lo vedi che è un entusiasta di Dio, un innamorato di Dio, che vive della sua Parola e che muta vita per seguire la "chiamata". Proprio così l’ha definita: "chiamata". Quest’uomo mi parlava di Dio con una gioia quasi mai intravista in cattolici anche praticanti, mi parlava dell’amore di Dio, del perdono del cuore che ha sentito sorgere dentro di lui…
Il fatto su cui riflettere è che egli si è convertito alla Chiesa evangelica pentecostale, una delle chiese più vive del mondo protestante e in forte crescita soprattutto negli Stati Uniti, in Sud America e in Africa. Ritengo questa conversione una grazia, come un movimento operante dello Spirito che soffia davvero dove vuole, forse per sollecitare la Chiesa Cattolica ad un ritorno verso un’evangelizzazione che sia veramente tale e non una semplice predicazione tutta rivolta al sociale, alla povertà, alla giustizia terrena, piuttosto che a quella celeste, ecc.
Non può essere un caso che le chiese pentecostali stiano producendo così rigogliosi frutti in Sud America, in particolare in Brasile, dove la teologia della liberazione ha fatto così ampi danni fino ad uccidere, o a rendere moribonda,  l’evangelizzazione cattolica.

 

UPDATE: Un articolo di Socci sui certi cattolici italiani e su certa predicazione…

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