17 novembre 2006 § 5 commenti

Oplà, le staminali adulte curano una nuova malattia, la distrofia muscolare (per ora solo dei cani). Ma al TG1 il buon Sassoli ha sorvolato di specificare se le cellule erano embrionali o adulte…si sa, un buon giornalista non conosce l’uso degli aggettivi…

16 novembre 2006 Commenti disabilitati su

Siamo sicuri che nessuna civiltà sia superiore alle altre, almeno culturalmente? Questo è quello che rimane di un affresco medievale di quella che una volta era St. Nicolaos nel paese di Koma tou Gialou, Karpasia, nella parte di Cipro occupata dai turchi dal 1974.


Si possono vedere altre immagini di distruzione e di monasteri trasformati in stalle o bunker o alberghi sul
blog di Fausto Carioti. Meno male che c’è la Francia a opporsi all’entrata della Turchia in Europa (il che è tutto dire…).

14 novembre 2006 § 1 Commento

Aivoglia a dire che non ci sono più le mezze stagioni!
Provate a percorrere di questi tempi un banalissimo tragitto in treno, chessò, Fiorenzuola-Parma o Piacenza-Fidenza o Piacenza-Parma (così è più lungo), un banalissimo tratto della via Emilia (ma su binari), di quelli tanto amati da Giovannino Guareschi, e vi rendereste conto di come esistano ancora le stagioni e di quanto sia bello l’autunno.
Altro che stagione buia e triste…un’esplosione di colori, un’esplosione di tinte forti che anche i capannoni industriali diventano colorati, che neanche le matite di Upi
Pinnacchi di alberi di un giallo intenso, bacche rosse a colorare un traliccio, greto del Taro cosparso di macchie ocra, campagna uscita da un pennello di un Artista bizzarro che a volte si nasconde dietro la nebbia…

9 novembre 2006 § 9 commenti

Dodici pianeti denominati “colonie” (come le tribù di Israele e gli apostoli); un tredicesimo pianeta leggendario, la Terra (o terra promessa?); un’astronave da guerra pronta per il museo, in viaggio per la dismissione; un comandante di nome Adamo che, nel suo intervento durante la celebrazione per l’addio dell’astronave Galactica, ricorda la funesta guerra contro i cyloni, e lo fa deprecando la volontà dell’uomo di farsi come Dio, perchè non comporta altro che una terribile caduta. Infine lo scoppio di una nuova e apocalittica guerra scatenata dai cyloni e la conseguente fuga del Galactica verso la tredicesima colonia, alla testa di numerose navi di sopravvissuti.
 
Sono questi alcuni elementi della serie televisiva Battlestar Galactica, in onda su Fox. Una serie di fantascienza sì, ma che pone elementi oserei dire religiosi nella trama, come del resto non è insolito trovarli nella SF americana. Del resto, ultimamente nelle serie americane non è raro trovare temi che sono centrali anche in ambito religioso, come la scelta del bene e del male (vedere anche questo post), il libero arbitrio (alla base di Alias e di Lost), la fede (Prison Break) e che fanno dimenticare le serie simbolo del pensiero unico triste, OC e Desperate Housewifes.

8 novembre 2006 § 2 commenti

Contro l’ecclesialese – «Tettamanzi ammonisce: “Siamo consapevoli che l’essere oggi ‘testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo’ domanda una comunione missionaria tra le diverse categorie di fedeli più compattata e dinamica”. Che cosa segna la differenza – perché la segna, bisogna avere orecchio e non è necessario aver studiato teologia, ma la segna eccome – tra questa frase e la frase dal contenuto semantico pressoché identico, che Benedetto XVI ha pronunciato sempre a Verona, durante l’omelia della Messa al Bentegodi: “Occorre tornare ad annunciare con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del Cristianesimo”? Essere testimoni di Gesù Risorto “domanda una comunione missionaria tra le diverse categorie di fedeli”, oppure occorre “annunciare l’evento della morte e risurrezione di Cristo”? Che differenza c’è tra questi due linguaggi? Cosa fa sì che l’uomo comune – il famoso “lontano” ma anche magari il semplice battezzato che va a Messa – di fronte a un certo tono ecclesiale faccia fatica, come sbattendo contro un muro, per quanto imbottito, come trovasse un che di respingente, ultimamente di incomprensibile? Registriamo anche questo. E proviamo a declinare il come e il perché».
Maurizio Crippa, il Foglio, 1 novembre 2006

8 novembre 2006 Commenti disabilitati su

«La prevedibilità scientifica solleva anche la questione delle responsabilità etiche dello scienziato. Le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto della verità e dall’onesto riconoscimento sia dell’accuratezza sia degli inevitabili limiti del metodo scientifico. Certamente ciò significa evitare le previsioni inutilmente allarmanti quando queste non sono sostenute da dati sufficienti o vanno oltre le capacità effettive di previsione della scienza. Significa però anche evitare il contrario, vale a dire il silenzio, nato dalla paura, dinanzi ai problemi autentici. L’influenza degli scienziati nel formare l’opinione pubblica sulla base della loro conoscenza è troppo importante per essere minata da una fretta inopportuna o dalla ricerca di una pubblicità superficiale. Come il mio predecessore Papa Giovanni Paolo II una volta ha osservato:  "Gli scienziati, quindi, proprio perché "sanno di più", sono chiamati a "servire di più". Poiché la libertà di cui godono nella ricerca dà loro accesso al sapere specializzato, hanno la responsabilità di utilizzare quest’ultimo saggiamente per il bene di tutta la famiglia umana" (Discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze , 11 novembre 2002)».
Discorso di Benedetto XVI alla Pontificia Accademia delle Scienze

 

6 novembre 2006 § 4 commenti

Che solerzia, che alto senso della moralità, che princìpi saldi e fermi. Davvero c’è di che stupirsi nel vedere le reazioni europee di fronte alla sentenza che ha condannato all’impiccagione Saddam Hussein. Ma dov’erano questi paladini della giustizia alla vigilia della fucilazione dei tre cristiani in Indonesia? Dov’era Prodi che ieri da una piazza di Bologna boffonchiava qualcosa contro la pena di morte? L’ipocrisia di questa Europa è senza limiti.

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per novembre, 2006 su Quid est Veritas?.