28 novembre 2006 § 1 Commento

Napolitano chiede aiuto alla Chiesa. L’operazione è molto azzardata, forse una ammissione della incapacità dello Stato di vanire a capo di una situazione incancrenita. Sta di fatto che ieri, a Napoli, il presidente della Repubblica ha auspicato che Stato e Chiesa condividano e si impegnino per gli stessi valori di moralità e di eticità nell’interesse del bene comune. Incontrando nella chiesa della Sanità, nell’omonimo quartiere della città partenopea, il cardinale Crescenzio Sepe e assistendo alla presentazione di una rete di laboratori multimediali, dislocati in venti parrocchie di Napoli e dell’hinterland, che funzioneranno come centri di formazione per i giovani, Napolitano ha detto: “Vedo qui i segni concreti e tangibili di quella piena comprensione che ho avuto modo di definire di recente, nella sede più solenne, una comune missione educativa della Chiesa, dello Stato e degli enti locali. Abbiamo bisogno di una grande sinergia, sono persuaso che, Chiesa e Stato, siamo chiamati a servire gli stessi valori di moralità, di eticità”. Rivolto ai giovani, ha aggiunto: “Non siamo due cose diverse, giovani, Stato e Chiesa, siamo nella stessa battaglia e sono sicuro che la vinceremo anche in un quartiere così difficile”. Che ne diranno i radicali?

Da qui

§ Una risposta a

  • BBSlow ha detto:

    Timeo Danaos, et dona ferentes…
    Vorrei farci un post, tra qualche giorno: secondo me, anche se certamente prospetta possibilità interessanti, quella di Napolitano potrebbe rivelarsi una polpetta avvelenata, nascondendo dietro una apparenza neutrale la vecchia concezione dalla Chiesa libera, sì, ma “nel” libero Stato, o, peggio ancora, una visione della Chiesa quale braccio armato di un’etica utilizzata quale instrumentum regni.
    Vedremo…

Che cos'è?

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