31 ottobre 2006 § 1 Commento

L’ultimo libro di Ann Coulter: un pugno nello stomaco dei sinistrorsi Le persone non si arrabbiano quando dici il falso su di loro, ma quando gli dici la verità: forse è questo il motivo per cui il nuovo libro di Ann Coulter, Godless. The Church of Liberalism (New York, Crown Forum), che appena uscito ha raggiunto il primo posto nella classifica delle vendite su Amazon, sta facendo imbestialire i liberal americani. La furia sarcastica della biondissima autrice, ribattezzata sulla copertina del Time come Ms. Right, non risparmia infatti nessuna delle manie ideologiche dei progressisti.

La sinistra crede ad esempio che i criminali siano vittime della società, che i molestatori di bambini possano essere riabilitati, che i feti non siano persone umane, che il darwinismo sia un fatto, che il socialismo funzioni, che l’islam sia una religione di pace, che i selvaggi siano sempre buoni e vivano in armonia con la natura, che il riciclaggio sia una virtù, che la castità non lo sia, e così via. Queste dottrine sono razionalmente meno dimostrabili della storia dell’Arca di Noè, tuttavia vengono insegnate nel sistema scolastico pubblico, dal quale sono state bandite tutte le espressioni della tradizione giudaico-cristiana. […]

Per la Coulter l’ideologia progressista, pur facendo a meno di Dio, rappresenta infatti una vera e propria religione, con le sue sacre scritture (la sentenza Roe vs. Wade), i suoi martiri (la spia sovietica Alger Hiss o l’assassino Mumia Abu-Jamal), i suoi sacerdoti (gli insegnanti della scuola pubblica), i suoi luoghi di culto (le aule scolastiche) e la sua cosmologia (l’evoluzionismo).

In questa chiesa senzadio l’aborto rappresenta il più santo dei sacramenti: “non importa di cosa i progressisti si occupino di tanto in tanto – minare la sicurezza nazionale, aiutare i terroristi, opprimere la classe media, liberare i delinquenti violenti -, la questione irrinunciabile del loro programma, per la quale sarebbero disposti anche alla guerra, è quella dell’aborto”.

La Coulter non ha mai mezzi termini. La sua denuncia dell’ipocrisia sinistrorsa, che attacca le convinzioni morali e religiose degli avversari in quanto “non scientifiche”, è sempre serrata. I liberal infatti sono i primi a manifestare disprezzo per la scienza, quando contraddice la loro ideologia dimostrando ad esempio che il concepimento segna l’inizio di una nuova vita umana, che il nucleare e gli OGM sono sicuri, che il DDT permette di sconfiggere la malaria, che molte differenze tra l’uomo e la donna sono innate e biologiche, che l’AIDS colpisce in larga misura gli omosessuali o che la ricerca sulle cellule staminali adulte sta dando ottimi risultati.

In quest’ultimo caso ci si potrebbe chiedere come mai ai progressisti stiano tanto a cuore gli esperimenti sulle cellule staminali embrionali, che non hanno mai dato alcun frutto. Il motivo è che la ricerca sulle staminali adulte manca di un elemento decisivo: non implica la distruzione di una vita umana.

Sembra quasi che ai progressisti la scienza interessi solo quando permette loro di confezionare delle scuse per eliminare la vita umana. La loro pseudoscienza sostiene una religione alternativa secondo cui l’umanità è solo una parte, forse la più insignificante e dannosa, della natura. Per questo predicano la crescita zero della popolazione, la riduzione degli standard di vita e il vegetarianesimo. Al cuore della loro ideologia ambientalista vi è l’odio per l’umanità. “Noi invece, fedeli all’insegnamento biblico, crediamo di dover popolare la Terra finché ci sarà posto, per andare poi a colonizzare Marte”, scrive la Coulter.

L’autrice riserva le sue cannonate finali contro i custodi dell’evoluzionismo, il mito fondante dell’ideologia progressista. Questi “darwiniaci”, come li chiama, non sono seri scienziati che faticano tra tubi e provette, ma fanatici convinti che l’evoluzione debba essere vera a dispetto di tutte le testimonianze fossili di cui disponiamo dopo 150 anni di ricerche e di ogni altra prova contraria. […]
In realtà l’evoluzionismo interesserebbe ben poco ai progressisti, se non gli servisse per negare l’esistenza di Dio e per edificare una visione del mondo compatibile con i propri desideri: “Fai quello che vuoi: va a letto con la segretaria, uccidi la nonna malata, abortisci il figlio difettoso. Darwin dice che beneficerai l’umanità! Non sbaglierai mai se segui i tuoi istinti. Agisci e lascia che sia Madre Natura a selezionare i vincenti e i perdenti”. Non per caso Marx e Hitler adottarono esplicitamente la teoria di Darwin a sostegno delle proprie ideologie mortifere.
Alla fine, conclude la Coulter, sono sempre i senzadio a eseguire i genocidi.

Un libro, come si vede chiaramente, senza peli sulla lingua, nel più puro stile coulteriano. Un pugno nello stomaco, insomma, che nel contesto esacerbato di certo mondo americano si comprende però benissimo. Da noi probabilmente meno, molto meno. Ma non è detto che sia meglio.

Guglielmo Piombini
(Il Domenicale, 28 ottobre 2006)

30 ottobre 2006 Commenti disabilitati su

È strano. Spesso M. (2 anni) non saluta chi gli fa i complimenti, non risponde ai saluti. Bisogna ripetergli: “Saluta…saluta” e lui niente. È molto parsimonioso in fatto di baci, li prende, ma non li dà, nemmeno insistendo, nemmeno ai nonni. Eppure…quando usciamo da una chiesa non ci pensa su due volte e ad un «Manda un bacio a Gesù», subito ubbidisce: SMACK

 

27 ottobre 2006 Commenti disabilitati su

«A Wajir eravamo una comunità di sette donne, tutte, sia pure in maniera e in misura diverse, avevamo sete di DIO, e capivamo che quando perdevamo o stavamo per perdere il senso del nostro servizio e la capacità di amare, potevamo ritrovare i beni perduti solo ai piedi del Signore. Per questo, avevamo costruito un eremo e là andavamo per un giorno, o più giorni o per periodi anche lunghi di silenzio ai piedi di DIO. Là ritrovavamo equilibrio, quiete, lungimiranza, saggezza, speranza, forza per combattere la battaglia di ogni giorno prima di tutto con tutto ciò che ci tiene schiavi dentro, che ci tiene nel buio. Uscivamo di là che ci sentivamo incendiate di amore rinnovato per tutti quelli che il Signore aveva messo nella nostra strada … a volte ce lo confidavamo … il più delle volte tacevamo, … ma i volti delle mie compagne erano così belli, così luminosi, che mi narravano tutto quello che il pudore impediva di comunicarmi con le parole. […]Al centro sempre DIO e Gesù Cristo. Nulla mi importa veramente al di fuori di DIO, al di fuori di Gesù Cristo».
Annalena Tonelli

26 ottobre 2006 Commenti disabilitati su

Il crescendo di dibattito e di clamore televisivo intorno alle faccende del velo islamico etc. è un sintomo preoccupante. Si rischia di accendere lo scontro intorno alle usanze religiose finendo solo per dar ragione a coloro che, alla francese, diranno: fuori la religione dalla vita pubblica, con conseguente divieto grottesco di simboli religiosi etc
Invece il problema, come lo ha impostato Benedetto XVI, è un confronto sulla ragione. Bene ha fatto dunque Bruno Vespa a far vedere una scena tremenda di lapidazione di una giovane adultera e a chiedere: come la valutate questa cosa?
Al che una giovane musulmana con distacco ha detto che la meritava e anche un deputato arabo di rifondazione comunista ha dovuto ammettere: sì sono assassini. La giovane musulmana ha provato a dire che anche la Bibbia e quindi i testi sacri dei cristiani prevedono certe pene per tali peccati.
Ma Vespa ha dichiarato, meglio di tanti Vescovi che si fan prendere dalle proposte ipocrite alla Pollastrini ("facciamo un tavolo delle religioni"): "Lei cita la bibbia, ma con Gesù Cristo tutto è cambiato".
La ragione, il cristianesimo. Chi, tra laici e preti, non comprende questo legame originale ci offrirà a una epoca buia.
dr
clanDestino ZOOM

25 ottobre 2006 § 2 commenti

Come ti manipolo il Papa (Giovanni Paolo I) – «Non è stato preso in considerazione neanche uno degli esempi che facevano vedere come lui avesse preso anche decisioni dolorose, come quella di sciogliere la Fuci di Venezia perché si era espressa pubblicamente a favore del divorzio disubbidendo alle indicazioni della Chiesa. Mi sembra che il Luciani della fiction sia un po’ molliccio, mentre io ho conosciuto un prete energico».
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24 ottobre 2006 Commenti disabilitati su

Passeggiate bolognesi – Basilica di Santo Stefano, detta anche "delle sette chiese". Al suo interno un antico tempio pagano è stato trasformato da San Petronio  in un’impressionante "riproduzione" del Santo Sepolcro di Gerusalemme, con tanto di seplocro vuoto. Straordinari anche il Cortile di Pilato e il chiostro benedettino. Curiosi i monaci, non chiusi in un religioso silenzio, ma appesi ai cellulari.

23 ottobre 2006 Commenti disabilitati su

Nel 1970, su Studi cattolici, avviammo un dibattito sul ruolo dell’intellettuale durante e dopo la contestazione giovanile, e interpellammo anche Buzzati che, tra l’altro, scrisse: «Da colloqui avuti con giovani “contestatori”, di indubbia serietà e intelligenza, ho ricavato l’impressione che la “rivoluzione culturale” abbia fondamentalmente, nelle sue manifestazioni più solide e consapevoli, un contenuto religioso. Quando se la prendono con la borghesia, in fondo se la prendono semplicemente con l’uomo, l’uomo medio; contestano, diciamo pure, il peccato originale. L’egoismo indiscutibile del borghese (il quale di per se stesso non capisco perché debba essere anche uno sfruttatore: un medico, un ingegnere, un tecnico, non vedo chi possano sfruttare), mi sembra dovuto al semplice fatto che il borghese gode di una certa indipendenza economica, che permette appunto la manifestazione di un accentuato egoismo.

Il proletario, praticamente, è forse meno egoista perché non può esserlo; se godesse della stessa condizione economica, non vedo perché non dovrebbe divenire egoista anche lui (dico questo guardandomi intorno). La contestazione giovanile, in parole povere, vorrebbe – e qui mi sembra sia il suo lato positivo – contestare la miseria morale dell’uomo. È un’impresa immensa a cui si accinse qualcuno, duemila anni fa, con i risultati che tutti sanno. Ora, mi pare, si vorrebbe tentare la medesima rivoluzione religiosa. Non si crede più in Dio, tuttavia si capisce, o si intuisce, che l’unica soluzione sta nell’amore del prossimo».
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