29 settembre 2006 Commenti disabilitati su

E si lamentavano della Moratti… – ”Il premier -ha spiegato il segretario generale della Flc Cgil Enrico Panini – ha aperto timidi spiragli ma, il ministro dell’Economia, ha chiuso un testo nel pomeriggio di ieri che massacra la scuola. Una finanziaria -ha aggiunto- che prevede l’aumento del numero degli alunni per classe, aumenta il rapporto alunni disabili-insegnante di sostegno da 1/138 a 1/168 e toglie la possibilita’ di deroghe in presenza di alunni con gravi disabilita”’.
Non solo, lamenta ancora Panini, ”dimezza gli scatti di anzianita’ e non prevede immissioni in ruolo. E’ quello che definire un esempio di macelleria sociale è un eufemismo.

29 settembre 2006 Commenti disabilitati su

Il tentativo del ministro dell’Economia di racimolare qualche risparmio anche sulla spesa dedicata all’istruzione ha suscitato una reazione colossale, che l’ha costretto all’ennesima ingloriosa ritirata. Quelli che chiedono di spendere di più nella scuola pubblica hanno vinto, come sempre, ma in realtà l’organizzazione scolastica italiana è una specie di buco nero, che assorbe risorse crescenti producendo risultati sempre meno convincenti. I dati di fondo sono noti: in Italia c’è il maggior numero di insegnanti per addetto fra i grandi paesi industrializzati, e un livello dell’istruzione degli studenti tra i più bassi. Inoltre, al crescere del livello di studi, decresce il risultato ottenuto, che è passabile solo nelle elementari, diventa scarso nella media inferiore, pessimo in quella superiore, per non parlare dell’università, che perde per strada la maggior parte degli iscritti senza che conseguano la laurea. La corporazione scolastica, che si è consolidata come accade sempre in un sistema nel quale non esiste competizione, rifiuta ogni riforma che punti a ricostruire una relazione di efficacia tra la scuola e la società produttiva. Questo obiettivo, con la benedizione dell’attuale ministro della Pubblica istruzione, è stato condannato come aziendalistico o, peggio ancora, efficientistico. Per chi la domina, la scuola non deve rispondere alle esigenze del paese, ma restare se stessa, una “comunità in cammino”, come dice retoricamente il ministro Giuseppe Fioroni, anche se nessuno sa dove vada. La radice dell’inefficienza della scuola italiana è l’assoluta assenza di concorrenza e di valutazione della qualità del “prodotto”. Non si tratta solo della concorrenza tra pubblico e privato, azzoppata dall’inapplicazione dei principi della parità scolastica, ma anche della mancanza di competizione tra istituti pubblici, che non ha senso se non produce alcun esito per chi ottiene risultati migliori. In questo clima di burocrazia dominata dalle corporazioni sindacali, anche gli sforzi degli insegnanti volonterosi, che non mancano, vengono frustrati. In questo modo, peraltro, si viola la sostanza del diritto allo studio, perché la formazione che si offre non è in grado di fornire un bagaglio di conoscenze adatto alla competizione che esiste nel mondo del lavoro, naturalmente a svantaggio di chi proviene dai ceti meno abbienti. E’ giusto che un paese investa nella scuola per preparare il proprio futuro, ma farlo senza riformarla profondamente significa finanziare non l’istruzione ma la burocrazia corporativa.
Il Foglio, venerdì 29 settembre

25 settembre 2006 Commenti disabilitati su

«Intanto erano comparsi i prodigi. Il 22 maggio ci fu un’eclissi di luna: un paio di giorni dopo l’icona più venerata della Vergine, portata in processione perché intercedesse per la città, cadde in terra. Qualche minuto dopo scoppiò un violento temporale che costrinse i fedeli a rientrare nelle loro case. Il giorno successivo Costantinopoli si svegliò sotto una fitta nebbia, un fenomeno inaudito alla fine di maggio, e alla sera la cupola di Santa Sofia fu avvolta da un arcano bagliore rossastro, che dalla base salì lentamente fino alla cima e quindi si dissolse. […] I bizantini non ebbero dubbi sul suo significato: lo Spirito divino aveva abbandonato la loro città». Costantinopoli sprofondava.
John Julius Norwich, Bisanzio
«Il Foglio», sabato 23 settembre 2006

25 settembre 2006 Commenti disabilitati su

So’ de’ coccio…

UPDATE: Alla fine si è capito che solo il New York Times non ha capito il Papa: «[…] Krauthammer accusa il New York Times di aver indebolito tutti chiedendo a Ratzinger di scusarsi. “Cosa ci facevano le armate islamiche a Poitiers nel 732 e alle porte di Vienna nel 1683? Turismo? Un mese fa, due giornalisti rapiti a Gaza furono rilasciati solo dopo la loro conversione forzata all’islam. Dove furono le proteste nel mondo islamico?».

22 settembre 2006 Commenti disabilitati su

Il Congresso Mondiale di Televisioni Cattoliche che avrà luogo dal 10 al 12 ottobre a Madrid è stato presentato questo giovedì nella Sala dei Media dell’Arcivescovado della capitale spagnola.

Monsignor Enrique Planas, incaricato del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali dell’organizzazione dell’incontro, ha spiegato che il suo obiettivo è “creare una rete di televisioni cattoliche che promuova l’evangelizzazione attraverso questo mezzo di comunicazione”.
Zenit

21 settembre 2006 § 6 commenti

«Alla sicurezza del Papa ci penseranno le sue guardie. Cosa volete che vi dica…».
Romano Prodi

20 settembre 2006 Commenti disabilitati su

«Ieri l’assemblea di Palazzo Madama ha bocciato per un voto (153 contro 152) la proposta di mettere all’ordine del giorno della prossima seduta la discussione sulla mozione di solidarietà a Benedetto XVI. La proposta era del presidente dei senatori della Lega, Roberto Castelli, che dopo la vittoria dei no sottolinea come tra i voti contrari ci sia quello del senatore a vita Giulio Andreotti».

Dal "padre della Binetti", politicamente parlando, che ci si può aspettare?

Dove sono?

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