28 luglio 2006 Commenti disabilitati su

Orbene, ieri ho rivolto la parola alla strada, al terreno pieno di sassi e ho detto: "Cambiatevi mentre ne avete la possibilità, rivoltate con l’aratro il terreno indurito, gettate via dal campo i sassi, sradicatene le spine. Non abbiate il cuore insensibile, per cui vada perduta la parola di Dio. Non abbiate un terreno di poco spessore, ove la radice della carità non può penetrare profondamente. Non soffocate con le preoccupazioni e le passioni terrene il buon seme che in voi viene seminato dalle nostre fatiche. In realtà è il Signore che semina, ma i suoi operai siamo noi. Siate dunque terreno fertile". Lo abbiamo detto ieri ed oggi lo ripetiamo a tutti: "Produca chi il cento per uno, chi il sessanta per uno, chi il trenta per uno. Il frutto è maggiore in uno e minore in un altro, ma tutti appartengono al granaio". Ieri abbiamo detto questo, oggi mi rivolgo alla zizzania; ma sono zizzania le stesse pecore. O cattivi cristiani, o voi che riempiendo la Chiesa l’opprimete vivendo male! Correggetevi prima che venga la mietitura. Non dite: Ho commesso dei peccati, ebbene, che cosa mi è accaduto9. Dio non perde la potenza, ma da te esige la penitenza. Questo dico ai cattivi che tuttavia sono cristiani; questo dico a coloro che sono zizzania, poiché sono nel campo e può darsi che quelli che sono zizzania oggi, domani siano frumento. Mi rivolgo perciò anche al grano.
Sant’Agostino

27 luglio 2006 § 1 Commento

La Regione Emilia-Romagna protegge le lumache e le rane. È stata approvata da parte dell’assemblea legislativa regionale il progetto di legge "per la tutela della fauna minore" presentato dai Verdi. Sono considerate particolarmente protette le specie indicate da direttive europee, oltre a quelle dell’elenco regionale delle specie rare e minacciate che la Regione dovrà compilare. Fra l’altro, è consentito il commercio di chiocciole e rane solo se provenienti da allevamento, la cui vendita deve essere accompagnata da certificazione rilasciata dal produttore, nella quale risulti la quantità e l’allevamento di provenienza. Si prevedono giorni e orari precisi di raccolta delle lumache e l’istituzione di una "lista rossa" delle specie protette.
 
Gli embrioni umani? No quelli non interessano.

26 luglio 2006 § 2 commenti

La Cei definisce – giustamente – "moralmente inaccettabile" la decisione del Senato:

«Ai politici italiani e a quanti ancora possono fermare questa deriva etica” e all’Ue perché “in nessun modo agevoli, con propri finanziamenti, questo grave attentato alla dignità dell’uomo che tradisce il valore fondamentale della vita umana, senza il quale ogni altro valore individuale e sociale perde la propria consistenza. Benedetto XVI – conclude la Cei – ci ha ricordato che la "tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale", rientra tra i "principi che non sono negoziabili".

Forse la sopravvivenza dell’Unione è ancor più "non-negoziabile" per gli integerrimi cattolici (sic!) del Governo.

26 luglio 2006 Commenti disabilitati su

Ecco l’articolo apparso su l’Osservatore romano che condanna fermamente la decisione presa dal Senato in merito alla ricerca europea sugli embrioni, grazie all’appoggio dei falsi-cattolici dell’Unione.

di MARCO BELLIZI

Certe cose non cambiano. Stessi concetti, stesse frasi. Stessi atteggiamenti esteriori, persino. Cosicché, almeno in Italia, quando si tratta della vita (di sopprimere la vita) alcuni si presentano puntuali con il loro macabro appuntamento. Non cambia neanche il repertorio fraseologico: ai tempi del divorzio si parlò di entrare nello "spazio del progresso"; quando si cominciò a parlare di aborto si preferì una piccola variazione sul tema, sbandierando un oscuro "progresso della civiltà" (come se la civiltà potesse progredire uccidendo un essere vivente al quale non è riconosciuto alcun diritto). Così oggi, questi "nipotini del progresso" si ripresentano all’opinione pubblica, penetrano indebitamente negli spazi più sacri della coscienza di milioni di persone pretendendo di guidare con il solito elitario materialismo le sorti (nient’affatto magnifiche e progressive) dell’umanità.

Lo slogan non si discosta molto dai precedenti: questa volta si tratta di "entrare nello spazio della ricerca". L’Italia cioè, per diventare finalmente un "Paese moderno", deve fare ricerca sugli embrioni. A loro, al loro sacrificio, è affidato il compito di fare della Penisola una terra di fecondo sviluppo. Per questo il Governo italiano ha deciso di schierarsi con la maggioranza all’interno del Consiglio dei ministri europei votando a favore delle sperimentazioni sulle cellule staminali embrionali. Il ministro per la Ricerca scientifica Fabio Mussi ha reso noti i termini dell’accordo: "sì" dunque al finanziamento europeo per le ricerche sulle "linee di cellule staminali embrionali già esistenti"; "no" alla "distruzione di embrioni al fine di produrre cellule staminali" ed un rinvio del dibattito circa la definizione di un termine per l’impiantabilità degli embrioni, oltre il quale convenire che gli embrioni crioconservati sono utilizzabili ai fini della ricerca. È su quest’ultimo punto in particolare che si sono concentrate le polemiche di chi, nel mondo politico, contesta questo accordo.

"L’accordo raggiunto a Bruxelles è ipocrita e francamente inaccettabile – scrivono in una dichiarazione comune, ad esempio, Rocco Buttiglione, Laura Bianconi e Maria Burani Procaccini -. Esso afferma che l’Unione europea non finanzierà direttamente la distruzione di embrioni. L’Unione però finanzierà ricerche su linee staminali embrionali derivate dalla distruzione di embrioni". I tre senatori della Cdl paventano uno scenario nel quale, in virtù dell’accordo, un laboratorio privato potrebbe distruggere gli embrioni per ottenere linee cellulari da vendere ai ricercatori che fruiscono dei finanziamenti europei. Un macabro mercimonio.

"Questa mostruosità nasce dalla deformazione di una onesta proposta di compromesso, avanzata precedentemente dalla Germania e sulla quale probabilmente sarebbe stato possibile raggiungere un accordo se non ci fosse stata la defezione dell’Italia dalla minoranza di blocco", scrivono i tre senatori. "La proposta (cosiddetta emendamento Niebler) diceva che era possibile finanziare ricerche che facessero uso di linee staminali embrionali prodotte prima di una certa data (per esempio 31 dicembre 2003). In questo modo si sarebbe fatta ricerca su linee staminali derivate da embrioni già distrutti ma non ci si sarebbe resi colpevoli della distruzione di nessun embrione attualmente in vita".

(©L’Osservatore Romano – 26 Luglio 2006)

25 luglio 2006 Commenti disabilitati su

Dell’ipocrita Europa e dei nostri falsi cattolici. Ce ne parla Marina Corradi su Avvenire:

«[…] Davvero una vittoria, quell’affermazione secondo cui l’Europa non finanzierà ricerche distruttive sugli embrioni? C’è da dubitarne. Pare piuttosto, questa seconda missione del ministro Mussi, un’operazione più sottile di quella smaccata del ritiro della firma minoranza di blocco dei Paesi contrari a queste ricerche. Il ministro, insomma, prosegue per la sua strada, evidentemente con l’appoggio del Governo, ma sta imparando l’arte della diplomazia. L’ultima speranza è che il ritorno a Strasburgo del Settimo Programma Quadro comporti, sulla ricerca sugli embrioni, auspicabili miglioramenti. Ma, visto il voto dello scorso giugno, pare ottimista crederci. Se la minoranza di blocco sostenuta dal precedente Governo fosse rimasta in piedi, non si potrebbe immaginare questo scenario di fornitori di staminali embrionali e di un’Europa che finanzia questa ricerca, ma mantiene le mani pulite. Invece, libera essendo la circolazione delle merci dall’estero verso l’Europa, altro non si potrà considerare quelle cellule – come ha scritto Emma Bonino – che "beni". Libere merci, nel libero mercato».

24 luglio 2006 § 1 Commento

Domenica, 23 luglio 2006 (ZENIT.org).– Benedetto XVI ha esposto questa domenica la lezione lasciata ai cristiani di tutti i tempi da Maria Maddalena, “discepola” di Gesù, “testimone della potenza del suo amore misericordioso, più forte del peccato e della morte”.

Il Papa ha ricordato la figura di questa donna, “che nei Vangeli occupa un posto di primo piano”, un giorno dopo che la Chiesa aveva celebrato la sua memoria liturgica.

Ascoltavano le parole del Santo Padre varie migliaia di persone giunte a Les Combes – località delle Alpi nella quale si trova a trascorre le sue vacanze – per prendere parte alla preghiera mariana dell’Angelus.

La figura della Maddalena è stata motivo di dibattito a causa della pubblicazione del libro “Il Codice da Vinci” di Dan Brown e della presentazione della successiva pellicola cinematografica, in cui appare come moglie di Gesù e madre di un suo presunto figlio.

Il Vangelo di San Luca, ha ricordato il Papa, “la annovera tra le donne che avevano seguito Gesù dopo essere state ‘guarite da spiriti cattivi e da infermità’, precisando che da lei ‘erano usciti sette demoni’”.

“Maddalena sarà presente sotto la Croce, insieme con la Madre di Gesù e altre donne. Sarà lei a scoprire, al mattino del primo giorno dopo il sabato, il sepolcro vuoto, accanto al quale resterà in pianto finché non le comparirà Gesù risorto”, ha aggiunto.

Secondo Benedetto XVI, “la storia di Maria di Màgdala richiama a tutti una verità fondamentale: discepolo di Cristo è chi, nell’esperienza dell’umana debolezza, ha avuto l’umiltà di chiedergli aiuto, è stato da Lui guarito e si è messo a seguirLo da vicino, diventando testimone della potenza del suo amore misericordioso, più forte del peccato e della morte”.

21 luglio 2006 § 2 commenti

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie
[G. Ungaretti]

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