30 Maggio 2006 § 2 commenti

LE PAROLE DEL PAPA E IL POLEMICUME – L’inserto del Foglio interamente dedicato al discorso del Papa ad Auschwitz.

«E’ curioso che negli stessi ambienti nei
quali domina la lettura “politicamente corretta”
del fondamentalismo islamico, quella
che insiste nell’attribuire solo a “piccole minoranze”
la scelta di una guerra santa contro
l’occidente e Israele, si tenda invece a
identificare senza residui tutto il popolo tedesco
con il nazismo».
Sergio Soave

§ 2 risposte a

  • accalarenzia ha detto:

    su questo argomento ti segnalo la lettera di Gad Lerner a Avvenire

    http://www.avvenire.it/

    che mi pare che descriva con garbo ma con molta precisione quali sono le perplessità in ordine alle parole e non al gesto del Papa, perplessità che sono state anche le mie

  • quidestveritas ha detto:

    Ti ringrazio Acca della segnalazione.
    Una precisazione: La Radio Maria citata da Lerner (che in realtà si chiama Radio Marjia), non ha niente a che vedere con la Radio Maria italiana. Quella polacca è un “cane sciolto” che non risponde alla Conferenza episcopale del suo paese.

    Io credo che il discorso del Papa vada al di là delle semplici ragioni storiche di un tragico evento. Se avesse parlato di antisemitismo tout court sarebbe stato un discorso sicuramente apprezzato e politicamente corretto, ma retorico, simile a tanti altri, simile a tutti i discorsi che i capi di stato tengono quando vanno a commemorare le vittime della tragedia nazista. Il discorso del Papa apre invece a una lettura metastorica, una lettura teologica della storia, che poi può essere applicata anche al permanere dell’antisemitismo nella società contemporanea. Lerner dice che le colpe di Auschwitz non possono essere addossate solo a «un gruppo di criminali», ma infatti nel discorso del Papa non viene detto questo. È vero parla di “gruppo di criminali”, ma in quel punto si tratta di determinare le responsabilità oggettive dei fatti (che quindi non possono essere caricate sulle spalle dell’intero popolo tedesco), ma in realtà il Papa sostiene che le responsabilità sono da ricercare nelle ideologie che vedono nei propri simili dei “non-uomini”, siano ebrei, siano oppositori politici, siano cristiani, o altro. Come non ignorare queste parole? «incombono nuove sventure e sembrano emergere nuovamente dai cuori degli uomini tutte le forze oscure: da una parte, l’abuso del nome di Dio per la giustificazione di una violenza cieca contro persone innocenti; dall’altra, il cinismo che non conosce Dio e che schernisce la fede in Lui».
    Doveva pronunciare la parola anti-semitismo per vedere approvato da tutti il proprio discorso? No, Auschwitz è molto di più ed è solo pretestuoso non riconoscerlo.

    Comunque oggi ci è tornato su:
    http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={C42E70A9-C5F3-48E4-9E53-0EC715F6716D}

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