31 Maggio 2006 Commenti disabilitati su

Gad Lerner ha criticato ieri, su Avvenire, il discorso del Papa ad Auschwitz, per via di quella parola composta non citata: anti-semitismo. Galli Della Loggia – lo stesso giorno – ha inteso invece correttamente il significato di un testo carico di compassione, alla ricerca di quella “purificazione della memoria” di wojtylana memoria.
Oggi
Julian Carron, sul Corriere della Sera, gliene dà atto: «La vera questione, infatti, mi pare questa: come sconfiggere il male che in quel luogo ha mostrato tutta la sua potenza? Possiamo dare la colpa, ed è giusta attribuirla, a chi l’ha, ma accontentarci si questo non è altro che un altro modo di sfuggire dalla vera sfida che Auschwitz rappresenta per tutti; significherebbe non affrontare il pericolo reale che incombe sugli ebrei così come  sui cristiani e su qualsiasi gruppo umano. Sono convinto che senza sconfiggere il vero nemico non potremo stare mai in pace. […] È proprio da quel luogo, Auschwitz, che invece di un possibile nuovo contrasto tra cristiani e ebrei dovrebbe uscire un’unità più salda: l’unità di un grido rivolto al comune Dio: “Oh Dio, salvaci tu!”».

 

31 Maggio 2006 § 1 Commento

Come volevasi dimostrare/3: L’Italia ha ritirato il sostegno che aveva finora dato ad una "dichiarazione etica" firmata da più paesi riguardo l’uso della ricerca sulle cellule staminali [embrionali]. Su questo tema, l’Italia ha pertanto «cambiato posizione», ha detto il ministro, ricordando che «naturalmente la sua legge resta in vigore. Ma – ha precisato – non mi sembrava il caso che in sede europea come paese avessimo una posizione di chiusura totale alla sperimentazione e la ricerca». Sostanzialmente, quella sancita ieri è un’apertura a livello europeo in direzione dell’utilizzo a scopi di ricerca scientifica degli embrioni sovrannumerari e destinati a morte certa.
Due domande:
1) Come mai paesi più avanzati nella ricerca sulle cellule staminali embrionali,
come l’Australia, decidono di puntare sulle cellule staminali adulte?
2) Cosa dirà ora la signora Paola Binetti per difendere la sua
scelta scellerata?

 

UPDATE: Luigi Bobba, ex presidente delle Acli, e neo-deputato dell’Unione prova a difendere la sua scelta scellerata.

UPDATE/2: «La firma è mia» e la gestisco io, Marina Corradi su Avvenire

 

UPDATE/3: La Binetti si appella a Prodi, il che è tutto dire…

30 Maggio 2006 Commenti disabilitati su

La prima uscita ufficiale del neo Presidente della Repubblica italiana è stata sconcertante e qui ci rifiutiamo di linkarla. Banalità date da una commistione di terzomondismo, pauperismo e assistenzialismo. Alberto Mingardi ha confutato il discorso di Napolitano punto per punto; ma Le guerre civili sull’Africa è sempre avanti a tutti. E Tiémoko Coulibaly, candidato alle presidenziali ivoriane, dice: «Non ci servono belle parole né elemosine: chiediamo alleanze politiche e partnership economiche». Qui la sua lunga intervista. Per riflettere.

30 Maggio 2006 § 2 commenti

LE PAROLE DEL PAPA E IL POLEMICUME – L’inserto del Foglio interamente dedicato al discorso del Papa ad Auschwitz.

«E’ curioso che negli stessi ambienti nei
quali domina la lettura “politicamente corretta”
del fondamentalismo islamico, quella
che insiste nell’attribuire solo a “piccole minoranze”
la scelta di una guerra santa contro
l’occidente e Israele, si tenda invece a
identificare senza residui tutto il popolo tedesco
con il nazismo».
Sergio Soave

29 Maggio 2006 § 2 commenti

Dio disse:

«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con voi
per le generazioni eterne.
Il mio arco pongo sulle nubi
ed esso sarà il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
Quando radunerò
le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e tra ogni essere che vive in ogni carne
e non ci saranno più le acque
per il diluvio, per distruggere ogni carne.
L’arco sarà sulle nubi
e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne
che è sulla terra».

Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».
[Gen. 9, 12-17]

26 Maggio 2006 § 2 commenti

Benedetto XVI mette i puntini sulle "i" a proposito dei «mea culpa» pronunciati da Giovanni Paolo II nell’anno giubilare. Marcia indietro? No, giusta precisazione: «Crediamo che la Chiesa è santa – ha detto il Papa – ma in essa vi sono uomini peccatori. Bisogna respingere il desiderio di identificarsi soltanto con coloro che sono senza peccato. Come avrebbe potuto la Chiesa escludere dalle sue file i peccatori? È per la loro salvezza che Gesù si è incarnato, è morto ed è risorto […] Conviene tuttavia guardarsi – ha aggiunto – dalla pretesa di impancarsi con arroganza a giudici delle generazioni precedenti, vissute in altri tempi e in altre circostanze. Occorre umile sincerità per non negare i peccati del passato, e tuttavia non indulgere a facili accuse in assenza di prove reali o ignorando le differenti pre-comprensioni di allora».

25 Maggio 2006 Commenti disabilitati su

Ru486 – Prendete nota: l’aborto chimico con la pillola Ru486 è, secondo l’Unità, l’“aborto senza dolore”. Non con meno dolore, magari con diverso e “meno invasivo” procedimento, un altro luogo comune che tanto piace ai libertari de’ noantri (sulla pelle altrui) ma che almeno ha il modesto pregio della relatività. No, sull’Unità c’è scritto proprio “aborto senza dolore”. Garantito, certificato, proclamato tale da una spericolata cronista del giornale di rosso fascionato, e ribadito due volte, nel pur breve spazio dell’articolo in cui si dava conto della polemica attorno alle dichiarazioni del ministro della Salute Livia Turco sulla sperimentazione della Ru486, e delle reazioni dell’Osservatore Romano.
Ma come si può? Come si può sparare una balla così colossale e pericolosa e offensiva, davvero, per le donne? La giornalista dell’Unità, così sicura di quella castroneria, può forse non aver letto le decine di articoli che, sulla stampa internazionale (stiamo parlando del New York Times, del Wall Street Journal, del New England Journal of Medicine) raccontano in che cosa consista veramente l’aborto chimico, e quanto dolore fisico e pericolo comporti. Può giustamente ignorare le decine di articoli usciti su questo giornale e sull’Avvenire, quindi non sapere che gli effetti collaterali della Ru486 prevedono anche una infezione letale che, a tutt’oggi, ha ucciso almeno dodici donne in meno di quattro anni. Può non aver sentito parlare della dottoressa Elisabeth Aubeny, collaboratrice principale dell’inventore della Ru486, étienne-émile Baulieu, che l’anno scorso, intervistata da Skynews 24, ammetteva che il vero problema della pillola abortiva “è il dolore”. Può non sapere che il chirurgo Ignazio Marino paragona i dolori dell’aborto con la Ru486 a quelli di un “mini-travaglio”. Ma non può non conoscere ciò che scrivono gli stessi sostenitori italiani della Ru486. Un nome a caso: Silvio Viale, il medico autoincaricatosi della promozione dell’aborto chimico in Italia, lo sperimentatore al Sant’Anna di Torino. Sulla rivista Bioetica del marzo 2003, è lui a descrivere il dolore provocato dalla pillola abortiva, a enumerare gli analgesici usati per combatterlo, ad ammettere che “sembra che il bisogno di analgesia sia minore per l’aborto chirurgico”, e a raccontare che in Gran Bretagna “in una buona percentuale di casi” si somministra la morfina. Stravagante, non è vero, per l’“aborto senza dolore”?
Il Foglio, giovedì 25 maggio

UPDATE: La Ru 486 comincia a far soffrire anche da noi

Dove sono?

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