22 febbraio 2006 Commenti disabilitati su

Avvenire, 24 gennaio 2006

L’indiano Sai Baba, venerato nel jet set da anni e sedicente Dio in terra, ha seguaci sparsi per il mondo. Riesce a far apparire oggetti con trucchi da prestigiatore, dice Armando Pavese nel suo nuovo e purtroppo ultimo libro (Pavese è morto pochi mesi fa). Le guarigioni ottenute dal santone? Pura leggenda. Si narra addirittura che nel 1971 egli ha resuscitato un morto: un ricco californiano a lui devoto, che però – scopre un’indagine seria – era in ospedale con febbre alta, cioè vivo, e non aveva neppure perso conoscenza. Pavese insiste molto – e fa bene – sull’importanza della documentazione medico-scientifica quando si tratta di guarigioni sensazionali. Per esempio egli spiega come per Lourdes la Chiesa ricorra a ben tre filtri per valutare con rigore clinico assoluto: finora settemila casi sono stati riconosciuti come straordinari, ma soltanto 67 sono stati dichiarati miracolosi. Solo in ambito cattolico, e precisamente per Lourdes e per la proclamazione di nuovi santi, esiste un controllo così scrupoloso. Ma allora solo quelli «cattolici» sono miracoli veri? Pavese è convinto che una fede sincera, qualunque sia, possa produrre il miracolo, anche se, in mancanza di verifiche adeguate, non ci si può pronunciare. Del resto Lourdes è quasi un caso unico; la Chiesa procede coi piedi di piombo nei confronti delle guarigioni di Medjugorje. Interessante anche la decina di pagine dedicata alle guarigioni attribuite agli antichi dèi pagani, che Pavese non sempre ritiene false: spesso le riconduce, come fa del resto per alcuni casi di pranoterapia e per certe guarigioni straordinarie del cristianesimo, all’autosuggestione o – come oggi si dice – all’«effetto placebo». La fiducia del malato può effettivamente far scattare nel suo organismo meccanismi salutari d’origine psicologica: le malattie dette appunto psico-somatiche nascono dalla psiche e da essa possono essere curate. La fede fornisce anche in questo una «marcia in più», come Pavese – fondatore della psicologia dell’occulto – la definisce. Perfino in alcuni interventi di Gesù Pavese vede fenomeni psicologici, i quali hanno portato a guarigioni straordinarie o alla sparizione di sintomi che magari derivavano da disagio interiore. Altri miracoli, a cominciare dalla risurrezione di Cristo, possono invece essere fatti risalire a un intervento diretto della potenza divina. In ogni caso, però, Pavese sembra dissentire da san Tommaso. Il miracolo è un sovvertimento delle leggi di natura? Forse è meglio pensare che il Creatore abbia predisposto fin dall’inizio meccanismi eccezionali che la scienza almeno per ora non conosce, e lui, quando vuole, può far scattare. È un concetto sottile: forse non convincerà quei lettori che si domanderanno dov’è in pratica la differenza.

Armando Pavese
Guarigioni miracolose in tutte le religioni
Piemme. Pagine 352. Euro 16,90.

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