31 ottobre 2005 § 5 commenti

«Festa di Halloween? No grazie!». La parrocchia dei *** va controcorrente e risponde al dilagare della festa d’ispirazione americana, facendo sfilare i santi della tradizione cristiana, al posto di zucche, streghe e pipistrelli. Saranno un centinaio i bambini, parrocchiani e non, che si ritroveranno nel giorno della vigilia di Ognissanti, tutti mascherati, ognuno con le sembianze del santo a cui è ispirato il suo nome. «E’ la prima volta che proponiamo questa iniziativa – spiega il parroco – ed ha immediatamente riscosso un grande successo, anche tra i genitori che si sono dati particolarmente da fare per l’organizzazione». Le ragioni nascono dalla voglia di proporre una ricorrenza della nostra tradizione. «La festa di Ognissanti è la cristianizzazione di una festa pagana che segna l’arrivo dell’inverno. Allora abbiamo voluto proporre qualcosa che avesse attinenza cristiana e appartenente alle nostre radici, in opposizione al vuoto consumismo americano». Il lavoro di preparazione della festa ha coinvolto direttamente in bambini, che si sono attivati anche in una ricerca per individuare l’abbigliamento giusto per rappresentare il proprio santo protettore.

C’è chi festeggia la bruttezza, l’orrore, le tenebre

C’è chi festeggia la bellezza e la purezza

28 ottobre 2005 § 1 Commento

Sono stata per quindici anni senza accendere una candela in chiesa ed il motivo è molto semplice: avevano provveduto a sostituire le candele di cera con quelle elettriche.

Credo che ogni singola parrocchia ci abbia rimesso parecchio in offerte e in visite.

In ogni candelabro elettrico non ho mai visto più di una o due luci accese.

In quelli tradizionali, invece, le fiammelle spesso sono appiccicate, sono accese e appoggiate in modo disordinato, i moncherini di quelle senza più stoppino giacciono nel fondo in attesa che il sacrestano ripulisca o che i bambini vadano a giocarci sciogliendoli sul fuoco.

È una gioia vederli illuminare una cappella, un quadro, una statua, un tabernacolo…

Mi è stato insegnato che una candela accesa è la nostra presenza che continua anche durante la nostra assenza; è la nostra preghiera che sale al Cielo e sta lì, in adorazione, consumandosi a poco a poco, così come noi consumiamo il nostro tempo e la nostra vita nelle nostre attività.

La lampadina è fioca, a volte non funziona, è fredda, algida, senza fumo, senza odore.

La fiammella è viva, illumina, brucia, scalda, si consuma, si esaurisce.

 

27 ottobre 2005 § 5 commenti

Chiesa di Torino profanata dai No Global

 

Sabato scorso a Torino è stata profanata una chiesa da "studenti democratici". Nessun giornale ne ha parlato eccetto Il Tempo di Roma. Non una parola si è levata. Anzi, solo fastidio se uno lo rammentava. Il sindaco di quella città si è lamentato non contro i sacrileghi, ma contro chi come Pera stigmatizzava l’atto.

Non sottovalutate il caso Torino.

Perché gli orrori di questi giorni sono il cancro stesso dell’Italia. Quelle scritte apparse sul muro della chiesa del Carmine, la profanazione avvenuta fra il terrore dei fedeli e con le forze dell’ordine che assistevano senza muovere un dito sono spia di una violenza grave e purtroppo incompresa.

Nelle stesse ore di questo scempio nel capoluogo piemontese un centinaio di «squatter» occupavano l’Università ottenendo dal rettore le chiavi dei locali, imbrattando muri e dileggiando le bacheche di alcuni movimenti cattolici con scritte ancora più eloquenti.

Fra le tante una che inneggiava alla pillola abortiva che proprio a Torino si sta sperimentando con atto di sfida, per invitare la Chiesa ad «abortire Ratzinger».

Di fronte a questo scempio e addirittura alla convivenza di irresponsabili istituzioni disposte a sfruttare «squatter» e «black blocks» per una personale battaglia contro il decreto di Letizia Moratti sulla formazione universitaria, c’è da restare allibiti per la reazione alla camomilla delle istituzioni.

Su queste pagine oggi potete leggere un’intervista al sindaco di Torino, il diessino Sergio Chiamparino, che se la cava spiegando come la manifestazione dei centri sociali fosse stata «contro tutto e contro tutti, nessuno è stato risparmiato dagli insulti», come se questo dileggio in par condicio ne attenuasse la pericolosità sociale.

Mentre a Torino si piscia in libertà sui portoni delle chiese, si tirano petardi sui fedeli e si soffoca la libertà di espressione dei cattolici, a Bologna gli studenti assaltano il comune cercando lo scalpo di Sergio Cofferati, e oggi a Roma si preparano ad altri fuochi di artificio.

Non possiamo nasconderci che questo fuoco ormai divampa e non lo fa per combustione spontanea. Troppi stanno versando irresponsabilmente benzina creando le condizioni per una nuova stagione del terrore, e non esageriamo definendola così.

Professori universitari e rettori per difendere piccoli privilegi di casta stanno favorendo questo incendio che rischia di bruciare ben oltre le intenzioni.

Altri, e qui c’è la firma di buona parte della nostra classe politica, indirizzano da tempo le fiamme verso le gerarchie ecclesiastiche e tutti i cattolici impegnati.

Rendetevene conto, e fermate con decisione quelle mani assassine.

Lo faccia uno su tutti, che questo dramma dovrebbe sentire per storia e vocazione personale: Romano Prodi.

Non consenta a militanti del suo schieramento di alzare in questa direzione i toni di una pur legittima battaglia politica.

Non si renda responsabile per assenza di coraggio di una nuova stagione di anni di piombo, o di fuoco.

Il Tempo – martedì, 25 ottobre 2005

25 ottobre 2005 § 2 commenti

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 21 ottobre 2005 (ZENIT.org).- Il Cardinale canadese Marc Ouellet, Arcivescovo di Quebec City (Canada) dal 2002, ha affermato che, nonostante una sorta di rinascita in tutto il mondo dell’Adorazione del Santissimo Sacramento, l’Occidente ha bisogno di riscoprire la sacralità della liturgia.

Nel corso dei lavori sinodali, il Cardinale ha affermato che "l’esperienza delle Chiese orientali è stata molto arricchente. Hanno liturgie diverse ed un diverso senso della liturgia, per cui sentirli parlare della Santa Eucaristia è stato molto importante per noi".

"I cristiani orientali sfruttano l’architettura delle loro chiese per rispettare la Chiesa stessa e la Santa Eucaristia che è il cuore del tempio. Hanno un profondo senso della sacralità, e quindi sentirli parlare della Santa Eucaristia è stato fondamentale per me", ha continuato.

"Molti hanno parlato di questo e penso che ci sarà un seguito nelle congregazioni e nei vari paesi, ha quindi aggiunto auspicando "che in futuro ci sia una maggiore consapevolezza della sacralità della santa liturgia".

"In Occidente abbiamo bisogno di recuperare la sacralità della liturgia – ha sottolineato il Cardinale canadese -. Ciò che ho osservato è che l’adorazione del Santissimo Sacramento si sta risvegliando e sviluppando in tutto il mondo, e questo aiuterà a ripristinare la sacralità della celebrazione liturgica della Messa".

L’Arcivescovo di Quebec City ha poi sostenuto che a suo avviso "la ripresa dell’adorazione del Santissimo Sacramento viene dai laici. E questo è un segno dei tempi e un grande incoraggiamento".

"Dobbiamo sottolineare il dono verticale di Dio, la Santa Eucaristia".

25 ottobre 2005 Commenti disabilitati su

«È stata mia madre a trasmettermi la fede. Sapeva più di me di teologia. Ho imparato a pregare da lei, non quando ero in seminario o sacerdote. Le sue grandi doti erano l’amore del silenzio e la carità genuina».
Monsignor Fisichella al funerale della mamma.

24 ottobre 2005 § 3 commenti

Tempi num.43 del 20/10/2005

SE A MESSA GESU’ DIVENTA UN AUSILIARE DEL TRAFFICO

di Corradi Marina

La chiesa del santuario di Caravaggio è affollatissima la domenica, per la Messa delle 11. Sull’altare, un giovane prete arrivato con un pellegrinaggio parrocchiale. Ma ciò che riesce a trarre dal Vangelo è un’infilata di banalità politically correct. Le catastrofi ambientali di questi mesi sono ribellione di un creato abusato – anche lo tsunami? Anche i terremoti? E il buon cristiano si riconosce, oltre che dall’ecologismo, da che cosa? Ma dal fatto che paga disciplinatamente le multe, naturalmente. «Così che quelli che ci stanno a guardare non possano dire nulla contro di noi».
Rabbia e malinconia. Rabbia, perché ridurre Cristo a un manuale di educazione civica – tanto basta per non inquinare, e per pagare le multe, senza bisogno di essere cristiani – è un avvilimento non tollerabile, è un restringere l’infinito a piccola cosa da poco. Sarebbe come dire che l’amore per i propri figli si testimonia nel verificare che si lavino i denti. Massì, anche in quello: ma se l’amore materno finisse lì, sarebbe veramente una povera cosa.
Malinconia, perché questo tipo di riduzione buonista e "corretta", che in fin dei conti non disturba nessuno, è un cristianesimo omologato e innocuo come l’acqua calda, è molto diffuso, e soprattutto fra i giovani. Bravi ragazzi, con ottime intenzioni, supini lettori di grandi giornali, aperti, democratici, ecologisti. Bravi ragazzi, che non han capito la cosa più importante: che essere cristiani non è essere "a posto", e testimoniare il Vangelo è cosa infinitamente più grande che essere disciplinati cittadini.
E intanto, quell’antico santuario lombardo ogni domenica così affollato. Di gente che arriva anche da molto lontano. Vecchi, famiglie, bambini, filippini, ucraini. Gente di ogni tipo e da ogni dove che gremisce la fonte sotterranea, e beve, beve l’acqua, come se avesse una gran sete. E si mette in fila umilmente ai confessionali, come se avesse un gran bisogno. A fronte di questa domanda tacita della assemblea nella grande chiesa – a fronte di questa domanda grande e implorante – ciò che si ascolta da un predicatore casuale è un’esortazione a pagare puntualmente le multe. A essere cittadini ammodo. Così che qualcuno poi va dalla Madonna a consolarsi – e a chiedere che mandi giù dei preti.

21 ottobre 2005 § 4 commenti

Molleggiato,

Conformeggiato,

Moraliggiato… 

 

 AREDATECE L’ISOLA…

 

Dove sono?

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