Faradda

13 agosto 2005 § 4 commenti

15 AGOSTO
ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
 

Per tanti anni ho assistito a Sassari alla FARADDA DE LI CANDARERI, la discesa di imponenti candelieri, portata a mano da valorosi uomini, verso la chiesa di S.Maria. È una speciale processione che si svolge il 14 agosto, la vigilia della festività dell'ASSUNZIONE, per ringraziare la Vergine dalla liberazione della peste che nel 1582 colpì duramente la città. È impressionante vedere questi pesantissimi candelieri trasportati a spalla e non seguendo un percorso corto e rettilineo, ma in discesa, nelle vie della città, spesso fatti danzare al ritmo di tamburelli e strumenti artigianali. Uno spettacolo, sì, ma anche una manifestazione di fede forte.
 

«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».

Preghiera

12 agosto 2005 § 4 commenti

PREGHIERA

Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo Michele che ci difendi nella battaglia contro le potenze delle tenebre, alza la tua spada di luce sulla mia amata ottenebrata regione, Lucania o Basilicata che dir si voglia, e in particolare su Pietrapertosa dove si sta svolgendo una manifestazione denominata "Sulle tracce degli Arabi" consistente in "dieci giorni tra suoni, incensi, mercatini, harem, sale da thè, da fumo e squisiti cous-cous", siccome la Pro Loco è stata invasa dai soliti furbetti del quartierino islamofilo, qui più sconsiderati che altrove perché proprio nella valle del Basento gli arabi o meglio i maomettani saccheggiarono, massacrarono e schiavizzarono secondo il loro tradizionale costume. Come se a Boves o a Marzabotto avessero organizzato una sagra con ottimi würstel e cori della Gioventù Hitleriana.
di Camillo Langone, 
Il Foglio, giovedì 11 agosto 2005

Atei

12 agosto 2005 § 8 commenti

ATEI NON DEVOTI
(Il Foglio, giovedì 11 agosto 2005)

Benché sia impossibile rintracciare un solo grande gerarca fascista sinceramente vicino al cattolicesimo, esiste purtuttavia un aggettivo composto, che ancor oggi qualcuno utilizza a scopo intimidatorio: "clerico-fascista".
Eppure le origini anarco-socialiste ed anticlericali di Benito Mussolini dovrebbero bastare a fugare simili confusioni storiografiche. L’uomo di Predappio, per intenderci, lungi dall’essere un pio figlio della Chiesa, si distinse già in gioventù per aver preso a picconate la statua della Madonna di Forlì e per aver teorizzato l’inesistenza di Dio in un opuscolo filosofico intitolato "L’uomo e la divinità". Di fronte ad una piccola folla giunse addirittura ad invitare Dio stesso a rivelare la sua presenza, fulminandolo nell’arco di cinque minuti: il fulmine non arrivò ed egli ritenne di aver finalmente provato, concretamente, che non esisteva.

Insomma, Mussolini era rigorosamente ateo, come tutti i dittatori: odiava il cattolico Impero asburgico e l’imperatore Carlo, reo di seguire le processioni del Corpus Domini in semplice uniforme, a capo chino. Magnificava, invece, gli immortali principi della Rivoluzione francese, e considerava "laicamente" il buon Dio un intralcio alla realizzazione dell’uomo e di una società giusta. Per capire quale fosse il pensiero che Pio XI nutriva sul suo conto, occorre sicuramente leggere il diario del quadrumviro Cesare Maria De Vecchi, primo ambasciatore del fascismo in Vaticano ("Il quadrumviro scomodo", Mursia). Se ne evince che il contrasto tra il vertice della Chiesa e il fascismo non conobbe che alcune tregue, brevi e sempre armate. Scontri tra Stato e Vaticano scoppiarono anche nell’aprile 1929, a tre mesi dai Patti lateranensi. Il duce non aveva nascosto agli intimi l’ambiguità dell’operazione: "Come avete udito, abbiamo fatto la pace con la Chiesa… ora che la pace è fatta, si può pure riprendere la guerra!". Così il dittatore provvide a sequestrare molti giornali religiosi, sciolse i seimila circoli cattolici e dei Giovani esploratori, e dichiarò guerra all’Azione Cattolica. Il Papa rispondeva agli attacchi attraverso l’Osservatore Romano e Civiltà Cattolica. Nel suo racconto appassionato e ricco di aneddoti, De Vecchi riporta alcuni dialoghi avuti col pontefice, il quale, un giorno, ebbe a dirgli: "Ecco che cosa avete fatto, avete imbrogliato il Papa!… Gli vada a dire (a Mussolini, ndr), allora, che con i sistemi che usa e con i fini che si propone mi fa schifo". "La frase – commenta De Vecchi – mi colpì come un pugno in pieno petto. Mi pare eccessivo, ribattei". E il Papa: "Ah, non le piace? Questa poi è curiosa! Allora le dirò, nausea, vomito…". In un’altra occasione, con tono più dolce, Pio XI esclamò: "Deve dire a mio nome al Signor Mussolini che quel suo mezzo divinizzarsi a me dispiace e a lui fa male, anzi malissimo. Egli non deve porsi così a mezz’aria tra la terra e il cielo senza più tenere i piedi sulla crosta terrestre. Gli faccia riflettere, a nome mio, che Iddio, Nostro Signore, è uno solo. Egli non potrebbe essere dunque che un idolo, un feticcio, oppure un falso iddio, o al massimo, un falso profeta. Ora lo inviti, sempre a nome mio, intendiamoci, a riflettere che i popoli, le turbe, prima o poi finiscono per abbattere gli idoli…".

Mussolini, affascinato dal Superuomo
La profezia sulla fine degli idoli si sarebbe avverata. Ma il duce, in quegli anni, non la poteva comprendere: non era uomo abituato ad inginocchiarsi, e neppure a riflettere sulle dure e leali parole del Mercoledì delle Ceneri. Al contrario, era affascinato dal Superuomo, e desumeva, da Hegel, l’esistenza di "uomini cosmico storici". Costoro, secondo il filosofo tedesco, "hanno il diritto dalla loro, perché sono i veggenti: essi sanno quale sia la verità del loro mondo e del loro tempo…e quel che fanno è quello che va fatto. Gli altri debbono loro obbedire… Questi individui soddisfano se medesimi: non agiscono per soddisfare gli altri… ma resistere a questi individui cosmico storici è impresa vana".
Durante la prigionia sull’isola di Ponza, tra fine luglio e inizio agosto del 1943, archiviata col tonfo la fola "cosmico storica" delle filosofie atee, che pretendono di trasformare l’uomo in ridicola divinità, Mussolini inizierà a leggere "La vita di Cristo" di Ricciotti. Nell’ora, finalmente umana, del dolore, ne sottolineerà, in particolare, una riga: "Gesù uscì solo, non gli era d’appresso neppure un amico".
Francesco Agnoli

Acqua e Vino

11 agosto 2005 § 1 Commento

 NON HANNO PIU' VINO

 

La presenza di Gesù a Cana manifesta il progetto salvifico di Dio riguardo al matrimonio. La carenza di vino può essere interpretata come allusiva alla mancanza d'amore. Maria chiede a Gesù d'intervenire in favore di tutti gli sposi, che solo un amore fondato in Dio può liberare dai pericoli dell'infedeltà, dell'incomprensione e delle divisioni.

The island

10 agosto 2005 § 10 commenti

A questo indirizzo http://www.merrickbiotech.com/ c'è il sito della Società americana Merrick Biotech, una società che, attraverso la clonazione terapeutica, garantisce ai propri clienti la guarigione da diverse malattie.

Lo stesso Dr. Henry Merrick, uno dei massimi esperti dell' human inanimate cloning technology, ci dice che l'Alzheimer, il Parkinson sono ora curabili, come sono curabili altre malattie.

In realtà la Merrick Biotech non esiste. Anzi, esiste, ma solo nella finzione. Ha infatti un ruolo importante nell'imminente film americano "THE ISLAND".
Se "The Island" fosse uscito questa primavera, avrebbe fatto al caso nostro (di chi ha combattuto contro i referendum) perchè si parla di genetica, ma soprattutto di clonazione terapeutica.

È un film che promette molti incassi perchè non è un film filosofico. Ma il sasso nello stagno viene gettato e si spera che un minimo di riflessione nel pubblico la susciti.

Dal 26 luglio: The island

 

Ricordi

9 agosto 2005 § 1 Commento

Stamattina, persa qui, sola, in un ufficio tutto grigio, con di fronte il monitor, a destra una stampante e a sinistra il Pc, le braccia appoggiate a una scrivania grigia e le mani che picchiettano su una tastiera grigia, ho pensato con nostalgia ai krapfen che mangiavamo un tempo sulla spiaggia: l'ho addentato, l'ho assaporato e ho sentito intorno a me le stesse sensazioni: il dolce della crema, dello zucchero a velo, della soffice pasta ed ho pensato che quel ricordo era vivo, concreto.

Se c'è nostalgia di qualcosa, vuol dire che si è provato qualcosa di bello in passato.
E la nostalgia di qualcosa di bello, non può essere che la nostalgia di qualcosa di più grande.

Cristiani

8 agosto 2005 § 1 Commento

Tempi
Taz&bao

I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano.

Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività da buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il talamo. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Trascorrono la propria vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono superiori alle leggi.
Amano tutti e da tutti sono perseguitati.

Dalla «Lettera a Diogneto», autore anonimo

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per agosto, 2005 su Quid est Veritas?.