L'infinito nell'immensamente piccolo

26 agosto 2005 Commenti disabilitati su L'infinito nell'immensamente piccolo

Spesso da bambina mi capitava di guardare dal buco della serratura di una qualsiasi porta perché mi stupiva come da un piccolo buco si potesse vedere così tanto dall’altra parte. Allo stesso modo mi stupisco nel vedere mio nipote di dieci mesi raccogliere le bricioline di pane e portarsele alla bocca col ditino quando gli si offre un cucchiaino pieno di pappa. Del resto anche nelle piccole cose c’è l’idea di infinito, dal buco della serratura si osserva la stessa realtà che si potrebbe vedere spalancando la porta e in una briciola di pane c’è la stessa sostanza che in una pagnotta. Così nei piccoli avvenimenti quotidiani si scorge qualcosa di più grande e infinito.  

Qualche giorno fa ho visto sulla libreria di casa un Vangelo che non vedevo da anni e che leggevo da ragazzina (ma molto più vecchio), così l’ho preso in mano, ricordandomi che ne avevo sottolineato qualche frase. Vorrei sfogliarlo, ma si apre inevitabilmente dove c’è il segnalibro, un’immaginetta. La guardo è L’ADORAZIONE DEI RE MAGI…  

Possibile che dopo la Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul pellegrinaggio dei Magi e nella città in cui sono presenti le reliquie dei Re Magi io trovi per puro caso un’immaginetta neanche tanto diffusa dei Re Magi?  

È l’infinito nell’immensamente piccolo! 
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Qui il testo un po’ pomposo del retro dell’immaginetta.  

Venimus et vidimus (Matteo 2, 2) 
Noi siamo venuti e abbiamo veduto – Noi troviamo in queste parole i tre primi caratteri della fede:

SEMPLICITA', COSTANZA, GENEROSITA'.

Semplicità della fede dei Magi – Nel pronto atto di partire malgrado ogni ostacolo. Essi hanno veduto e subito si mettono in viaggio. È il trionfo della Fede sopra una vana ed orgogliosa mente.

Costanza della loro fede – Mentre i Magi si avvicinano a Gerusalemme; ecco che ad un tratto la STELLA perde il suo splendore. Che dura prova! ma la loro fede non è per ciò scossa. Una parola è stata pronunciata avanti ad essi; essi vanno a Betlemme a cercare il MESSIA… Seconda vittoria dei Magi: trionfo di una fede ferma e costante.

Ma ecco il terzo ed il più sublime trionfo dei Magi: la Generosità. Nel luogo a loro indicato dal sacro raggio essi non scorgono che un monte isolato, una grotta profonda… infine una STALLA e che vi trovano essi? un bambino sulla paglia. Oh prodigio, oh trionfo della Fede divina!… poichè nula in questo bambino rivelava un Dio; a tal vista essi esclamano: È LUI! ECCOLO! Questo bambino è il Messia… il gran Re promesso…il nostro Salvatore! E subito depongono le loro corone, si prosternano ed offrono a questo poveretto dell’Oro, dell’Incenso e della Mirra… Quale vergogna e confusione per noi se paragoniamo la generosità, la fermezza della loro fede colle nostre debolezze!

 

 

Ah! Veniam oggi, poiché Dio si è rivelato ai nostri cuori, ad offrirgli coi Magi un poco d’oro per i suoi poveri, un poco d’incenso od ardenti preghiere; un poco di mirra soprattutto, simbolo dei nostri dolori: Egli stesso ne raddolcirà l’amarezza e ci ricompenserà per i tutti i nostri sacrifici.

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