Amare Dio

30 giugno 2005 § 1 Commento

L'uomo è stato creato da Dio per amore, per questo è così portato ad amare. L'uomo creato per amore, non può vivere senza amore: o ama Dio, o ama se stesso e il mondo… Ma non si può amare Dio senza testimoniarglielo con le nostre opere.
Non tutti possiamo fare grendi elemosine ai poveri, farci religiosi, ritirarci in una certosa o nel deserto. Tutti però possiamo amare il buon Dio dal fondo del cuore. Amare Dio non consiste soltanto nel dirgli con la bocca: mio Dio, ti amo.
Amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le nostre forze signfica preferirlo a tutto; essere pronto a perdere i beni, l'onore, la stessa vita piuttosto che offenderlo con il peccato. Amare Dio veramente significa non amare nulla più di lui…

Niente è più consueto tra i cristiani che il dire: «Mio Dio ti amo» ma niente è più raro che trovare in essi il vero amore di Dio… Purtroppo l'uomo che è creato per amare Dio, per possedere Dio, non lo ama e cerca altrove affetti diversi da lui. Finchè non possederemo l'amore di Dio non saremo mai contenti: tutto ci opprimerà, tutto ci annoierà… Non saremo mai soddisfatti, mai tranquilli, ma sempre inquieti sempre tormentati e sconvolti.
Santo Curato 'Ars

Contemporaneità

29 giugno 2005 Commenti disabilitati su Contemporaneità

«(…) Trovare Cristo nelle realtà temporali: il lavoro professionale, la famiglia, lo sport, l'arte, gli impegni sociali, politici, sindacali. La concezione del lavoro con la partecipazione all'opera creatrice di Dio, come qualcosa che serve non solo a guadagnare il pane in terra ma anche il pane del cielo».

In Soldati di Cristo, ma senza esoterismi, intervista di Marco Politi al Card. Julián Herranz
“La Repubblica” il 28 giugno 2005

Solennità dei SS. Pietro e Paolo

29 giugno 2005 § 1 Commento

Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.
2Timoteo 4, 2-5 

 

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»
Mt 16, 18-19

Differenze

28 giugno 2005 § 5 commenti

Il regista Antonello Belluco sta finendo di girare un film su Sant’Antonio da Padova. Nei panni di Antonio vi è l’attore spagnolo Jordì Molla che ha candidamente confessato di non sapere nulla del Santo portoghese e leggendo le sue dichiarazione non gli si può dare torto: «In Antonio vedo tre grandi uomini della storia, vedo il Che Guevara di una rivoluzione privata, vedo l'umiltà di Gandhi, vedo l'intelligenza di Wojtyla».

Vero nipotino di Zapatero, non c’è che dire. Avvicinare il nome di un volgare assassino a quello di Gandhi, Sant’Antonio e Wojtila…

Mel Gibson per il ruolo di Gesù del suo The Passion si affidò a Jim Cavaziel, che si avvicinò a questo ruolo in tutt’altro modo: «Nell’interpretare quel ruolo non voglio che la gente veda me, ma che veda invece solo Gesù». Per raggiungere questo scopo, spiegò Caviezel «ho cominciato con la recita del rosario, a cui è seguita la confessione e poi la Messa, ogni giorno, ed ogni volta dopo avevo preso l’Eucarestia, mi sono sentito maggiormente nei panni di Cristo».

Libertà religiosa

27 giugno 2005 § 2 commenti

Grazie a un interessante post di Filaretum (qui), sulla legge in discussione in Senato «contro i pericoli della “manipolazione mentale”» e il plagio, mi sono ricordata di un articolo sulla legge in questione e sulla libertà di religione letto tempo fa ed utile oggi per conoscere meglio l’argomento.


È di Marco Respinti, pubblicato su Il Domenicale il 24 aprile 2004,  in cui si legge tra l’altro: «Leggi così parrebbero soddisfare la comprensibile esigenza di lottare contro i ciarlatani e i truffatori; eppure costoro sono sempre stati efficacemente perseguiti sulla base delle leggi esistenti, senza cioè alcuna necessità di provvedimenti speciali che alla fine si rivelano liberticidi per tutti e non solo limitativi delle attività illecite dei malfattori. Il fine non giustifica mai i mezzi, ma in questo caso è vero proprio il contrario: leggi come il 613-bis rischiano di rivolgersi contro “altri”, colpendo ogni tanto per default anche i farabutti. E gli “altri” in questione sono di per sé tutti i gruppi e le associazioni umane riconducibili a una fede o a una idea comuni, a un metodo educativo, a una qualsiasi esperienza comunitaria forte. Fra cui le religioni, le Chiese e le “sètte”».

Qui l'articolo intero

Attenzione! Vigiliamo, perchè l'attentato alla libertà religiosa passa anche attraverso questa legge. E se già durante la campagna referendaria qualcuno ha addiritttura denunciato dei preti (e Ruini), si può immaginare cosa potrebbe succedere se passasse questa legge.

Altri articoli sul sito del Cesnur.

Quirinale

25 giugno 2005 § 2 commenti

 

da ilgiornale.it di sabato 25 giugno 2005

Profeti

24 giugno 2005 § 5 commenti

"Non abbiamo più veri leader dalla fine del 20esimo secolo. Ma mi sento meno sola quando leggo i libri di Ratzinger" . Oriana Fallaci incorona papa Benedetto XVI come l'uomo politico contemporaneo più degno di ammirazione e rispetto. Così la scrittrice e giornalista italiana si confessa la Wall Street Journal. E aggiunge: "Io sono un'atea. E se un ateo e un papa pensano le stesse cose, vuol dire che c'è qualcosa di vero".

 

Prophet of Decline
An interview with Oriana Fallaci.

Dove sono?

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