Primo Maggio

29 aprile 2005 § 7 commenti

«La decisione presa da alcune catene della grande distribuzione di tenere aperta l'attività durante il Primo Maggio è provocatoria. Si tratta di una festività che, per i lavoratori, è l'equivalente del Natale e in quanto tale va rispettata. Ai dipendenti di *** chiediamo di non andare a lavorare, e di partecipare alla manifestazione».
(da un comunicato sindacale della mia città

 

Che tristezza, paragonare il Primo Maggio al Natale! Una festa creata dall’Internazionale Socialista paragonata alla festa in cui si ricorda che Dio si è fatto uomo. 

 

Fosse per me il primo maggio andrei a lavorare, ma quest’anno viene di domenica: bisogna santificare le feste.

 

«Persevera nel compimento esatto dei tuoi doveri di adesso. — Quel tuo lavoro — umile, monotono, piccolo — è orazione tradotta in opere che ti dispongono a ricevere la grazia di quell'altra attività — grande, ampia e profonda — che tu sogni.»
San Josemarìa Escrivà, Cammino, 825  

Subiaco

29 aprile 2005 § 2 commenti

Nella ormai famosa conferenza che il 1° aprile ha tenuto a Subiaco, l’ancora Cardinale Ratzinger sosteneva che «giustizia, pace, conservazione del creato [sono] parole che richiamano dei valori morali essenziali di cui abbiamo davvero bisogno», ma metteva in guardia dalla loro generalizzazione e degeneralizzazione che ne deriva se esse rimangono parole vuote e astratte divenendo quindi semplice moralismo o addirittura ideologia («abbiamo visto ampiamente nelle nostre strade e sulle nostre piazze come il pacifismo possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo»). Allo stesso modo chi trasforma «il nocciolo del messaggio di Gesù» in un cristianesimo e in una teologia vacua o «il “Regno di Dio”» in «“valori del Regno”» compie lo stesso svilimento di significato, «dimenticandosi (…) di Dio, nonostante sia proprio Lui il soggetto e la causa del Regno di Dio».

 

Nella sua prima udienza generale, mercoledì 27 aprile, Benedetto XVI ha rimarcato quel concetto citando San Benedetto: «di questo Padre del Monachesimo occidentale conosciamo la raccomandazione lasciata ai monaci nella sua Regola: "Nulla assolutamente antepongano a Cristo" (Regola 72,11; cfr 4,21). All’inizio del mio servizio come Successore di Pietro chiedo a san Benedetto di aiutarci a tenere ferma la centralità di Cristo nella nostra esistenza. Egli sia sempre al primo posto nei nostri pensieri e in ogni nostra attività

Chiesa e dintorni

28 aprile 2005 Commenti disabilitati su Chiesa e dintorni

Riflettevo in questi giorni straordinari guardando le immagini di folle in cammino verso la Basilica di San Pietro e in ascolto delle parole di Benedetto XVI.
Riflettevo su come la Chiesa  sia davvero qualcosa di grande, di infinito. Qualcosa che ci fa comprendere una realtà che non è visibile, pur essendo realtà; qualcosa di “impossibile” ad occhi senza luce; qualcosa che resiste da duemila anni, nonostante le lotte contro di essa e le persecuzioni contro i suoi fedeli.
Orde barbariche di tutti i tempi, passati e moderni, non le sopravvivono; imperatori ciechi e invidiosi hanno osato e osano incarcerare qualche pastore della Chiesa o irriderli, come Erode fece davanti a Gesù in catene; ma ben presto i persecutori cedono alle vicissitudini della storia, mentre la Chiesa cavalca i secoli dell’umanità.
Hanno provato a distruggerla col ferro e col fuoco, ma Essa è ancora lì, dinanzi al mondo, come luce sopra al moggio; hanno provato a dividerla dall’interno, ma il ferro si piega ma non si spezza e col calore del fuoco si rigenera, più forte di prima.

Che strana la Chiesa, monarchia assoluta che passa attraverso un’elezione democratica. E le guide, i pastori non sono manager nel pieno della vita, ma vecchi, i cui ultimi anni di vita spesso sono attraversati da malattie. Basterebbe questo per vedere nella Chiesa un’istituzione non pienamente umana. Chi affiderebbe la guida di un’"azienda" a un anziano?

Vedevo passare i Cardinali, tra di essi africani, sudamericani, nordamericani, cinesi, giapponesi…ed ora ci vengono a parlare di globalizzazione: ma c’è qualcosa di più bello della Chiesa in cui tutti i popoli sono uguali? Parlano di società multirazziale… La Chiesa invece parla di popolo di Dio, quale termine migliore si può trovare per una società? Per l'umanità?

Bisogna “tollerare”…no, la Chiesa dice di amare ed è ben diverso!

Manifesto

26 aprile 2005 Commenti disabilitati su Manifesto

La Redazione di Stranocristiano ha istituito il Comitato Nazionale di Liberazione dall'Orrore (CNLO).

Primo comunicato del CNLO

UNO

 

Dalla top ten list dei motivi per cui è bello diventare madri a quasi sessant'anni, di David Lettermann (Late Shaw):

 

Il piccolo urla? Abbassa il volume del tuo apparecchio acustico.

Qualcuno ha sbavato sul divano? Finalmente puoi dare la colpa al bambino.

 Non ti devi preoccupare di quanto costerà la retta del college, perchè sarai di certo già morta.

Quando i figli ti chiederanno come nascono i bambini, tu potrai sinceramente dire che proprio non te lo ricordi.

Sei in grado di calmare il bambino che piange con il ronzio soporifero del tuo pacemaker.

 

(Liberamente tratto da Il Foglio, 2.3.2005)

 

COMITATO NAZIONALE DI LIBERAZIONE DALL'ORRORE
 

Sottoscriviamo e rilanciamo agli amici Stranicristiani. Perché non disegnare un logo identificativo?

Veritas, veritatis

25 aprile 2005 § 5 commenti

Nei giorni scorsi, leggendo gli episodi centrali della vita di Joseph Ratzinger, era caduto l’occhio su quel motto che si era scelto tempo fa: “COOPERATORIS VERITATIS”, Cooperatore della Verità.

E il fatto che proprio in quei giorni si stesse per avviare questo blog con il titolo di “QUID EST VERITAS?”, ci ha dato di che riflettere, come fosse stata data una risposta concreta a una domanda retorica.

Ieri si stava ascoltando il Vangelo nella Messa domenicale e colpisce un passaggio:

“Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. (Gv 14, 5-6).

 

Nel giorno in cui Benedetto XVI, Cooperatoris Veritatis, officia la Santa Messa per l’inizio del suo Ministero petrino, la liturgia della Chiesa prevede che in questa 5a domenica di Pasqua si proclami “Io sono la Via, la Verità, la Vita”.

Le “strane coincidenze” continuano…e c’è sì di che riflettere qui!

Morale

22 aprile 2005 § 1 Commento

Davide Rondoni ha scritto oggi un bell’editoriale su Avvenire. Riportiamo una bella metafora che utilizza per mostrare il rapporto morale/Chiesa.

«(…) perché lui? Subito, la discussione s'incanalava su faccende secondarie, su malintese posizioni ecclesiali circa la morale eccetera. Io tacevo. I poeti come maestri di morale valgono poco e io ancor meno. Ma ho detto che arrovellarsi su quelle vicende è come arrovellarsi sul colore della bandierina del corner quando si parla di calcio.
Per comprendere cos'è un corner e perché la bandierina sta lì, occorre partire dal gusto per il calcio, dal pallone. E il pallone della grande partita della Chiesa – passateci la metafora – è Gesù Cristo. Togli quello, e tutto è inutile. Le porte sarebbero spettri, le bandierine inutili segnali, i giocatori ballerini inquietanti. Anche il grandioso spettacolo di questi giorni, la dolce e dura morte, il lungo incolonnarsi, il semplice e maestoso funerale, e poi i cardinali conclusi, la fumata, l'acclamazione, tutto ciò sarebbe un gran bel teatro dell'assurdo. Se non fosse per Cristo. Il nuovo Papa lo sa bene. Si è preso da tempo la briga di ripetere ai dotti e al popolo che la straordinaria e drammatica vicenda della Chiesa coincide con la presenza di Gesù nella storia e non con una filosofia o una morale tra le altre».

 E poi i comportamenti più gravi sanzionati maggiormente dall’arbitro sono quelli che avvengono a palla lontana, no? Quindi giochiamo pure una partita maschia, ma seguendo le regole del gioco…
 

Clicca qui per leggere l'articolo

Annuntium vobis…

21 aprile 2005 § 3 commenti

Ho deciso di andare a Colonia.

L’ho deciso martedì, in preda ad una agitazione mai provata prima.
Dopo Tor Vergata, pensavo di aver deposto sacco a pelo e zaino. Superati i trent’anni si decide di lasciare posto ai più giovani, “ormai non ho più bisogno di una folla oceanica per credere” ci si dice con un po’ di rammarico e anche un pizzico di presunzione.

Invece se ne ha bisogno, si ha bisogno di un conforto nella fede, si ha bisogno di testimonianze e si ha bisogno di testimoniare.

E allora gambe in spalle, si parte: pulman in partenza venerdì 19 agosto sera, arrivo – penso – in mattinata a Colonia; Veglia con Sua Santità Benedetto XVI, notte in sacco a pelo, Celebrazione eucaristica e ritorno, spero prima di lunedì mattina, perché ci aspetta una giornata di lavoro!

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Passiamo oltre.

Sull’Avvenire di ieri veniva riportato uno stralcio del messaggio che il Cardinale Ratzinger aveva inviato al Meeting di Rimini del 2002 sul tema «Il sentimento delle cose la contemplazione della bellezza».
Stupende parole. Ecco alcuni passaggi:

«Platone considera l'incontro con la bellezza come quella scossa emotiva salutare che fa uscire l'uomo da se stesso, lo "entusiasma" attirandolo verso altro da sé. L'uomo, così dice Platone, ha perso la per lui concepita perfezione dell'origine. Ora egli è perennemente alla ricerca della forma primigenia risanatrice. Ricordo e nostalgia lo inducono alla ricerca, e la bellezza lo strappa fuori dall'accomodamento del quotidiano. Lo fa soffrire. Noi potremmo dire, in senso platonico, che lo strale della nostalgia colpisce l'uomo, lo ferisce e proprio in tal modo gli mette le ali, lo innalza verso l'alto.

(…) In quella musica (di Bach, ndr.) era percepibile una forza talmente straordinaria di realtà presente da rendersi conto, non più attraverso deduzioni, bensì attraverso l'urto del cuore, che ciò non poteva avere origine dal nulla, ma poteva nascere solo grazie alla forza della verità che si attualizza nell'ispirazione del compositore.

(…) Ho spesso già affermato essere mia convinzione che la vera apologia della fede cristiana, la dimostrazione più convincente della sua verità, contro ogni negazione, sono da un lato i Santi, dall'altro la bellezza che la fede ha generato.

(…)E' per così dire un nuovo trucco della menzogna presentarsi come "verità" e dirci: al di là di me non c'e in fondo nulla, smettete di cercare la verità o addirittura di amarla; così facendo siete sulla strada sbagliata. L'icona di Cristo crocifisso ci libera da questo inganno oggi dilagante»

Qui trovi l’articolo di Avvenire

http://www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=535654&id_pubblicazione=12


Qui in versione completa (doc)

http://www.meetingrimini.org/files/messaggio_ratzinger_meeting_2002.doc

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per aprile, 2005 su Quid est Veritas?.