Alla ricerca dell’Amore

7 giugno 2013 Commenti disabilitati

Siamo alla ricerca perenne di amare ed essere amati. Ma spesso rifuggiamo le modalità con cui quell’amore si presenta, vogliamo scegliere noi i modi: come afferma la splendida Holly di “Colazione da Tiffany”: «Non voglio possedere niente, finché non avrò trovato un posto che mi vada a genio… non so ancora dove sarà, ma so com’è».

«Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa».

P.S. Non si pensi sia un post sdolcinato, romantico e troppo mieloso. È solo il riconoscimento di una verità su di noi, sempre desiderosi di amore perché affamati di Amore.

La saggezza dei vecchi

24 aprile 2013 Commenti disabilitati

Bellissimo articolo di Marina Corradi:

E viene da domandarsi perché, per trovare l’impronta di questa volontà positiva e comune, bisogna guardare a chi ha più di ottant’anni? Forse è perché questi due uomini sono cresciuti in anni terribili, imparando però dalla storia che un bene comune esiste e va ostinatamente cercato? E che cosa si è interrotto allora, cosa non viene più tramandato? Una poesia di Mario Luzi domandava: “E ora che cosa non ricordano, che cosa non sanno?”, alludendo quasi a una rottura nella catena delle generazioni.
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Fiat lux

18 aprile 2013 Commenti disabilitati

Il sacerdote belga Georges Edouard Lemaître è il primo teorizzatore del Big Bang; egli intuì l’espansione delle galassie e ne pubblicò la teoria nel 1927, con la pubblicazione dell’ipotesi dell’atomo primigenio. La teoria inizialmente non fu accettata dalla comunità scientifica, mentre Pio XI ne intuì la genialità e la possibilità che potesse andare d’accordo con il “Fiat lux” della Genesi.

Cielo sulla terra

10 aprile 2013 Commenti disabilitati

“Nel rapporto con la liturgia si decide il destino della fede e della chiesa”. 
Benedetto XVI

Recentemente un professore russo mi diceva che se la Chiesa d’Oriente ti fa entrare in una dimensione metafisica assistendo alla sua liturgia, Bulgakov definì la liturgia ortodossa come “Cielo sulla terra”, essa rimane “separata” dalla vita, al contrario della Chiesa in Occidente, che trasmette una fede che si fa vita, non ne è distante. Senz’altro è vero. Tuttavia è necessario difendere in Occidente ancora quel poco di liturgia sacra che picconata dopo picconata si riduce sempre di più nelle nostre chiese. Per capirne l’importanza invitiamo a leggere questo articolo di Mattia Rossi:

È sfuggito, in questi anni di convulsioni post conciliari, la natura squisitamente divina della liturgia: un affacciarsi del Cielo sulla terra, la prefigurazione terrena della Gerusalemme che, pertanto, ne deve richiamare la maestà e la gloria.

[...] Con il paramento egli [il sacerdote, ndr] non è più un uomo privato, ma “prepara” (parare) il posto a qualcun altro: e quel qualcun altro è il Re dell’Universo. Impoverire la maestosità del paramento significa, inevitabilmente, impoverire Cristo.

[...] Pio XII, emblema collettivo dell’opulenza liturgica, si dice che dormisse su tavole di legno nude e crude e seguisse modestissime diete. Ma in privato. L’ancoraggio liturgico alla tradizione fatta di mozzette, pianete e fanoni, è parziale manifestazione della Gerusalemme celeste, della liturgia degli angeli, come dice san Gregorio.

[...] B-XVI, nella scuola di liturgia delle sue messe papalici ha insegnato magnificamente questo: ristabilire il primato della liturgia, fonte e culmine della vita della chiesa, e il primato di Cristo.
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Leggi anche “Nostalgie benedettine” di Annalena Benini

Nomen omen

8 aprile 2013 Commenti disabilitati

La chiesa che contiene le spoglie di s. Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, è la chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Roma, chiesa-madre della Compagnia. Ma il titolo ufficiale della chiesa è Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina. 

Il Cristo morto

2 aprile 2013 Commenti disabilitati

Il venerdì santo sera (dopo la celebrazione della Passione di Gesù)  non era previsto l’esposizione del Cristo morto, come era invece consuetudine nella parrocchia. Le insistenti richieste delle anziane e dei fedeli al parroco e al sacrestano, però, hanno fatto sì che nella mattinata successiva del Sabato Santo il “simulacro” fosse esposto.

Il sabato sera, poche ore prima della Veglia, il sacrestano ha commentato: “Ma ormai è risorto. Perché tutti vogliono vederLo morto?”.
“Abbiamo bisogno di vedere la carne, la carnalità di Cristo”. E di mangiarla.

Papa Francesco e il “potere della grazia”/2

1 aprile 2013 Commenti disabilitati

Nel suo primo Regina Coeli, nel Lunedì dell’Angelo, Papa Francesco è tornato sul “potere della grazia”, di cui aveva già parlato nell’omelia della Messa Crismale del Giovedì Santo. Una breve ma intensa catechesi sulla “Grazia”, ecco il passaggio più significativo:

“[...] Sì, il Battesimo che ci fa figli di Dio, l’Eucaristia che ci unisce a Cristo, devono diventare vita, tradursi cioè in atteggiamenti, comportamenti, gesti, scelte. La grazia contenuta nei Sacramenti pasquali è un potenziale di rinnovamento enorme per l’esistenza personale, per la vita delle famiglie, per le relazioni sociali. Ma tutto passa attraverso il cuore umano: se io mi lascio raggiungere dalla grazia di Cristo risorto, se le permetto di cambiarmi in quel mio aspetto che non è buono, che può far male a me e agli altri, io permetto alla vittoria di Cristo di affermarsi nella mia vita, di allargare la sua azione benefica. Questo è il potere della grazia! Senza la grazia non possiamo nulla. E con la grazia del Battesimo e della Comunione eucaristica posso diventare strumento della misericordia di Dio”.
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La grazia ci “unisce a Cristo”. Quindi non bisognerebbe titubare nel concedere l’Eucaristia il prima possibile ai bambini, anche dagli 8 anni, come si è sempre fatto. Purtroppo, per cercare “soluzioni” alla fuga dai Sacramenti delle famiglie, si tende a dispensarli più tardi. Da qualche parte la Prima Comunione viene concessa anche in prima media, in via sperimentale. Eppure “senza la grazia non possiamo fare nulla”. Che bisogno c’è di aspettare?

 

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